Biografia Giovinezza e formazione Dmytro Čyževs'kyj nacque il 4 aprile 1894 a Oleksandrija, allora parte dell'Impero russo.Tomelleri, Kalashnikova 2026, p. 64, n. 34: «Dmytro Čyževs'kyj (1894–1977)». Iniziò i suoi studi universitari a San Pietroburgo tra il 1911 e il 1913, per poi completare la formazione in filosofia e lettere presso l'Università di Kiev tra il 1916 e il 1919, conseguendo la laurea con lode. Dopo la rivoluzione russa, a causa di motivi politici, nel 1921 fu costretto a lasciare l'Ucraina.

L'esilio in Europa e negli Stati Uniti Si trasferì in Germania, dove continuò a formarsi sotto la guida di Edmund Husserl all'Università di Friburgo, venendo in contatto con figure eminenti del pensiero filosofico tedesco come Martin Heidegger, Karl Jaspers e Hans-Georg Gadamer. Negli anni venti e trenta insegnò in diverse università europee, tra cui Praga, Halle e Marburgo, partecipando attivamente al Circolo linguistico di Praga e alle prime conferenze dell'Associazione Hegeliana (Internationale Hegel-Vereinigung).

Nel 1934, mentre lavorava come lettore di lingua russa presso l'Università di Halle, Čyževs'kyj completò e pubblicò la sua dissertazione intitolata Hegel in Rußland ("Hegel in Russia").La dissertazione di dottorato (Inaugural-Dissertation) venne pubblicata come sezione principale (pp. 145–397) all'interno del volume collettaneo Hegel bei den Slaven, da lui stesso curato nel 1934. Nello stesso anno curò l'omonimo volume collettaneo volto a esplorare l'eredità del pensiero hegeliano all'interno delle diverse culture slave. I suoi studi si intrecciarono profondamente con i circuiti intellettuali dell'emigrazione russa e ucraina in Europa occidentale, aprendo un canale di dialogo e confronto critico con le letture del filosofo Alexandre Kojève a Parigi.

Malgrado le difficoltà incontrate a causa delle turbolenze politiche dell’epoca, Čyževs'kyj pubblicò numerosi studi di filosofia, storia della cultura e letteratura slava.

Dal 1949 al 1956 ricoprì il ruolo di professore assistente di studi slavi presso l'Università di Harvard. Successivamente tornò in Germania, ottenendo una cattedra all'Università di Heidelberg. Tuttavia, il successo professionale non fu privo di ombre, poiché la condizione di emigrato lo costrinse a vivere costantemente come straniero nel paese ospitante.

Un momento di aperta rottura con le istituzioni culturali filosovietiche si consumò nell'agosto del 1968, in occasione del VI Congresso Internazionale degli Slavisti a Praga, svoltosi in un clima di forte tensione politica poco prima dell'intervento militare sovietico.Sulle tensioni politiche e la partecipazione degli studiosi stranieri al congresso del 1968 cfr. Artur Gałkowski, Objectives, challenges, history and present of the Slavic Onomastic Commission, in Onomastica Uralica, 14, 2018, p. 53. Durante l'assise, Čyževs'kyj scelse di boicottare i lavori rifiutandosi di presentare la propria relazione scientifica davanti alla delegazione ufficiale dell'Unione Sovietica. La protesta intendeva denunciare l'ostracismo e le censure ideologiche della critica ufficiale dell'URSS nei confronti delle sue ricerche, in particolare quelle legate alla ricostruzione del Barocco slavo e ucraino. Morì a Heidelberg il 18 aprile 1977.

Attività accademica e contributi scientifici L'attività scientifica di Čyževs'kyj si colloca all'incrocio tra filosofia, filologia, storia della cultura e letteratura comparata. Formatosi nella tradizione filosofica tedesca, sviluppò un metodo di ricerca interdisciplinare volto a ricostruire i rapporti tra le idee filosofiche, le forme letterarie e i contesti storici nei quali esse si manifestano. I suoi studi si concentrarono in particolare sulla storia della filosofia slava, sulla letteratura ucraina e russo-antica, sulla cultura barocca dell'Europa orientale e sulla diffusione dell'idealismo tedesco nei paesi slavi. Grande attenzione dedicò alla figura di Hryhorij Skovoroda, del quale fu tra i principali interpreti del Novecento.

Tra i contributi più rilevanti figurano gli studi sulla letteratura russo-antica nei secoli XI–XIII, sviluppati nella monografia Geschichte der altrussischen Literatur im 11., 12. und 13. Jahrhundert. Kiever Epoche (1948), nella quale elaborò una periodizzazione fondata su categorie stilistiche mutuate dalla storia letteraria europea.Dmytro Čyževs'kyj [Dmitrij Tschižewskij], Geschichte der altrussischen Literatur im 11., 12. und 13. Jahrhundert. Kiever Epoche, Vittorio Klostermann, Frankfurt am Main 1948. L'opera è la principale fonte di discussione nel saggio di Riccardo Picchio del 1950.

Il concetto di Barocco slavo introdotto da Čyževs'kyj ha avuto un ruolo fondamentale nella riscoperta della letteratura polacca, ucraina e ceca del Seicento e Settecento, contribuendo a inquadrare i fenomeni culturali slavi nel contesto europeo più ampio.

Altri lavori importanti includono: Die Lehre von den Ideen bei Platon und in der antiken Philosophie (1917); Die Hegelsche Weltanschauung und die russische Philosophie (1929) Die ukrainische Literatur und Kultur im 18.–19. Jahrhundert (1957); Storia dello spirito russo (Russische Geistesgeschichte, 1960), traduzione italiana disponibile.Traduzione italiana: Dmytro Čyževs’kyj, Storia dello spirito russo [tit. or.: Russische Geistesgeschichte], trad. Lullina Baligioni Terzi, Firenze, Sansoni, 1965.

Ricezione critica La critica accademica ha riconosciuto a Čyževs'kyj una profonda originalità metodologica, soprattutto nella combinazione di approccio storico-filologico e filosofia comparata. Studi successivi, come quelli di Riccardo Picchio, ne hanno sottolineato il rigore scientifico e l'ampiezza di sguardo, pur rilevando alcune eccessive generalizzazioni nel trattare la letteratura ucraina e russa antica.

Il concetto di Barocco slavo e l'approccio storico-culturale hanno influenzato numerose generazioni di slavisti e storici della letteratura, costituendo un punto di riferimento obbligato per la ricostruzione dei legami culturali tra Europa centrale e orientale.

Opere principali

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Slavisti ucraini Categoria:Storici della filosofia