Medea è una tragedia di Lodovico Dolce, tratta dall'omonima opera di Euripide, edita a Venezia dal Giolito nel 1557La Medea tragedia di M. Lodouico Dolce, In Vinegia: appresso Gabriel Giolito de' Ferrari, 1557. Da non confondere con la traduzione in lingua italiana della Medea di Seneca effettuata dallo stesso Dolce nel 1560Le Tragedie di Seneca; tradotte da m. Lodouico Dolce, In Venetia: appresso Gio. Battista et Marchion Sessa, 1560.

Storia Venne ristampata più volte dal Giolito in edizioni singole, ed assieme a tutte le altre tragedie del Dolce nel 1560Tragedie di m. Lodouico Dolce. Cioè, Giocasta, Medea, Didone, Ifigenia, Thieste, Hecuba, Di nuouo ricorrette e ristampate, In Vinegia: appresso Gabriel Giolito de' Ferrari, 1560. Lo stesso anno vennero dati alle stampe anche un volume contenente tutte le commedie del DolceComedie di M. Lodouico Dolce. Cioè, Il ragazzo. Il marito. Il capitano. La Fabritia. Il ruffiano, In Vinegia: appresso Gabriel Giolito de' Ferrari, 1560 e uno con la traduzione di tutte le tragedie di Seneca, compresa Medea. La Medea ispirata a Euripide fu ristampata infine dal FarriMedea tragedia di M. Lodouico Dolce, di nuouo ricorretta et ristampata, In Venetia: appresso Domenico Farri, 1566; venne stampata di nuovo solo nel XVIII secoloLa Medea. Tragedia di M. Lodovico Dolce, In Venezia: appresso Agostino Savioli, 1749Tragedie di missier Lodouico Dolce. Cioè Didone, Giocasta, Medea, Iffigenia et Ecuba ora per la prima volta raccolte, In Venezia: presso Cristoforo Calappo, 1771.

Critica Come le altre tragedie dello stesso autore, la Medea del Dolce è un largo rifacimento dell'originale greco. Non può esser definita una traduzione, nonostante la scarsa fedeltà all'originale delle traduzioni dal latino delle tragedie di Seneca, sia perché Dolce ignorava la lingua grecaGiorgio Padoan, Lavventura della commedia rinascimentale, Padova: Piccin nuova libraria; Milano: F. Vallardi, 1996, p.145, ISBN 88-299-1345-6 (on-line), sia perché la corrispondenza del testo del Dolce con il testo di Euripide non è molto strettaG. Romei, «DOLCE, Lodovico». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XL, Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 1991 (on-line). L'atteggiamento del Dolce, nei confronti dei classici, è quella del poligrafo, ossia del divulgatore all'epoca del diffondersi della stampa o, come lo definiva il Dionisotti, di "operaio della letteratura"Carlo Dionisotti, La guerra dOriente nella letteratura veneziana del Cinquecento, Firenze: Olschki, 1964.

Note

Bibliografia Ottavio Saviano e Francesco Spera (a cura di), Medea, di Ludovico Dolce, Torino: Edizioni RES, 2005, ISBN 88-85323-42-1

Voci correlate Lodovico Dolce Medea (Euripide) Medea (Seneca)

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