Il castello sforzesco, detto anche castello di Bassignana, è un castello in rovina situato nel comune di Bassignana, in provincia di Alessandria.
Storia e descrizione
Il borgo di Bassignana, posto nella pianura dove il fiume Tanaro confluisce nel Po, fu sede di insediamenti umani già in tempi precedenti al medioevo; si ritiene infatti che il castello sforzesco sia sorto dove si trovava una precedente fortificazione, probabilmente relativa a un castrum risalente all'epoca longobarda.
L'abitato cambiò diverse volte proprietari: nel 997 il territorio fu ceduto al vescovo di Pavia, che vi infeudò gli Stazzona; in seguito passò ai vescovi di Tortona e, a partire dal 1191, entrò a far parte dei possedimenti del comune di Alessandria. Alcuni anni dopo, nel 1206, Bassignana fu il luogo di una tregua negoziata tra i comuni di Alessandria, Asti e Pavia. Negli anni successivi borgo e castello finirono sotto l'egida dei Pallavicino e il territorio, nel 1348, entrò a far parte del Ducato di Milano, prima sotto i Visconti e poi sotto gli Sforza.
Il castello fu voluto dalla famiglia Sforza come baluardo in direzione ovest e come sede del governo in quella parte del territorio. La prima attestazione certa dell'esistenza del castello è del 1459, quando, in una lettera del 26 maggio di quell'anno, Francesco Sforza concesse ad Angelo Alamanni, castellano di Bassignana, di assentarsi per un mese dal castello a condizione che nominasse un sostituto. A testimonianza del rapporto di lungo corso con la famiglia Sforza e con Milano, nell'area del castello fu ritrovata una lapide marmorea raffigurante il biscione, emblema del Ducato di Milano.
L'apparato difensivo del borgo non si limitava alla struttura castellana, ma era formato da una serie di fortificazioni che circondavano il paese. Dal 1290 al 1428 feudataria del castello fu la famiglia Beccaria.
A partire dal 1691 le fortificazioni cittadine cominciarono a essere smantellate, per poi essere completamente demolite nel 1745; dell'antico maniero rimangono oggi poche parti superstiti, tra le quali le più significative sono parte di un torrione e alcuni tratti di mura in mattoni cotti a vista.
Note
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