La definizione che preferiva di sé stesso è quella di critico culturale,Fonte:

http://www.ishmael.org/Education/Writings/unschooling.cfm dato che nei suoi libri esamina la cultura implicita (da lui detta "mitologia culturale") su cui la nostra civiltà (definita "cultura Prendi") è basata e ne mette in luce le supposte falsità scientifiche e le fallacie logiche.

Nonostante alcuni dei suoi libri (come After Dachau, The Holy o At Woomeroo) non trattino di ecologia, mitologia culturale e pericolo di estinzione umana, ognuna delle sue opere è apertamente o sottilmente influenzata dalle sue peculiari idee al riguardo.

Biografia Daniel Quinn studia all'università di Saint Louis nel Missouri, all'Università di Vienna, e all'Università Loyola di Chicago, dove si laurea in Inglese nel 1957. Ha ritardato una parte dei suoi studi per iniziare il noviziato all'Abbazia di Nostra Signora dei Getsemani, a Bardstown, nel Kentucky, dove sperava di prendere i voti da monaco trappista. La sua guida spirituale, Thomas Merton, rifiuta però presto la sua candidatura. Quinn inizia quindi una carriera da editore, abbandona la fede cattolica e si sposa due volte, divorziando, prima di incontrare Rennie MacKay, la sua terza moglie che gli rimarrà accanto fino all'ultimo.

Nel 1975 lascia la sua attività di editore e inizia un percorso di scrittore.

Muore di polmonite il 17 febbraio 2018 a Houston, città in cui risiedeva da anni con la moglie.

Il pensiero Quinn divide gli esseri umani, sulla base dei loro antitetici modi di considerare se stessi e il mondo, in due categorie: Prendi (noi umani civilizzati) e Lascia (gli umani che vivono in culture tribali).

I Lascia sono convinti che l'uomo appartenga al mondo, il quale è un luogo essenziale per la vita che deve quindi essere preservato e tutelato, e riconoscono che l'uomo è solo una specie tra milioni, senza particolari privilegi o doveri.

I Prendi invece (originatisi dalla Rivoluzione Agricola, circa 10.000 anni fa) considerano il mondo una proprietà dell'uomo e ritengono di poterlo sfruttare e modificare a piacimento, e sono convinti che gli esseri umani appartengano a un piano di esistenza superiore e separato rispetto alle altre specie per via della loro intelligenza. (Convinzione comunque quasi sempre latente e raramente espressa esplicitamente.)

Quinn afferma che la mitologia culturale Prendi (ossia la nostra) è evolutivamente instabile e nociva, e avvisa che non può che finire con il causare l'estinzione della specie umana, se non verrà riconosciuta la sua falsità. Scopo dei suoi libri, saggi e discorsi è proprio smentire queste fallacie culturali.

È da precisare comunque che Quinn usa i termini "Prendi" e "Lascia" in modo moralmente neutro, che nessuna delle due categorie è eticamente o spiritualmente "migliore" dell'altra. Vivono solo in modo radicalmente diverso, ma il fatto che i popoli Lascia vivano in modo ecosostenibile ed egualitario non significa che siano più saggi o più buoni di noi Prendi: semplicemente, quello è il modo di vivere che hanno ereditato dai loro antenati, e lo applicano senza rendersi nemmeno conto di tutte le sue conseguenze. Proprio come noi applichiamo il nostro non perché siamo malvagi ma perché non conosciamo altro modo di vivere e non ci rendiamo pienamente conto delle conseguenze negative che esso ha, sia per l'ambiente che per noi stessi.

Quinn condanna esplicitamente la convinzione comune che chi vive in modo civilizzato sia più avido, egoista e spiritualmente povero di chi vive tribalmente. In realtà, sia città che tribù sono composte da esseri umani qualitativamente identici, tutti capaci di essere avidi, egoisti, meschini, intellettualmente miopi, sciocchi, invidiosi, ecc. Il motivo per cui la nostra civiltà sta distruggendo l'ambiente (e se stessa) e le tribù invece non lo stanno facendo non è la natura umana difettosa dei civilizzati, ma semplicemente il loro modo di vivere. Il che è un'ottima cosa, perché significa che per salvarci dall'estinzione non c'è bisogno di cambiare la natura umana (cosa attualmente impossibile e comunque dalle conseguenze indirette potenzialmente catastrofiche e impossibili da prevedere se anche lo fosse): basta semplicemente cambiare modo di vivere (cosa difficile ma nient'affatto impossibile, che infatti è stata fatta più di una volta nel corso della storia).

E il primo passo per cambiare il nostro modo di vivere è smentire la mitologia culturale che lo ha creato e che continua a tenerlo in vita, mentendoci quotidianamente e sottilmente tramite innumerevoli mezzi di comunicazione.

Per mitologia culturale (o "cultura implicita") si intende quell'insieme di credenze, idee, paradigmi e pregiudizi che ci vengono insegnati implicitamente fin dalla nascita e che ci vengono ripetuti costantemente ogni giorno tramite ogni agente socializzante (scuola, televisione, radio, famiglia, discussioni tra amici, lezioni, sermoni, libri di testo, romanzi, film, fumetti, leggende, barzellette, modi di dire, proverbi, ecc.).

È importante notare che si tratta di convinzioni latenti, che spesso nemmeno ci rendiamo conto di dare per scontate, di cui siamo così sicuri da non sognarci nemmeno di metterle in discussione e che influenzano ogni nostro pensiero, teoria, idea e azione.

Quinn chiama la nostra cultura implicita Madre Cultura, trattandola nei suoi romanzi quasi come una persona reale che ci bisbiglia costantemente nelle orecchie le sue bugie, e sostiene che l'umanità si sta avviando verso la propria estinzione a causa di alcune pericolosissime menzogne culturali, che hanno causato e continuano a portare avanti quotidianamente l'attuale crisi ecologica. Queste menzogne culturali sono:

Che il mondo appartenga all'uomo e che l'uomo abbia il diritto di sfruttarlo a piacimento.

Che il nostro modo di vivere sia l'unico "giusto" e degno per gli esseri umani.

Che i difetti del nostro modo di vivere (crimine, guerre, povertà, soprusi, distruzione ambientale, depressione, senso di inutilità, ecc.) siano irrisolvibili perché in ultima analisi sono causati dalla natura umana, che è intrinsecamente difettosa.

Che l'umanità sia intrinsecamente nociva e una pestilenza per il pianeta, e l'unico modo di salvarlo sia estinguerci.

Che, nonostante i suoi difetti, il nostro modo di vivere civilizzato sia comunque il migliore che gli umani abbiano mai sperimentato, che sia inconcepibile pensare di poter trovare qualcosa di meglio, e che quindi l'unica cosa sensata da fare sia stringere i denti e continuare a vivere come stiamo facendo ora.

Che noi umani fossimo "destinati" a vivere in modo civilizzato e che il modo di vivere tribale sia stato solo una scadente brutta copia del nostro, che portava gli umani ad avere vite disgustose, brutali e brevi, che abbiamo fatto benissimo a lasciarcelo alle spalle e che non abbia nulla da insegnarci.

Che solo gli "esperti" (leader politici o religiosi, scienziati, ecc.) possano risolvere i problemi della nostra civiltà, e che le persone comuni non abbiano il potere di fare nulla e quindi è inutile anche solo che ci provino. Che la gente comune debba solo aspettare che qualcun altro che sia "addetto ai lavori" risolva la crisi ecologica al posto suo.

Che l'unico tipo di ricchezza che esiste sia quello (materiale e cumulabile) della nostra civiltà (ricchezza Prendi), composto di prodotti e servizi.

Che l'uomo sia una creatura che appartiene a un piano di esistenza superiore e separato dalle altre specie, e che quindi possa continuare a esistere anche se esse scompaiono. Che l'uomo sia libero dai vincoli biologici ed ecologici che legano tutte le altre specie e possa quindi vivere in modi evolutivamente instabili che sarebbero fatali per ogni altra specie, grazie al proprio ingegno e alla propria scienza.

Che noi civilizzati costituiamo l'intera specie umana, e che le nostre caratteristiche, i nostri modi di pensare, i nostri difetti e le nostre azioni siano propri dell'intera umanità, anziché solo della nostra cultura. Secondo questa logica, se noi Prendi siamo nocivi per il pianeta vuol dire che gli esseri umani lo sono intrinsecamente, e l'unica soluzione alla crisi ecologica è la nostra estinzione. Se noi Prendi siamo incapaci di vivere in modo egualitario e pacifico vuol dire che l'essere umano è una creatura profondamente e irrimediabilmente difettosa, e vivere in modo egualitario e pacifico per noi umani è impossibile. E così via.

Nei suoi libri, Quinn smentisce con logica e dati scientifici tutte queste credenze e ne dimostra l'enorme potenziale distruttivo (sia per l'ambiente che per i singoli individui), esortando a rigettarle e a cominciare a ragionare secondo un nuovo paradigma, perché è impossibile risolvere i nostri problemi con lo stesso modo di pensare che abbiamo usato quando li abbiamo creati.

Applicando i principi che rendono efficace e sostenibile lo stile di vita tribale (che è stato plasmato dalla selezione naturale ed è per questo efficiente) all'umanità moderna, Quinn propone una rivoluzione sociale (che lui chiama la Nuova Rivoluzione Tribale) che senza dipendere da istituzioni o governi generi nuovi modi di vivere, ecologicamente sostenibili e socialmente soddisfacenti per tutti (anziché solo per pochi fortunati), egualitari e pacifici.

Lo scopo è arrivare a moderne tribù dotate di tecnologia, ricerca scientifica e ogni pregio del nostro stile di vita civilizzato, ma che siano anche ecosostenibili, eque e non basate sull'etnia, bensì sulle preferenze personali di ognuno.

In queste ipotetiche nuove tribù, ogni individuo dovrebbe essere libero di vivere come preferisce. Se un certo stile di vita non lo soddisfa, dovrebbe essere libero di abbandonarlo, modificarlo o adottarne un altro radicalmente diverso. Nel suo Nuovo Tribalismo, insomma, "il cibo non dovrà essere sotto chiave", ossia le persone non dovranno essere costrette a vivere in un certo modo sotto la minaccia di morte sociale e/o fisica, come avviene nel nostro stile di vita Prendi, che in sostanza dice a ognuno di noi: o contribuisci al mio perpetuamento, trovandoti un posto nella mia economia (un lavoro), oppure diventi un reietto e muori di fame ("chi non lavora non mangia").

Tenere il cibo sotto chiave è una peculiarità dello stile di vita Prendi, ed è l'unico modo di costringere qualcuno a vivere in un modo che trova insoddisfacente o addirittura insopportabile. La Nuova Rivoluzione Tribale mira a eliminare questa costrizione, anche se solo gradualmente, e a portarci a una condizione di libertà personale simile a quella delle tribù tradizionali, dove ognuno può decidere in ogni momento di abbandonare un certo stile di vita, se esso comincia a non soddisfarlo più, perché possiede capacità di sopravvivenza sufficienti a vivere autonomamente come preferisce, senza dipendere da istituzioni o enti superiori.

Quinn sostiene che se innumerevoli tribù sono riuscite a ottenere questi risultati apparentemente utopistici per centinaia di millenni, non c'è ragione di credere che non possiamo riuscirci anche noi. Fa notare inoltre che non abbiamo molta scelta: tutte le ricerche ambientali mostrano che se non cambieremo radicalmente il nostro modo di vivere finiremo per causare un collasso ecologico di proporzioni catastrofiche e quasi certamente per estinguerci.Una disamina dello stato attuale del nostro pianeta - corredata di fonti esterne - per quanto riguarda cibo, acqua potabile, terreno fertile, biodiversità, aria, ecc. è disponibile qui: http://nuovarivoluzionetribale.uphero.com/faqgenerica10.html Una raccolta di varie fonti riguardo l'estrema gravità della crisi ecologica è disponibile a questo indirizzo: http://nuovarivoluzionetribale.uphero.com/faqgenerica28.html