La sorveglianza è l’osservazione sistematica di persone, gruppi, luoghi o attività allo scopo di raccogliere informazioni, influenzare comportamenti o prevenire eventi ritenuti pericolosi. Può essere svolta da governi, forze di polizia, servizi di intelligence, aziende private o singoli individui, e si basa sempre più su tecnologie digitali.

La sorveglianza di massa comporta il monitoraggio capillare di ampie porzioni di popolazione da parte di entità governative o private, spesso giustificato per ragioni di sicurezza ma criticato per le violazioni dei diritti alla privacyOggi la sorveglianza è presente in numerosi ambiti della vita quotidiana: aeroporti e trasporti; banche e sistemi di pagamento; luoghi di lavoro; scuole e università; ospedali; città intelligenti (smart cities); piattaforme digitali e social network. La diffusione di dispositivi connessi e servizi online rende possibile raccogliere dati in modo continuo, spesso senza che gli utenti siano pienamente consapevoli dell’entità delle informazioni condivise..

La sorveglianza è uno strumento che può contribuire alla sicurezza e all’efficienza dei servizi, ma comporta anche importanti implicazioni per la privacy, i diritti civili e la libertà individuale. Il dibattito contemporaneo riguarda soprattutto come trovare un equilibrio tra la protezione della collettività e il rispetto dei diritti fondamentali nell’era digitale. Senza un tale equilibrio regolatorio, la generalizzazione di tale pratica, evidenziata dalle rivelazioni del 2013, è considerata un problema globale, tanto più che negli ultimi due secoli di registra un aumento della sorveglianza e una diminuzione delle tutele in diversi Paesi.

Origini ed evoluzione

La sorveglianza esiste fin dall’antichità, quando gli Stati impiegavano informatori e spie per controllare il territorio e individuare minacce. Con la rivoluzione industriale e la crescita delle città si sono sviluppati sistemi di identificazione delle persone, archivi amministrativi e corpi di polizia più organizzati.

Nel XX secolo, l’invenzione della fotografia, delle intercettazioni telefoniche e delle telecamere ha ampliato notevolmente le capacità di controllo. Nel XXI secolo Internet, gli smartphone, i social media e l’intelligenza artificiale hanno trasformato la sorveglianza in un fenomeno globale, continuo e fortemente automatizzato.

Principali forme di sorveglianza

Le modalità più comuni comprendono:

videosorveglianza mediante telecamere (CCTV); intercettazione di comunicazioni telefoniche e telematiche; raccolta di dati di navigazione su Internet; localizzazione tramite GPS e dispositivi mobili; riconoscimento facciale e altre tecniche biometriche; utilizzo di droni e satelliti; monitoraggio finanziario e delle transazioni; raccolta di dati attraverso social network e piattaforme digitali.

Molti sistemi moderni combinano diverse fonti di dati per costruire profili dettagliati degli individui.

Sorveglianza governativa

Gli Stati utilizzano la sorveglianza per:

prevenire terrorismo e criminalità; proteggere la sicurezza nazionale; svolgere indagini giudiziarie; controllare le frontiere; gestire emergenze sanitarie o ambientali.

In molti Paesi tali attività sono disciplinate da leggi e sottoposte, almeno in teoria, a controlli giudiziari o parlamentari. Tuttavia, in alcuni regimi autoritari la sorveglianza è impiegata anche per reprimere il dissenso politicoNandong, Gaétan. 2026. “State surveillance and collective dissent.” American Journal of Political Science1–15. https://doi.org/10.1111/ajps.70057. e limitare la libertà di espressione.

Sorveglianza commerciale

Le aziende raccolgono grandi quantità di dati sugli utenti per:

personalizzare pubblicità e contenuti; analizzare le preferenze dei consumatori; migliorare prodotti e servizi; prevenire frodi; valutare il comportamento degli utenti.

Questo modello economico è spesso definito “capitalismo della sorveglianza”, poiché i dati personali diventano una risorsa economica di grande valore.

Tecnologie impiegate

Le principali tecnologie includono:

telecamere intelligenti; algoritmi di riconoscimento facciale; lettori di targhe automatici; analisi dei metadati delle comunicazioni; sistemi di intelligenza artificiale; analisi dei big data; sensori distribuiti nell’ambito della realtà fisica o negli ecosistemi virtuali.

L’intelligenza artificiale consente oggi di identificare automaticamente schemi di comportamento e anomalie su scala molto maggiore rispetto al passato.

Aspetti etici e giuridici

La sorveglianza presenta un equilibrio delicato tra:

sicurezza pubblica; tutela della privacy; libertà individuali; trasparenza delle istituzioni; responsabilità nell’uso dei dati.

I critici sostengono che una sorveglianza eccessiva possa produrre un “effetto agghiacciante” (chilling effect), inducendo le persone a modificare il proprio comportamento per timore di essere osservate. Inoltre, esistono rischi di discriminazione, errori algoritmici, uso improprio dei dati e sorveglianza di massa.

I sostenitori, invece, evidenziano il ruolo della sorveglianza nella prevenzione dei reati, nella ricerca di persone scomparse, nella gestione delle emergenze e nella protezione delle infrastrutture critiche.

Il concetto di Panopticon

La critica richiama il concetto di Panopticon, ideato da Jeremy Bentham come modello di prigione in cui i detenuti possono essere osservati senza sapere quando lo siano effettivamente. Successivamente, Michel Foucault utilizzò il Panopticon come metafora delle moderne società disciplinari, nelle quali la possibilità di essere osservati influenza il comportamento degli individui. Nel mondo Occidente Le prime attività di sorveglianza di massa negli Stati Uniti sono iniziate negli anni 1940, per poi essere notevolmente estese nel corso degli anni 1970; dopo i divieti imposti alla CIA dal rapporto Church, l'attività nei confronti dei cittadini subì alcune limitazioni, mentre la pratica della sorveglianza di massa fu indirizzata su scala globale, oltre i confini nazionali statunitensi. Ciò mette gli Stati Uniti in condizione di intercettare le comunicazioni elettroniche in tutto il mondoNSA files decoded: Edward Snowden's surveillance revelations explained, The Guardian., assumendo portata globale grazie al programma ECHELON. La costruzione del sistema di sorveglianza globale coincide con il consolidamento dell'egemonia statunitense a partire dalla seconda metà del XX secolo. Con il progressivo indebolimento della supremazia economica degli Stati Uniti, la CIA e la NSA iniziarono anche a spiare imprese straniere e a trasmettere alle imprese statunitensi informazioni privilegiate ottenute attraverso il sistema ECHELON, oltre a condividerle con gli alleati impegnati nel monitoraggio globale, i membri dell'alleanza nota come Five Eyes (o "Cinque Occhi"): Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda. Tale alleanza costituisce un sistema geopolitico di intelligence elettronica guidato dagli Stati Uniti e coordinato dalla NSA.

A partire dal giugno 2013 divenne di dominio pubblico il fatto che gli Stati Uniti gestivano sistemi di monitoraggio e sorveglianza delle comunicazioni elettroniche su scala mondialeI programmi di sorveglianza globale perseguivano diversi obiettivi e disponevano di numerose capacità operative, tra cui l'intercettazione di comunicazioni via posta elettronica, voce, video, fax e qualsiasi altro mezzo di comunicazione in ogni parte del mondo: . Queste rivelazioni - sull'esistenza di un sistema di sorveglianza globale gestito dagli Stati Uniti attraverso la loro agenzia di intelligence NSA - si basavano su documenti riservati divulgati dall'ex collaboratore dell'intelligence statunitense Edward Snowden,Snowden gains support from protesters in Hong Kong, The Guardian.Edward Snowden is a "traitor" and possible spy for China – Dick Cheney, The Guardian. e descrivevano nel dettaglio le attività di sorveglianza della NSA e numerosi programmi fino ad allora sconosciuti al pubblico, ma con importanti implicazioni per la tutela della privacy degli individui in tutto il mondo.

Grazie alle rivelazioni di Snowden, sono stati svelati nuovi programmi di sorveglianza di massa, quali PRISM, XKeyscore e Tempora. Tali programmi di spionaggio sono attuati in collaborazione con varie agenzie straniere, in particolare quelle dei paesi dell'AUKUS: la sinergia è volta a raccogliere informazioni attraverso attività di SIGINT, e vedeva come obiettivi privati cittadini e istituzioni di vari paesi, inclusi alleati occidentali degli Stati Uniti e membri della NATO.

Come confermato dal direttore dell'NSA Keith B. Alexander il 26 settembre 2013, ad esempio, l'NSA raccoglie e custodisce sistematicamente informazioni sui tabulati telefonici di tutti i cittadini statunitensi; ciò avvenne nonostante il fatto che il presidente Obama e lo stesso Alexander - durante i mesi precedenti all'esplosione del Datagate - avessero più volte negato l'esistenza di un qualsiasi tipo di spionaggio domestico. L'enorme quantità di dati raccolti sono conservati in impianti di stoccaggio di grandi dimensioni, come lo Utah Data Center, una struttura di oltre un milione di metri quadri dal costo stimato di 1,5 miliardi di dollari.

Oriente

La sorveglianza di massa nella Repubblica Popolare Cinese (RPC) è la rete di sistemi di monitoraggio utilizzata dal Partito Comunista Cinese (PCC) e dal governo per controllare i propri cittadini. La sorveglianza di massa in Cina nacque durante l'epoca maoista, dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949. Mao Zedong sviluppò questo meccanismo di controllo, esteso all'intera popolazione, con l'obiettivo di rafforzare il proprio potere nel nuovo governo e individuare eventuali minacce alla legittimità del PCC e delle sue politicheJiang, Jue (2021-10-20). "The Eyes and Ears of the Authoritarian Regime: Mass Reporting in China". Journal of Contemporary Asia. 51 (5): 828–847.. Nei primi anni, quando la tecnologia era ancora poco sviluppata, la sorveglianza si basava soprattutto sulla diffusione delle informazioni tramite il passaparola. I cittadini erano incoraggiati a controllarsi reciprocamente e a segnalare comportamenti ritenuti inappropriati o contrari agli ideali sociali dominanti dell'epoca.

Nel XXI secolo, la sorveglianza di massa è diventata parte integrante della strategia del PCC per il "mantenimento della stabilità", finalizzata a individuare e prevenire proteste e forme di dissenso nel Paese. Nel 2005 il governo cinese avviò un sistema di sorveglianza di massa denominato Skynet. L'esistenza del sistema fu resa pubblica nel 2013, quando la rete comprendeva già oltre 20 milioni di telecamere. Oltre agli spazi pubblici, furono installate telecamere all'esterno delle moschee nella regione dello Xinjiang, dei templi in Tibet e presso le abitazioni di dissidenti politici"Beijing: Skynet is watching". The Week. 8 February 2013. p. 9.. Anche gruppi femministi e associazioni per i diritti delle persone LGBT sono stati sottoposti in questo modo ad un controllo più intenso.