Palazzo Caisotti di Casalgrasso, poi Palazzo Pallavicino Mossi, è un palazzo storico di Torino in stile Neoclassico costruito nel 1648 in via Santa Teresa nell’isolato di San Giuseppe, in contrada Santa Teresa, ora quartiere Centro. Si trova di fronte al Palazzo Provana di Collegno.
Storia Il 26 aprile 1647 il conte Provana di Collegno rinuncia al giardino del suo immobile all'interno dell'isolato, cedendo a Paolo Matteo del Carretto marchese di Gorzegno l'intera area, definita «un sito di terra con la sabbia, pietre muraglie e materie infrastanti». Nel mese di ottobre dello stesso anno la duchessa Madama Cristina concede al marchese un'area «fuori dalla quadratura della piazza della Cittadella», che gli consenta di completare più agevolmente la costruzione del palazzo. Le prime notizie sull'immobile risalgono al 1648 quando, in un atto di vendita riferito a Paolo Matteo del Carretto, si fa riferimento ad un palazzo in costruzione nella zona dell'attuale via Santa Teresa https://www.noicomit.it/altervista/culturatorino_files/viasantateresa.pdf.
Nel 1690 il palazzo viene venduto al principe Sigismondo III d'Este, figlio del marchese Filippo II Francesco d'Este e di Margherita di Savoia, figlia del duca di Savoia, Carlo Emanuele I . Sigismondo aveva sposato nel 1671 a Torino, Maria Teresa Grimaldi, figlia di Ercole Grimaldi, principe ereditario del Principato di Monaco e Aurelia Spinola dei Principi di Molfetta, ed era diventato rappresentante della Casa d'Este presso la corte asburgica.
Nel 1710 la proprietà dell'edificio passa a Ignazio Caisotti di Casalgrasso, referendario dello Stato Sabaudo , e a sua moglie, la contessa Vittoria Giugali Caisotti, che pianificano un consistente rifacimento del palazzo, attribuendo in particolare la facciata all'architetto Giovanni Battista Borra.
Dopo un frazionamento della proprietà dovuto a questioni ereditarie, nel 1850 il senatore Lodovico Pallavicino Mossi, da poco trasferitosi nel capoluogo sabaudo, acquista tutto il palazzo, mobili e infissi compresi, per la somma di 350.000 lire. Anche Pallavicino mette mano al disegno del fronte esterno, sopraelevandolo di un piano e un sottotetto nel 1852 dopo aver affidato i lavori all'architetto Amedeo Peyron .
Dopo la metà dell'Ottocento lungo via Santa Teresa e via Arsenale, e nelle strade dietro piazza San Carlo, si sviluppa un vero e proprio centro degli affari; banche e società finanziarie cominciano a occupare i palazzi più prestigiosi dell'isolato. Nel 1856 un'ala del palazzo è occupata dal Banco di Sconto e Sete che nel 1863, con il patrocinio dei Rothschild, si fonde con la Cassa di Sconto di Torino diventandone la sede principale https://www.compagniadeimeglioinsieme.com/wp-content/uploads/2021/05/Alla-ricerca-dei-palazzi-dei-soldi.pdf.
Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento al piano terra del palazzo sono ospitate la Banca Subalpina e poi la Banca Commerciale Italiana, che sta costruendo la sua sede all'angolo con via Arsenale. Nel 1985 la Banca Commerciale acquista l'intero immobile e procede ad un restauro e consolidamento dell'immobile.
Nel 2011, con la vendita del palazzo alla Banca Regionale Europea, avviene un secondo restauro dell'edificio, che passa infine alla BPER Banca .
Descrizione Per le parti attribuibili alla prima fase dei lavori, negli anni '40 del Seicento, l’edificio presenta una tipologia piuttosto convenzionale, con la tipica sequenza portale-atrio-cortile, genericamente riconducibile alle indicazioni date dall'architetto ducale Carlo di Castellamonte al momento del primo ampliamento della città, a inizio Seicento. L'attuale disegno del fronte esterno risale al 1852 e si deve all'architetto Amedeo Peyron, con linee che si richiamano a canoni neoclassici e un aspetto omogeneo e rigoroso, ingentilito soltanto dal cancello in ferro del portale d'ingresso e dalla balaustra del soprastante balcone.
Dal portale si accede al cortile interno, loggiato a due ordini, originariamente "entre court et jardin", sul quale si affaccia il corpo principale del palazzo, nella cui facciata si apre un bell'esempio di finestra a serliana. Un tempo era possibile proseguire con la carrozza fino alla zona delle scuderie posta dietro il palazzo in un secondo cortile, di dimensioni ridotte, su cui si affacciavano gli ambienti destinati alle maestranze di servizio e, al piano superiore, un camminamento attorniato da glicini destinato alla contessa Pallavicino.
All'interno si conservano alcuni ambienti di grande interesse, come lo scalone, la settecentesca sala degli specchi, riconducibile all'ambito del pittore di corte Claudio Francesco Beaumont e varie sale decorate con Trompe-l'œil raffiguranti sfondati architettonici e pergolati. Notevole è il soffitto dipinto della stanza che in origine era probabilmente adibita a cappella privata della contessa Pallavicino: presenta un gioco di puttini in volo che sostengono un delicato pizzo trasparente su uno sfondo celeste. L'opera è firmata "Fratelli Mosselli 1866".
Note
Bibliografia Grosso, Roberto - Sanesi, Roberto, Dal Seicento al Novecento: i palazzi di via Santa Teresa, sede a Torino della Banca commerciale italiana, Banca commerciale italiana, Milano 1995 , pp. 13-37
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Categoria:Storia di Torino Caisotti