Agiografia e culto Di Timone si hanno poche notizie: visse nel I secolo, era un discepolo "di buona reputazione" (Atti ) e fu uno dei sette diaconi della Chiesa di Gerusalemme, eletti dall'assemblea dei fedeli e a cui gli apostoli imposero le mani. La sua elezione è riportata negli Atti degli Apostoli:
Le tradizioni agiografiche hanno ulteriormente arricchito le notizie biografiche di san Timone, spesso con informazioni non storicamente documentabili.Bibliotheca sanctorum, XII, col. 481. Il suo nome compare nelle liste dei Settanta discepoli. In quella dello Pseudo-Ippolito è indicato come vescovo di Bosra nella provincia romana d'Arabia. De septuaginta Apostolis, Patrologia Graeca, vol. 10, col. 954, nº 10. Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo II, col. 853. La lista dello Pseudo-Doroteo aggiunge che subì il martirio del rogo. De septuaginta Domini discipulis, Patrologia Graeca, vol. 92, col. 1062, nº 10.
Il martirio di Timone è tramandato anche dalle tradizioni agiografiche della Chiesa latina, a partire da Adone di Vienne (IX secolo), e poi con Cesare Baronio (XVI secolo), che nel Martirologio Romano fa memoria di san Timone il 19 aprile, indicandolo come martire a Corinto per crocifissione:
Con la riforma del martirologio romano in conformità ai decreti dei concilio Vaticano II, la memoria del 19 aprile è stata omessa. Il nome di Timone, assieme a quello degli altri diaconi, compare nell'elogio del 28 luglio.Martirologio romano, 2004, pp. 585-586.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
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