Agiografia Tutto ciò che si conosce di questo santo è contenuto nella lettera che Dionisio di Alessandria scrisse a Fabio di Antiochia per fare un resoconto sulle persecuzioni nella sua città all'epoca dell'imperatore Decio (249-251). Lunghi estratti di questa lettera sono noti grazie a Eusebio di Cesarea, che li inserì nella sua Historia Ecclesiastica.Bibliotheca sanctorum, IX, col. 800.
Dionisio racconta che, durante i pogrom anticristiani che colpirono Alessandria all'epoca dell'imperatore Decio, Nemesio fu accusato e giudicato come ladro. Dopo essersi difeso da queste infamanti calunnie, fu accusato di essere un cristiano e condotto in catene davanti al giudice. Sottoposto a diverse torture, mantenne ferma la sua fede cristiana, e per questo fu condannato al rogo, assieme ad altri ladri.Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica /2 (Libri VI-X), a cura di F. Migliore, Città Nuova, Roma, 2001, p. 68.
Culto Il culto a san Nemesio è ignoto alla tradizione agiografica bizantina e alessandrina. Un martire Nemesio di Alessandria è documentato, assieme a molti altri martiri egiziani, dal martirologio geronimiano alla data del 10 settembre.Delehaye, Les martyrs d'Egypte, p. 63.
Adone di Vienne introdusse nel suo martirologio la memoria del santo, alla data del 19 dicembre, ritenuta arbitraria. Inoltre identificò il nome del giudice che condannò Nemesio con Emiliano di cui parla Dionisio di Alessandria in un'altra sua lettera. Alla stessa data e con le medesime informazioni, l'elogio di san Nemesio fu inserito da Cesare Baronio nel Martirologio Romano.
Nel martirologio romano riformato dopo il concilio Vaticano II, la commemorazione del santo è stata spostata al 10 settembre:Martirologio romano, 2004, p. 712.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Martiri cristiani Categoria:Santi per nome Categoria:Santi del III secolo