Biografia Francesco Venanzio Guerci nacque ad Alessandria l'11 agosto 1872 da Vincenzo Guerci e Francesca, o Barbara, Vignale, sesto dei loro dodici figli. Apparteneva a una famiglia di costruttori di Alessandria: i primi membri noti della sua famiglia furono i fratelli Francesco, il nonno di Venanzio, e Giuseppe Guerci, capimastri attivi tra la seconda metà del XIX e il XX secolo; il padre di Venanzio, Vincenzo, fu invece un impresario edile di successo in città, comproprietario dell'impresa Giovanni Guerci e Giovanni Testa, attiva nel settore degli appalti comunali; Giovanni fu anche proprietario di fornaci in città.

Guerci frequentò il liceo a Torino, iscrivendosi nella seconda metà degli anni Novanta dell'Ottocento all'università nella facoltà di scienze matematiche e fisiche, che abbandonò nel 1897 quando passò ai corsi per ingegneri dell'Università di Padova, dove, nel 1901, conseguì la laurea in ingegneria civile.

Questa sua formazione ingegneristica si collocò nel momento in cui la sua famiglia stava progressivamente passando dal lato costruttivo a quello progettuale del settore edile: è infatti del 1895 la realizzazione da parte di suo fratello maggiore Francesco della Galleria Guerci di Alessandria, insieme ad altri progetti per il comune. Venanzio, al contrario del fratello, abbandonò presto la committenza pubblica, orientandosi invece verso committenze private, come modifiche e ristrutturazioni. Nonostante questa scelta durante la sua carriera Guerci ebbe diversi rapporti con enti locali e con il Comune durante gli anni Venti e Trenta; nonostante questo, si iscrisse al partito fascista solo nel 1936.

Sposato con Maria Amalia Pastorino, da lei ebbe un figlio, Ernesto, nato nel 1901. Venanzio visse fino all'età di 87 anni, quando si spense ad Alessandria il 27 ottobre 1959.

Attività professionale

Guerci firmò numerosi progetti di edilizia civile e collaborò con diverse amministrazioni comunali come componente di organismi consultivi; fu inoltre membro della commissione per la conservazione dei monumenti e, dal 14 marzo 1903, entrò a fare parte della commissione per la pinacoteca e il museo del Comune di Alessandria, ruolo che ancora manteneva al 5 febbraio 1932; partecipò anche al Consiglio di sanità.

Durante la sua carriera Guerci si interessò a temi come la conservazione e il restauro dei beni culturali, occupandosi della cattedrale di Asti e della chiesa di Santa Maria di Castello ad Alessandria; fu inoltre componente della Società di Storia, Arte e Archeologia per le Province di Alessandria e Asti. Nel 1935 progettò una lapide commemorativa dedicata a Giulio Cesare Cordara nella chiesa di Sant'Alessandro e nello stesso anno seguì il restauro di palazzo Trotti-Bentivoglio. Nel 1939 fu poi chiamato a far parte della commissione per la Mostra degli artisti alessandrini dell'Ottocento.

Nel periodo fascista fu tra i progettisti più rappresentativi della città: progettò infatti, tra gli altri, l'asilo notturno "conte Guazzone di Passalacqua" in via San Pio V, realizzato tra il 1927 e il 1934, il basamento del monumento ai caduti nel 1937, i lavori di ampliamento e sistemazione dell'ospedale civile tra il 1933 e il 1943, tre case per la cooperativa dei mutilati e invalidi di guerra in corso IV Novembre, la Casa della Madre e del Bambino in spalto Borgoglio, il gruppo di case di edilizia popolare di via Maggioli nel villaggio Ciano e la Casa del Mutilato in corso Borsalino.

Nell'immediato dopoguerra progettò la ristrutturazione della Galleria Guerci, danneggiata dai bombardamenti, e la ristrutturazione del cinema omonimo; inoltre, dopo esserci intervenuto anche tra il 1924 e il 1932, progettò un secondo intervento di restauro alla chiesa di Santa Maria di Castello.

Molti progetti di Guerci non vennero invece realizzati, tra questi il Palazzo del Littorio in piazza Turati, il Palazzo dell'Economia in via San Lorenzo e il Palazzo delle Poste in piazzetta della Lega; quest'ultimo progetto venne presentato nel 1933 immaginando la costruzione del palazzo nella centrale piazzetta della Lega e prevedeva un edificio caratterizzato da un linguaggio storicista semplificato. La scelta del sito suscitò però le proteste dei commercianti che occupavano gli stabili interessati dagli espropri, anche con l'appoggio dell'Associazione fascista della proprietà edilizia del Piemonte.

Nella carriera di Guerci fu particolarmente importante la collaborazione con la sezione locale dell'Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra, per la quale progettò tre residenze in corso Quattro Novembre della cooperativa "La Casa", costituita il 31 marzo 1927, e la Casa del Mutilato in corso Borsalino, inaugurata il 9 giugno 1940; quest'ultimo edificio in particolare è considerato testimonianza significativa dell'architettura alessandrina del Novecento e della produzione di Guerci, ricondotta a un'esperienza di razionalismo "celebrativo", per quanto non considerato completamente aderente ai canoni fascisti dai suoi contemporanei.

Guerci ebbe anche interessi imprenditoriali e cooperativi: nel 1910 compariva come socio della società Hotel Terminus a Bagni di Montecatini e nel 1920 divenne socio della cooperativa edilizia Domus, costituita per la costruzione e l'acquisto di case popolari ed economiche ad Alessandria e provincia.

Nel 1940 ricevette l'onorificenza di cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia e nel 1957 quella di ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Dal 1926 Guerci fece parte della commissione tecnica consultiva chiamata a predisporre le fasi preparatorie del piano regolatore di Alessandria, che portò al piano regolatore del 1938, poi non realizzato. Partecipò allo stesso concorso con un proprio elaborato, senza ottenere riconoscimenti. Nel corso del decennio 1928-1938 elaborò anche riflessioni di carattere urbanistico, confluite nel dattiloscritto Lo sviluppo storico-urbanistico della città.

La sua attività professionale non si limitò ad Alessandria, ma si sviluppò in vari altri centri del Piemonte, tra cui Acqui, Asti, Bosco Marengo, Caldirola, Cassine, Castelferro, Castellazzo Bormida, Incisa Scapaccino, Novi Ligure, Quargnento, Refrancore, Tortona e Valenza. Si segnala inoltre anche un suo intervento in provincia di Torino, dove progettò il rifacimento da zero dello stabilimento della INFIN SPA di via Sant'Ambrogio, intervento considerato un esempio di architettura industriale urbana tardo-razionalista.

Archivio Dopo la morte di Guerci, Villa Guerci, dove aveva sede il suo studio, rimase vuota e abbandonata per oltre vent'anni, con le sue stanze e il suo archivio che subirono sia il degrado del tempo sia le dispersioni dovute a diversi furti, fino a quando, nel 1980, il comune di Alessandria acquistò, insieme alla villa, l'intero archivio dell'ingegnere. Il fondo, conservato presso la Biblioteca civica di Alessandria, venne riordinato e inventariato nel 2001, arrivando a comprendere documentazione dal 1851 al 1959, suddivisa in 124 faldoni, 218 rotoli di progetti e 186 cartelle con disegni originali. Costituisce una fonte rilevante per la storia edilizia di Alessandria e della provincia nella prima metà del Novecento, con particolare importanza per il periodo tra le due guerre mondiali.

Tavola genealogica Di seguito il ramo di Giovanni Battista dell'albero genealogico della famiglia Guerci.

Onorificenze

Note

Bibliografia

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