La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù al Fortino è una chiesa cattolica parrocchiale situata in Piazza Palestro, nel quartiere Fortino di Catania. La chiesa sorge sopra una cripta ipogea, originariamente dedicata alle Anime del Purgatorio, che costituisce la parte più antica del complesso.

Storia Le origini: la cripta Il luogo ha origini risalenti al 1515, quando per volere del vescovo di Catania fu istituita in piazza Palestro — allora denominata "piano del Fortino" — una cripta destinata alla sepoltura dei giustiziati, nei pressi del luogo dove si trovavano le forche pubbliche della città.Volume storico su Catania: Fondazione M, Catania, anni '80 (La Cripta dei Giustiziati), p. 173. Danneggiata dal terremoto del Val di Noto del 1693, fu restaurata nel 1713 e prese il nome popolare di "Al Purgatorio".

Nel 1837, durante i moti indipendentisti siciliani del 1837, vi furono sepolti otto patrioti fucilati in piazza dei Martiri. Nel 1862, durante l'ingresso delle truppe garibaldine a Catania, l'area attorno alla cripta fu interessata da scontri armati.

La cappella delle Anime del Purgatorio Nel 1864 il vescovo ausiliare monsignor Antonino Caff, canonico della chiesa Collegiata di Catania, trovò la cripta in completo dissesto e la fece ristrutturare.Giuseppe Rasà Napoli, Guida e breve illustrazione delle chiese di Catania e sobborghi, Catania 1900; riedizione a cura di Lucio Cammarata, Tringale Editore, Catania 1984, pp. 440-441. Fu innalzata una cappella dedicata alle Anime del Purgatorio, destinata anche alla sepoltura dei condannati a morte giustiziati nella piazza.

La struttura era ipogea: vi si accedeva da una scala di mattoni di trentatré gradini che conduceva a un pianerottolo. Presso il pianerottolo era collocata un'anconetta con un quadro della Crocefissione e due bustini marmorei raffiguranti anime purganti. La cappella conservava inoltre un altare con gruppi lignei raffiguranti le anime del Purgatorio e l'Addolorata, un simulacro del Sacro Cuore di Gesù, quattordici quadretti della Via Crucis, un confessionale, un pulpito portatile e un piccolo armonium di provenienza estera. I freschi del soffitto raffiguravano angioletti e, al centro, un coro di angeli e serafini attorno all'Agnello divino.

Mons. Caff morì il 12 ottobre 1895 a San Giovanni la Punta e fu traslato nella necropoli catanese. Nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1898 la cappella fu inondata da circa due metri di acqua piovana.

La chiesa superiore Nell'aprile del 1899 il Municipio di Catania approvò il disegno del prospetto della nuova chiesa, eseguito dall'ingegnere catanese Salvatore Fabiano. Nello stesso anno ebbe inizio la costruzione, sospesa in attesa di raccogliere ulteriori fondi dai fedeli. I lavori furono portati a compimento nel 1901 per volere del cardinale Giuseppe Francica-Nava di Bondifè, arcivescovo di Catania, che fece innalzare la nuova chiesa sopra la cripta preesistente.Volume storico su Catania Fondazione M, Catania, anni '80, p. 174. La cripta delle Anime del Purgatorio divenne così la cripta della nuova chiesa.

Erezione a parrocchia Nel luglio del 1950 l'arcivescovo Carmelo Patanè elevò la chiesa a parrocchia autonoma con il titolo di "Sacro Cuore di Gesù al Fortino". Il simulacro del Sacro Cuore era già presente nella cappella originaria fin dall'Ottocento, come attestato da Rasà Napoli nel 1900. Dalla parrocchia dipendono le chiese filiali del Crocifisso Maiorana e di San Giorgio e Dionigi.Santi Correnti, Alla scoperta di Catania. Guida sentimentale della città etnea, 1968, p. 92.

Descrizione Esterno La chiesa si affaccia sul lato ovest di Piazza Palestro, a pochi passi dalla Porta Garibaldi. La facciata, progettata dall'ingegnere Salvatore Fabiano e approvata dal Municipio nel 1899, è in stile eclettico di primo Novecento. La pianta dell'edificio è di forma ottagonale irregolare, con copertura a padiglione a falde inclinate convergenti verso il centro.

Interno La chiesa superiore presenta una pianta centrale di forma ottagonale, sviluppata su due ordini sovrapposti, coronata da una cupola a spicchi con nervature dorate. La luce naturale è introdotta da finestre quadrate nel tamburo. Il decoro parietale comprende lesene bianche con filettature dorate, fasce marcapiano con decorazioni fitomorfe dipinte a grisaille e medaglioni. Sull'arco trionfale che precede l'abside è collocato un grande Crocifisso ligneo, affiancato da un medaglione ovale recante l'iscrizione latina tratta dalla Litania del Sacro Cuore: Cor Iesu, Fons Totius Consolationis, Miserere Nobis ("Cuore di Gesù, fonte di ogni consolazione, abbi pietà di noi").

Affresco della cupola L'affresco nella calotta della cupola raffigura il Sacro Cuore di Gesù in gloria, affiancato dalla Madonna e da San Giuseppe. Nella zona inferiore sono rappresentate anime avvolte dalle fiamme del Purgatorio intercedute da un angelo. L'insieme iconografico richiama il legame tra l'antica dedicazione alle Anime del Purgatorio e quella successiva al Sacro Cuore di Gesù.

Opere d'arte Tra le opere conservate si segnalano: il simulacro del Sacro Cuore di Gesù con due angeli adoranti ai lati, in una nicchia con fondo a mosaico dorato tessellato, collocato sull'altare maggiore; un dipinto a olio su tela raffigurante la Madonna con Bambino, di stile seicentesco, in cornice dorata intagliata, collocato in un altare laterale entro un'edicola ad arco recante l'iscrizione Ave Maria, ornata da figure angeliche a stucco e decorazioni a grisaille con ghirlande e colomba dello Spirito Santo; ai lati dell'altare sono collocati quattro reliquiari dorati; il simulacro di San Giuseppe con il Bambino Gesù, in una nicchia con fondo a tessere dorate; quattro vetrate figurative raffiguranti santi ed evangelisti; le stazioni della Via Crucis lungo le pareti.

La cripta La cripta sottostante, accessibile da una scala di trentatré gradini in mattoni, costituisce uno spazio liturgico autonomo a tre navate con volte a crociera, separate da pilastri ottagonali. Nelle vele delle volte si conservano affreschi figurativi raffiguranti angeli, già citati da Rasà Napoli nel 1900. Sul pianerottolo di accesso si trovano i due bustini marmorei originali raffiguranti anime purganti e il simulacro dell'Addolorata. La cripta costituisce la parte più antica del complesso.

Note

Bibliografia Giuseppe Rasà Napoli, Guida e breve illustrazione delle chiese di Catania e sobborghi, Catania 1900; riedizione a cura di Lucio Cammarata con il titolo Guida alle chiese di Catania, Tringale Editore, Catania 1984. Santi Correnti, Alla scoperta di Catania. Guida sentimentale della città etnea. Con 24 tavole fuori testo e una cartina, 1968. Annuario Generale d'Italia e dell'Impero Italiano 1937-1938, XVI–III° anno E.F., Edizione cinquantunesima, Fascicolo complemento Impero Italiano, voce "Provincia di Catania", p. 6824.

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