Le proteste contro il blocco di Roblox in Russia sono state una serie di movimenti, principalmente online, per opporsi alla già menzionata messa al bando del gioco.

Le proteste iniziarono il 3 dicembre 2025 quando, dopo una decisione del servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, della tecnologia dell'informazione e dei mass media, il gioco venne vietato per preoccupazioni sulla "sicurezza dei minori e sui contenuti estremisti, inclusi contenuti LGBT". I principali attivisti erano bambini e adolescenti delle generazioni Z e Alfa, che hanno mandato avanti una serie di campagne organizzate, facendo infine cedere il Ministero dello sviluppo digitale, delle comunicazioni e dei mass media, che annullò il blocco sul gioco il 10 giugno 2026.

Le proteste A seguito del ban, alla politica Ekaterina Mizulina, direttrice dell'organizzazione organizzazione non a scopo di lucro Lega dell'Internet Sicuro e membro della Camera Civica della Federazione Russa, arrivarono lettere di reclamo da parte di minori. Molte delle lettere non si limitavano ad andare contro il bando di Roblox, ma esprimevano la volontà di abbandonare la Russia per "l'ambiente troppo soffocante".

Il 14 dicembre 2025, dopo il blocco, nella città siberiana di Tomsk iniziò una protesta reale in un cui parteciparono principalmente bambini, adolescenti e i loro genitori per un totale di 50 persone, a cui venne però impedito di avvicinarsi al centro cittadino dalle autorità. Tra i protestanti erano anche presenti due attivisti de L'Altra Russia di Eduard Limonov, un partito nazionalbolscevico, che vennero arrestati dal centro per il contrasto dell'estremismo e successivamente rilasciati. La protesta venne organizzata da Anton Isakov, che ha successivamente organizzato altre proteste contro la censura sull'internet, e che per questo è stato mandato a combattere in Ucraina, secondo quanto scritto da lui stesso su Telegram.

Note

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