Il padrone della notte (Night's Master), anche tradotto come Il signore della notte e Il sovrano della notte, è un romanzo di genere fantasy composto dalla scrittrice britannica Tanith Lee, pubblicato per la prima volta da DAW Books nel 1978.

È il primo volume del ciclo dei Racconti della Terra Piatta ed è stato tradotto in italiano per la prima volta da Libra Editrice, entro il volume omnibus Il signore della notte (collana Slan. Il meglio della fantascienza n. 48, 1979).

Ambientazione Il padrone della notte (e per esteso tutto il ciclo della Terra Piatta) si svolge su un pianeta immaginario creato dall'autrice mescolando suggestioni della mitologia mespotamica e della novellistica araba e persiana; il "pianeta" Terra è in realtà una superficie piatta attorno alla quale ruotano il sole e la luna e poggia su una regione sotterranea, intrinsecamente magica, bipartita fra il reame dei morti (l'"Intermondo") e quello dei demoni (il "Sottomondo"), mentre il regno degli dèi (il "Sopramondo") fluttua sopra la Terra, nell'etere celeste.

Gli esseri umani della Terra Piatta presentano una cultura materiale simile all'epoca d'oro islamica, sono avvezzi alla magia e intrattengono, spesso loro malgrado, intrallazzi con i demoni del Sottomondo: creature pressoché immortali, vulnerabili solo alla luce del sole (per loro letale), e tendenzialmente malevoli, che sono divise nelle tre caste dei demoni lavoratori (i Drin), cortigiani (gli Eshva) e prìncipi (i Vazdru) e abitano nella metropoli sotterranea di Druhim Vanashta sotto l'egida del loro sovrano Azhrarn, detto "Signore della Notte".

Sinossi Il romanzo è costruito come una serie di novelle concatenate da un'unica trama di fondo, il cui leitmotiv sono gli scontri dall'esito alterno fra il re dei demoni Azhrarn (il "padrone della notte" del titolo) e vari esseri umani che sviluppano con lui rapporti ambivalenti e conflittuali.

Libro primo: La luce del sottosuolo Durante una scorribanda notturna sulla Terra Piatta, Azhrarn trova un neonato umano rimasto orfano e decide di portarlo con sé a Druhim Vanashta, per allevarlo come proprio concubino in un legame pederastico; con il passare del tempo il giovane, che viene chiamato Sivesh, viene ricoperto da Azhrarn di favori e onori, fra cui una bellissima moglia di nome Ferazhin, creata trasmutando un fiore in donna umana. Ciò nonostante, Sivesh desidera vivere sulla superficie terreste e Azhrarn, oltraggiato da quella che percepisce come ingratitudine, si vendica ferocemente del suo favorito: prima lo bandisce sulla Terra donandogli un talismano che può evocare lo stesso Azhrarn, dopodiché lo ammalia con l'illusione di una principessa prigioniera che invoca aiuto, infine si fa convocare sulla Terra per aiutare Sivesh a liberare l'inesistente fanciulla, vana impresa che porta il ragazzo alla morte per annegamento.

Vedova del marito e intrappolata fra i demoni, Ferazhin sprofonda in depressione e un ambizioso Drin recupera alcune sue lacrime per raffinarle in perle, così da realizzare una squisita collana da donare ad Azhrarn; un Drin rivale, però, ruba il gioiello per spacciarlo come suo, la disputa viene portata davanti ad Azhrarn stesso, ed egli decide di maledire la collana e inviarla sulla Terra, affinché porti un analogo scompiglio anche fra i mortali. Il monile, effettivamente, suscita fra gli umani e gli animali un'avidità tale da innescare una lunga catena di furti e omicidi, che viene interrotta solo dall'intervento di Kazir, un mago e poeta cieco: egli riesce sia a spezzare la maledizione sia a scoprire l'origine delle perle e, ammaliato dalla bellezza di Ferhazin, decide di liberarla.

Attraverso un rito magico che gli induce una sorta di sogno lucido, Kazir raggiunge Druhim Vanashta, ha udienza con Azhrarn e ottiene la mano di Ferhazin sciogliendo un enigma postogli dal signore dei demoni: il poeta riesce infatti a dimostrare che Azhrarn non è davvero onnipotente e autosufficiente, bensì avrà eternamente bisogno dei mortali come fonte di distrazione e trastullo. Indispettito, il signore dei demoni offre a Ferhazin, come dono di nozze, la garanzia di morire contemporaneamente al marito, ma successivamente fa in modo che il mago entri in uno stato di morte apparente al cospetto della moglie, la quale, ingannata, perde la vita anzitempo; Kazir, disperato, tenta il tutto per tutto e trasforma la tomba di Ferhazin in un'aiuola che coltiva meticolosamente per lunghi mesi, finché, oltre ogni previsione, la defunta rinasce da un nuovo bocciolo, vincendo così la malizia di Azhrarn.

Libro secondo: I buontemponi Sulla Terra piatta, re Zorashad della città di Zojad ha costruito un enorme impero grazie alla potenza dei suoi eserciti, ed è così sicuro della propria potenza da farsi deificare; questo atto di hybris attira le ire di Azhrarn, il quale svela pubblicamente che la forza del sovrano derivava, in realtà, da un amuleto portafortuna, che prontamente distrugge. I popoli sottomessi da Zorashad insorgono, radono al suolo Zojad e massacrano tutta la famiglia imperiale, eccettuata una neonata che viene fortunosamente portata al sicuro, ma nella fuga rimane orrendamente ferita e sfigurata nel volto e nelle braccia. La trovatella viene cresciuta da un eremita taumaturgo che le insegna le arti magiche e la protegge come può dal disprezzo abilista dei villaggi adiacenti, ma quando il suo padre adottivo viene a mancare la ragazza è brutalmente violentata da un mercante itinerante; disperata, la giovane fa ricorso alla magia nera per vendicarsi, e scopre dai demoni sia le proprie vere origini sia il nome che il suo padre naturale avrebbe voluto apporle, cioè Zorayas.

Decisa a riconquistare ciò che reputa suo di diritto, Zorayas stipula innumerevoli patti con i demoni del Sottomondo, raccoglie attorno a sé un esercito e ricostruisce città dopo città l'impero di Zojad, e riesce persino a recuperare il talismano appartenuto a Sivesh molti secoli prima; grazie a questo strumento, la maga imperatrice evoca sulla Terra Azhraran, lo intrappola in una camera ove egli è esposto alla luce solare, e lo ricatta affinché la prenda come concubina, decuplichi i suoi poteri magici e, soprattutto, guarisca le sue menomazioni per renderla innaturalmente bella. Forte del suo nuovo status di favorita mortale del re dei demoni, ma fondamentalmente preda di una noia irrisolvibile, Zorayas inizia a indulgere nei più meschini capricci, e arriva a far morire di crepacuore il giovane aristocratico Jurim, che nel vano tentativo di sedurla le dona tutto l'enorme patrimonio di diamanti della propria famiglia. ll fratello di Jurim, il mago Mirrash, decide allora di farsi giustizia e forgia uno specchio incantato di cui vanta le lodi in tutto l'impero, così che Zorayas si offre carnalmente a Mirrash pur di impadronirsene, si innamora del proprio stesso riflesso, tenta di amoreggiare col riflesso stesso, e rimane annientata dall'incantesimo celato nello specchio.

Libro terzo: La seduzione del mondo Durante una delle sue scorribande sulla Terra Piatta, Azhrarn decide di sedurre per capriccio una fanciulla di nome Bisuneh, che si accinge a sposare il proprio innamorato; nonostante le molte metamorfosi atte a ingannare la ragazza, Azhrarn viene sempre riconosciuto e scacciato e, infuriato, decide di distruggere la vita futura dei due sposi. Durante la notte di nozze, il marito di Bisuneh viene trasmutato dai demoni in un mostruoso animale chimerico, così che la famiglia, terrorizzata, lo percuote a sangue e scaccia dalla città, mentre l'anima destinata alla figlia della coppia viene rapita dai demoni, scissa fra la parte maschile e quella femminile, e assegnata a due corpi diversi: di conseguenza la bambina di Bisuneh, che viene chiamata Shezael, nasce innaturalmente mansueta e riflessiva, ai limiti dell'abulia, mentre tutta la sua proattività è assegnata a un pastorello di nome Drezaem, per il quale esistono solamente la ferocia, la prestanza fisica e gli appetiti primari.

Una volta adolescente, Drezaem viene arruolato nell'esercito del suo paese e le sue imprese belliche gli assicurano una fama straordinaria, che giunge per bocca dei poeti fino all'orecchio di Shezael; consapevole a livello istintivo di un legame fra sé e il leggendario guerriero, la fanciulla fugge di casa e viaggia fino al paese di Drezaem, ma Azhrarn, deciso a impedire che l'anima mutilata si ricomponga, attira il ragazzo in un palazzo incantato, sorvegliato dalla sua cortigiana Jaseve. Shezael, tuttavia, non si perde d'animo, con pazienza scioglie tutte le illusioni di Jaseve, e finalmente si ricongiunge con la propria metà, meritandosi pure la benedizione di Azhrarn.

Diversi secoli dopo questi fatti, però, un mago di nome Kaschak incontra il padre di Shezael, lo riporta alla forma umana e lo prende come servitore, imponendogli il nome di Qebba; questi, gradualmente, recupera la memoria della propria vita precedente, prende consapevolezza degli orrori che ha subito, e in preda alla disperazione e al risentimento si rivolta contro il suo padrone. Anziché assistere Qebba, Kaschak lo intrappola fino alla morte su un'isolotto stregato, ma così facendo lascia che l'odio di Qebba maceri e si incancrenisca fino a diventare una sorta di spirito della natura: di conseguenza, col venir meno dell'incantesimo di prigionia, l'Odio di Qebba inizia a infestare tutta la Terra Piatta e innesca atroci violenze nel mondo umano, animale, vegetale e minerale. Davanti a questo cataclisma, di fatto provocato da lui stesso, Azhrarn riconosce la correttezza del responso di Kazir e accetta di adoperarsi in prima persona per salvare la vita mortale sulla Terra: prima chiede udienza agli dèi del Sopramondo, che rifiutano di intervenire, dopodiché congegna lui stesso un rito magico che ammansisce e dissipa l'Odio, ma che richiede, per funzionare, il sacrificio di Azhrarn stesso, il quale si immola alla luce solare.

Con la scomparsa sia dell'Odio sia del signore dei demoni, la Terra Piatta entra in un'età dell'oro priva di qualsivoglia violenza, che permette agli ecosistemi e ai popoli di riassestarsi e rigenerarsi, ma dopo alcuni secoli tale stagione di pace termina per opera della demonessa Jaseve: ella riesce a recuperare le ceneri di Azhrarn e a usarle per fecondare sette sorelle, le quali partoriscono a pezzi un nuovo corpo per il sovrano del Sottomondo.

Edizioni

Night's Master, DAW Collectors 313, DAW Books, 1978. Il padrone della notte, trad. Roberta Rambelli, nell'omnibus Il signore della notte, Slan. Il Meglio della Fantascienza 48, Libra Editrice, 1979. Il signore della notte, trad. Gianni Pilo, Il Fantastico Economico Classico 45, Newton & Compton Editore, 1995. Il sovrano della notte, trad. Roberta Rambelli, nell'omnibus Sovrani delle Tenebre, Oscar Draghi, Arnoldo Mondadori Editore, 2021.

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