Bella mia fiamma... Resta, o cara è un'aria da concerto con recitativo scritta da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1787 per il soprano Josepha Duschek. Il testo è tratto dalla Serenata in due atti Cerere placata, scritta da Michele Sarcone e musicata da Niccolò Jommelli.
Storia Mozart aveva conosciuto la cantante Josepha Hambacher e il marito a Salisburgo nel 1777; il soprano era la giovane moglie del compositore e pianista Franz Duschek, uno dei più celebri clavicembalisti dell'epoca. La coppia fu presente alla prima rappresentazione de Le nozze di Figaro a Praga e in seguito si adoperò molto per suscitare interesse nei riguardi delle opere di Mozart, legandosi di sincera amicizia con il compositore.. La prima importante aria da concerto che Mozart scrisse, Ah lo previdi... Ah t'invola agli occhi miei fu composta proprio per Josepha Duschek nell'agosto 1777..
In seguito al grande successo ottenuto da Le nozze di Figaro, nel gennaio 1787 i coniugi Duschek invitarono Mozart e la moglie Constanze a Praga. Grazie ai grandi riscontri avuti, Mozart ebbe l'incarico per la realizzazione di una nuova opera per il Teatro degli Stati di Praga, il Don Giovanni. Dopo esser rientrato a Vienna per dedicarsi alla nuova composizione, il musicista ritornò a Praga nel mese di settembre per completare l'opera e allestirla per il teatro. I coniugi Duschek lo invitarono a soggiornare a Villa Betramka, una loro proprietà situata nel sobborgo di Košíře. Qui Mozart, nella tranquillità del luogo, terminò e rifinì il Don Giovanni.. Per ringraziare gli amici dell'ospitalità, il compositore scrisse per Josepha una nuova aria con recitativo, Bella mia fiamma, apponendo sul manoscritto la dedica in data 3 novembre 1787.
Esistono alcuni aneddoti sulla composizione di questo lavoro: la cantante avrebbe chiuso il compositore nel padiglione presente nel giardino della villa per costringerlo a scrivere l'aria promessa, minacciando di non farlo uscire prima del termine della stesura; il musicista, da parte sua, pare avesse affermato che non avrebbe consegnato la partitura se Josepha non fosse stata capace di leggerla a prima vista.. Nonostante le notevoli difficoltà presenti, Josepha fu perfettamente in grado d'interpretare la composizione che eseguì in seguito più volte durante concerti tenuti dallo stesso Mozart a Dresda e a Lipsia..
Testo
Struttura e analisi Bella mia fiamma, addio. Recitativo. Andante (Mi minore) Resta, o cara. Aria. Andante (Do maggiore). Allegro
La composizione è una grande aria contraddistinta non solo da momenti di bravura, ma anche da grande passionalità. È considerata il culmine fra questo tipo di realizzazioni mozartiane, anche se dopo il musicista ne scrisse altre. Composta durante la stesura del Don Giovanni, l'aria risente di alcuni aspetti dell'opera, in particolare in certi momenti concitati, anche se ha caratteristiche del tutto proprie.Dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia, Auditorium di Via della Conciliazione, Roma, 7 febbraio 1982
Il brano inizia con un Recitativo in Mi minore, un Andante interpretato dai soli archi in accompagnamento alla voce; la scrittura è molto compatta, presenta una difficile successione di frasi cromatiche che richiedono grande capacità di esecuzione. L'Aria vera e propria, Resta, o cara inizia pacatamente ancora con un Andante per poi passare a un Allegro in Do maggiore dove intervengono tutti gli strumenti; prende avvio con un'atmosfera serena fino a giungere ad acerba morte, dove una serie di accordi interrompe l'inizio disteso. Alle battute 27-34, la frase Quest'affanno, questo passo è terribile per me presenta un'impressionante sequenza di modulazioni cromatiche che sembrano proprio avvalorare l'aneddoto sulla composizione del lavoro. Tutta la composizione presenta notevoli arditezze armoniche che, unite alla necessità di un'intensa espressività da parte dell'interprete, costituiscono un'innovazione in questo tipo di composizioni.
Note
Bibliografia
Categoria:Composizioni vocali di Wolfgang Amadeus Mozart