La Gilera 50 5V Trial è una motocicletta leggera prodotta dalla casa motociclistica italiana Gilera (all'epoca appena entrata a far parte del gruppo Piaggio) a partire dalla fine del 1971.
Storia La progettazione del 50 5V Trial nacque in un momento di forte transizione e rinnovamento per la Gilera. A seguito dell'acquisizione del marchio da parte della Piaggio, vi era la necessità di rilanciare l'azienda di Arcore puntando a un pubblico giovane, in particolar modo ai quattordicenni che iniziavano ad affacciarsi al mercato delle due ruote da fuoristrada e della nascente moda della regolarità. Il modello 50 Trial venne presentato e commercializzato al termine del 1971, riscontrando rapidamente un ottimo successo commerciale. L'estetica accattivante, che ricalcava l'impostazione delle moto da cross di cilindrata superiore, fece breccia tra i giovani: nel solo primo trimestre del 1972, i concessionari registrarono la vendita di oltre esemplari. Il progetto "Trial" fece da capostipite a un'intera famiglia di ciclomotori a cinque marce prodotti da Gilera negli anni a venire, evolvendosi successivamente nelle versioni Enduro (con vocazione ancora più fuoristradistica) e Touring (di impostazione stradale).
Caratteristiche tecniche Il "Gilerino", come venne presto soprannominato dagli appassionati, si presentava con un robusto telaio a culla aperta in tubi d'acciaio, ideale per sopportare le sollecitazioni dello sterrato. La ciclistica prevedeva pneumatici tassellati, ampi parafanghi (spesso in acciaio inox nei primi modelli) e pedane del guidatore fisse al telaio. Il motore era un due tempi monocilindrico da , raffreddato ad aria, alimentato da un carburatore Dell'Orto. L'impianto di scarico presentava una marmitta a espansione rialzata sul lato destro, dotata di una caratteristica griglia antiscottatura. Elemento meccanico innovativo di pregio, che lo distingueva da gran parte della concorrenza dell'epoca (i cui ciclomotori erano spesso limitati a tre o quattro rapporti), era il cambio a 5 marce, da cui derivava la sigla "5V" (cinque velocità). Una particolarità di questa trasmissione riguardava il comando a pedale: posizionato sul lato sinistro, aveva l'inserimento della prima marcia verso l'alto e le marce successive verso il basso (come la più anziana Gilera Giubileo, che però montava la leva del cambio sul lato destro), scelta comunque in controtendenza rispetto a quanto si stava affermando tra i costruttori dei moderni motori di piccola cilindrata a due tempi che avevano, al contrario, la prima in basso.
Il kit 7HP
Come consuetudine per i ciclomotori di quegli anni, le cui prestazioni erano limitate dal Codice della Strada a una potenza massima di e a una velocità di , la Gilera aveva regolarmente a listino sia la versione omologata per l'uso senza patente, sia una versione motociclo "targata" a piena potenza, commercializzata come 50 7HP Trial. Per venire incontro alle richieste del pubblico giovanile, era inoltre largamente diffusa la vendita di un kit di trasformazione (comprendente un carburatore maggiorato da , una diversa testata per permettere una maggiore compressione, una modifica all'impianto di scarico più un pignone di un dente più grande) che permetteva di "sbloccare" la versione ciclomotore, portandone la potenza ai della versione targata. Tale modifica, pur rendendo il veicolo molto più brillante e adatto al fuoristrada, ne faceva però decadere l'omologazione per la libera circolazione su strada pubblica e quindi metteva i giovani conduttori a rischio sequestro da parte delle autorità di polizia.
L'impresa sul Kilimangiaro Per dimostrare al grande pubblico l'affidabilità e la robustezza del neonato 50 5V Trial, la Gilera decise di supportare ufficialmente una spedizione estrema. Nel 1971 i fratelli Crosa di Genova, Gigi e Nicolò, organizzarono una scalata del Kilimangiaro in sella a due esemplari strettamente di serie ai quali vennero apportate solo alcune modifiche per affrontare il particolare scenario ambientale, come l'apposizione sul tubo di scappamento di uno speciale convogliatore di aria calda per evitare l'eccessivo raffreddamento della miscela nel carburatore e rendere quindi la carburazione ottimale. La spedizione, ribattezzata "First Climbing to Kilimanjaro 5000", affrontò terreni molto duri e difficili condizioni atmosferiche. Sebbene i due fratelli non siano riusciti a toccare la vetta assoluta del massiccio (situata a ), riuscirono a condurre i due piccoli mezzi fino alla ragguardevole quota di sul livello del mare, stabilendo all'epoca il primato assoluto per le "motoscalate" in alta quota. A testimonianza dell'evento, uno dei due veicoli originali utilizzati durante l'impresa, completo dei segni dell'usura e del libro di bordo dell'epoca, è oggi conservato ed esposto al pubblico presso il Museo Piaggio di Pontedera.
Note
Voci correlate Gilera Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli
Collegamenti esterni
Categoria:Motoveicoli Gilera