La torre civica di Lu, anche torre dell'orologio, è una torre civica che in origine aveva funzione di torre d'avvistamento situata nella frazione Lu del comune di Lu e Cuccaro Monferrato, in provincia di Alessandria.
Storia Il borgo di Lu è di origine medievale e sorse nel luogo dove si trova oggi a seguito dell'abbandono dell'abitato di Mediliano, un insediamento di origine romana situato nelle vicinanze e scomparso definitivamente nel XIV secolo. Il territorio, situato ai confini del Marchesato del Monferrato, fu interessato a partire dal X secolo da diversi cambi di proprietà: nel 940 Ottone I investì del feudo i Colombo di Cuccaro, ma già nel 950 il feudo passò ai Mosezzo, per poi diventare parte dei possedimenti del signore di Vercelli, Aimone, nel 976, e pochi anni dopo passare sotto l'egida della famiglia Monfalcone.
Il borgo si sviluppò intorno al castello, menzionato in un atto del 1156 e andato in parte distrutto a metà del XVI secolo per ordine del governatore di Casale. Durante le guerre di successione del Monferrato, Lu fu diverse volte coinvolta, fu infatti saccheggiata dai lanzichenecchi nel 1527 e, nell'arco di 35 anni, subì 28 occupazioni.
La torre fu fatta costruire, o secondo alcune fonti restaurare, da Teodoro II Paleologo e fu utilizzata per la trasmissione di segnalazioni - in quanto parte di un gruppo di torri segnaletiche della zona - prima con il sistema dei fuochi o degli specchi e, a partire dall'Ottocento, del telegrafo. Essa è ritenuta l'unica parte superstite dell'antico castello medievale dell'abitato che venne distrutto nel contesto delle devastazioni causate dal passaggio delle truppe francesi in zona nel 1556, nella cornice del conflitto con quelle spagnole.
Descrizione Alta 30,7 metri, la struttura sorge sulla sommità del centro abitato, al centro di un'area verde. Sul lato occidentale della torre vi è una gabbietta di ferro nota come gabbietta della testa mozzata. La leggenda la associa a Pietro Bello di Grazzano, il quale, insieme ad altri due ladri, nel 1720 avrebbe rubato un'urna d'oro e d'argento dedicata a San Valerio dalla chiesa locale. Dopo la cattura, Pietro fu condannato a morte a Casale Monferrato il 23 agosto 1721; dopo l'esecuzione, la sua testa sarebbe stata esposta nella gabbietta posta sulla torre di Lu a monito per gli altri criminali. Note
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