Palazzo della Zecca è un palazzo storico di Torino in stile barocco costruito agli inizi del Settecento in via Verdi, già via della Zecca, nel quartiere Centro, su disegni dell'architetto Amedeo di Castellamonte e su commessa dell'allora Stato Sabaudo, come luogo in cui stampare monete e medaglie a servizio del Regno. È quindi considerata la prima Zecca dello Stato Italiano.
Il palazzo, vincolato dalla Soprintendenza alle Belle Arti, è oggi sede di un commissariato di Polizia. Si trova quasi di fronte al Palazzo dell'Università.
Storia L'edificio della Zecca costituisce parte del caratteristico complesso di edifici (Teatro Regio, Accademia, Cavallerizza) governativi, pubblici e militari, realizzati tra Sei e Settecento sul lato settentrionale di via Verdi, al margine del secondo ampliamento nella città verso il fiume Po. La prima parte dell’arteria, da piazza Castello fino alla via Rossini, fu aperta nel 1669 su disegni dell’architetto Amedeo di Castellamonte ed era detta dell’Accademia Reale. Prima di essere intitolata a Giuseppe Verdi la contrada fu a lungo denominata della Zecca, dall’omonima officina ivi esistente https://www.museotorino.it/view/s/3a73d9f186754d34bd2cf09507afe83e.
L'edificio fu costruito agli inizi del Settecento nell’ambito dei programmi di riassetto politico ed istituzionale che caratterizzarono la vita dello stato Sabaudo in quel periodo. La costruzione di una nuova officina in cui coniare moneta non era infatti soltanto strumentale, ma assumeva anche un valore simbolico di ripresa economica dopo anni di guerre e di miseria. Sede dell’officina per la realizzazione delle monete e luogo di incisione delle medaglie, la cartamoneta era stampata all’estero fino all’apertura dello stabilimento di via Carlo Alberto a Palazzo Campana, mentre i francobolli erano stampati presso altre tipografie private https://www.compagniadeimeglioinsieme.com/wp-content/uploads/2021/05/Alla-ricerca-dei-palazzi-dei-soldi.pdf. Nell’ultimo periodo la Zecca fu anche adibita a Stamperia Reale https://sigecweb.beniculturali.it/sigec/item/print/ICCD14436006.
Con la nascita dello Stato unitario le numerose Zecche distribuite sul territorio italiano non avevano più ragione di esistere e così con il R.D. del 9 novembre 1861 fu autorizzato l’esercizio delle sole Zecche di Milano, Napoli e Torino; le Zecche di Bologna, Genova e Firenze vennero liquidate. Lo stabilimento principale fu quello di Torino dal momento che i tipi, le matrici, i punzoni ed i conii della produzione di monete del Regno furono realizzati nel gabinetto d’incisione della Zecca torinese, diretto dall’Incisore Capo Giuseppe Ferraris https://www.cugit.it/2009/10/08/piccola-storia-della-zecca/.
Il palazzo della Regia Zecca fu attivo fino al 1870, quando a seguito dell’Unità d'Italia e il trasferimento della Capitale a Roma, le Zecche regionali cessarono la loro produzione https://residenzerealisabaude.com/antica-zecca/. L’edificio fu inglobato nei fabbricati di servizio dell’Accademia Militare e della Cavalleria e subì notevoli trasformazioni interne.
Fra le due guerre Mondiali lo stabile venne adottato a Distretto di Pubblica Sicurezza, destinazione che mantiene tuttora.
Descrizione L’edificio è a 3 piani fuori terra, con fabbricato di 1 piano all'interno del cortile. La pianta è a L con il lato più lungo prospiciente via Verdi. L’accesso principale è costituito da un androne carraio. La tipologia dell’edifico è quella propria dell’edilizia minore destinata a servizi, dotata di una certa accessibilità interna necessaria ad assolvere funzioni minori. L’ossatura verticale è costituita da muratura in mattoni portante, comprendenti muri di facciata e muri ad essi perpendicolari. Gli orizzontamenti sono realizzati con volte a padiglione, con solaio in legno e struttura metallica di recente costruzione. Il tetto è del tipo alla piemontese https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0100022237.
Note
Bibliografia Giacinto Cerrato, La Zecca di Torino dalle origini alla riforma monetaria ordinata dal Re di Sardegna Calo Emanuele III nel 1754, Circolo Numismatico Torinese, Torino, 1956.
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