ilCartastorie è il museo dell'Archivio Storico del Banco di Napoli, con sede in Palazzo Ricca al numero 213 di via dei Tribunali, nel centro storico di Napoli, lungo il decumano maggiore dell'antica Neapolis. Aperto al pubblico nel 2016 per iniziativa della Fondazione Banco di Napoli, il museo è concepito come luogo di divulgazione del patrimonio documentale degli otto antichi banchi pubblici napoletani, attivi tra il XVI secolo e il XIX secolo, le cui scritture costituiscono l'archivio bancario storico più esteso del mondo. Per la sua attività di valorizzazione culturale, il museo ha ricevuto nel 2017 il Premio Europa Nostra, il più importante riconoscimento europeo nel campo del patrimonio culturale.
L'Archivio Storico del Banco di Napoli
Gli antichi banchi pubblici napoletani
Tra il 1539 e il 1640 sorsero a Napoli, nell'arco di circa un secolo, otto istituti di credito filantropici a carattere pubblico, nati con la finalità di concedere prestiti su pegno senza interessi ai cittadini più poveri, contrastando il fenomeno dell'usura. Questi istituti erano il Banco della Pietà (1539), il Banco dei Poveri (1563), il Banco della Santissima Annunziata (1587), il Banco del Popolo (1589), il Banco dello Spirito Santo, il Banco di Sant'Eligio, il Banco di San Giacomo e Vittoria e il Banco del Salvatore.
Il sistema finanziario elaborato da questi istituti introdusse un innovativo strumento di pagamento denominato fede di credito: un documento cartaceo avvalorato da bollo, rilasciato al depositante in luogo del denaro metallico e trasferibile a terzi mediante girata autografa. Si trattava, in sostanza, di un precursore dell'assegno bancario moderno. Ogni transazione effettuata tramite questo strumento era corredata da una causale di pagamento, una nota esplicativa che specificava in dettaglio il motivo del pagamento, fornendo involontariamente alla posterità una fonte storica di eccezionale ricchezza su persone, luoghi, opere e vicende della Napoli e del Mezzogiorno di età moderna.
L'istituzione dell'archivio
Con un decreto del 29 novembre 1819, Ferdinando I delle Due Sicilie dispose che le scritture dei banchi pubblici napoletani, soppressi nel decennio napoleonico tra il 1808 e il 1809, fossero concentrate in un unico deposito e messe a disposizione degli studiosi. Successivamente all'Unità d'Italia, il Banco delle Due Sicilie – in cui erano confluiti gli otto banchi pubblici nel 1809 – divenne Banco di Napoli, che continuò a conservare la propria documentazione storica nella sede di via dei Tribunali. Nel 1852 vi confluirono anche le scritture del Banco dell'Annunziata. Oggi l'Archivio è proprietà della Fondazione Banco di Napoli.
L'entità del patrimonio
L'Archivio occupa circa 330 stanze di Palazzo Ricca su quattro piani, per una superficie complessiva di circa 14.000 metri quadri. Lungo circa 80 chilometri di scaffalature sono conservate scritture patrimoniali e apodissarie che coprono un arco temporale che va dagli inizi del XVI secolo fino ai giorni nostri, con oltre 17 milioni di nomi censiti. L'insieme costituisce il più vasto archivio bancario storico al mondo. Il fondo apodissario è candidato all'iscrizione nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO, per il suo valore quale testimonianza del passaggio dall'economia monetaria metallica ai moderni strumenti di pagamento scritturale.
La sede: Palazzo Ricca
Il museo ha sede in Palazzo Ricca, un edificio monumentale costruito nel XVI secolo per volontà del duca Gaspare Ricca, da cui prende il nome, probabilmente in sostituzione di una preesistente struttura medievale. Nel 1617 il palazzo fu acquistato dal Monte dei Poveri – ente fondato nel 1563 – che ne fece la propria sede operativa. Nel 1670 fu avviata la costruzione della cappella interna, arricchita nel corso dei decenni con opere di Luca Giordano, Francesco Solimena, Domenico Antonio Vaccaro e Paolo Persico. Nel 1769 cedimenti nelle fondamenta danneggiarono la facciata principale, inducendo l'architetto Gaetano Barba a una ristrutturazione radicale del complesso. Lo scalone a rampe disgiunte nel cortile è opera di Ferdinando Sanfelice. Nel 1787 al palazzo fu accorpato l'adiacente Palazzo Cuomo.
Il museo ilCartastorie
Fondazione e missione
Il progetto museale nacque per volontà della Fondazione Banco di Napoli con l'obiettivo di rendere accessibile al grande pubblico il patrimonio custodito nell'Archivio, tradizionalmente fruibile solo dagli studiosi. Il museo fu inaugurato il 30 marzo 2016 con l'apertura del percorso multimediale permanente Kaleidos. Il nome ilCartastorie allude al doppio registro del termine «carte»: i documenti d'archivio come fonti storiche, e le storie umane che quelle carte racchiudono.
Il percorso multimediale Kaleidos
Il cuore dell'offerta museale è il percorso multimediale permanente Kaleidos, ideato e realizzato dal regista e scenografo Stefano Gargiulo di Kaos Produzioni. Il percorso si sviluppa al primo piano di Palazzo Ricca e propone un'esperienza sensoriale che combina proiezioni, installazioni sonore e ambientazioni scenografiche ispirate ai volumi dell'Archivio, portando il visitatore a immergersi nella storia di Napoli e del Mezzogiorno attraverso le voci e le vicende emerse dalle antiche scritture bancarie. Il percorso è disponibile in italiano e in inglese.
Tra i personaggi e le storie affiorati dalle causali di pagamento figurano, tra gli altri, i compensi corrisposti a Caravaggio per le sue opere napoletane, le spese sostenute al tempo della Repubblica Napoletana, i debiti di Giuseppe Garibaldi e testimonianze relative al Cristo velato e ad altri capolavori dell'arte meridionale.
Attività culturali
Oltre al percorso permanente, ilCartastorie si propone come polo di attività culturali diversificate, tra cui rappresentazioni teatrali, residenze d'artista, laboratori di scrittura creativa, mostre tematiche, concerti e conferenze storiche. Il museo si propone esplicitamente come «esperienza museale» in senso ampio, andando oltre la funzione espositiva tradizionale per coinvolgere il pubblico in forme di narrazione partecipativa e creativa.
Riconoscimenti
Nel 2017 ilCartastorie ha ricevuto il Premio Europa Nostra – Premio del patrimonio culturale dell'Unione europea – nella categoria Educazione, Formazione e Sensibilizzazione, il più prestigioso riconoscimento europeo nel settore del patrimonio culturale.
Le fonti documentali: la fede di credito
L'elemento documentale fondamentale dell'Archivio è la fede di credito, strumento finanziario inventato dai banchi pubblici napoletani tra il Cinquecento e il Seicento. Il cliente che depositava denaro riceveva in cambio questo foglio bollato, che poteva trasferire a terzi con una semplice annotazione autografa, senza dover consegnare moneta metallica. L'unità archivistica fondamentale è la bancale, termine che indica sia la fede di credito sia la polizza. Le modalità di conservazione prevedono, in ogni stanza, i volumi di bancali nelle scaffalature superiori, seguiti dai giornali copiapolizze, dalle pandette e, nelle scaffalature inferiori, dai libri maggiori.
La singolarità di questo sistema rispetto ad altri archivi bancari europei risiede proprio nell'obbligo di indicare per esteso la motivazione di ciascun pagamento: una prassi che ha trasformato i registri contabili in una fonte di informazioni storiche su scala straordinaria, registrando prezzi, committenze artistiche, vicende giudiziarie, transazioni commerciali e infinite storie personali per quattro secoli e mezzo.
Note
Bibliografia
Voci correlate Archivio Storico del Banco di Napoli Fondazione Banco di Napoli Palazzo Ricca Via dei Tribunali Premio Europa Nostra
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Musei di Napoli Categoria:Musei fondati nel 2016 Categoria:Archivi della Campania