Villa Gentile Pevere era una storica villa patrizia di Genova, situata nel quartiere di Cornigliano, in corrispondenza dell'attuale via L. A. Muratori 5.

La denominazione indica l'antica villa appartenuta alle famiglie Spinola e Gentile, demolita nel 1752 dai Durazzo per far posto all'attuale palazzo settecentesco, noto come Villa Durazzo Bombrini.Tassara, 2022, p. 303.

Collocazione

La villa era compresa tra la strada e il mare. Confinava a ponente con villa Spinola di Campofreddo e a levante in parte con villa Sauli Casanova e in parte, tramite la strada di collegamento tra il ponte e la via della Marina, con terreni affacciati sulla via del Polcevera. Descrizione

L'antico palazzo Gentile Pevere, demolito nel 1752, era composto da un piano terreno con cappella, da un piano ammezzato, da un piano nobile con terrazze coperte e da un piano di stanze a tetto. Notevole era una scala marmorea esterna sulla quale si insiste nelle descrizioni antiche. Era affiancato da una torre e disponeva di une cella vinaria e di una rimessa autonoma.

Sulla base delle descrizioni documentarie, l'edificio settecentesco possedeva probabilmente ancora parte della struttura originaria, alla quale nel corso del XVI secolo furono aggiunti elementi e aggiornamenti architettonici.

Storia

Nel 1414 e nel 1425 i confini delle proprietà della zona risultano ancora incerti; è probabile che il nucleo originario derivasse dall'insieme delle proprietà di Martino Pallavicino, che possedeva due ville a Cornigliano, e da quella di Giuliano de Mari.Tassara, 2022, p. 304.

Negli anni 1467-1474 la documentazione mostra una serie di passaggi patrimoniali nell'area. Qui erano situate, tra le altre, alcune proprietà del monastero di Sant'Andrea di Sestri Ponente e una di Battista Spinola. Nel 1472 papa Sisto IV autorizzò Bartolomeo Quaquaro, abate di Sant'Andrea, a permutare terreni con Anfreone Spinola, figlio di Battista, intento a creare una importante tenuta a Cornigliano. Nel 1473 Anfreone barattò con il monastero due appezzamenti di terreno confinanti con la propria villa presso la foce del Polcevera, con alcune proprietà situate alla Colombara e a Santa Margherita Ligure.

Nel 1496 nel palazzo di Anfreone Spinola pernottò Massimiliano d'Asburgo. Nel 1498 Anfreone ospitò nella propria dimora di villa Ludovico Sforza detto il Moro, duca di Milano; il cronista Marin Sanudo il Giovane, riferendo l'episodio, definì la dimora un «palazzo bellissimo».

Nel 1535 la villa, che ancora nel 1508 apparteneva ai figli di Anfreone Spinola, era passata a Benedetto Gentile Pevere. Quest'ultimo divenne doge della Repubblica di Genova nel 1547, subito dopo la congiura dei Fieschi, e sposò Benedetta Fieschi q. Paride, vedova di Giacomo Spinola q. Antonio, proprietaria di un'altra villa a Cornigliano.

Tra il 1550 e il 1551 Benedetto Gentile morì, lasciando una somma rilevante per la costruzione di un ponte in pietra sul Polcevera. Parte della sua eredità passò ai figli naturali legittimati, ma al nipote Michelangelo Gentile, figlio del fratello Paolo, spettò un importante fedecommesso comprensivo della villa.Tassara, 2022, p. 305.

Nel 1562 il poeta Gian Battista Filippi pubblicò una descrizione del soggiorno estivo trascorso nella villa di Michelangelo Gentile: il palazzo, appena sistemato, era dotato di un largo cortile, di uno scalone marmoreo e di sale con apparati splendidi e reali al piano nobile; la proprietà si estendeva fino alla spiaggia del mare.

Michelangelo Gentile, soprannominato l'Erede, morì nel 1586, all'età di settantacinque anni. La proprietà passò quindi ai suoi figli Benedetto e Gio. Paolo; solo quest'ultimo ebbe discendenza, ma suo figlio Michelangelo, erede della villa, morì tragicamente, assassinato, lasciando i propri beni alla vedova Antonia Molassana.

Dopo la scomparsa in giovane età di Domenico Maria Gentile, unico maschio della coppia, la successione proseguì in linea femminile.Tassara, 2022, p. 306.

Nel 1666 Maria Geronima Gentile, moglie in prime nozze di Pirro Spinola, nominò erede dei propri beni la figlia Anna Maria Spinola, sposata con Franco Imperiale Lercari.

A causa di una sentenza interpretativa del fedecommesso cinquecentesco di Benedetto Gentile, nel 1715 Luigi Benedetto Gentile, suo discendente diretto, entrò in possesso di metà della villa.

Durante le vicende genovesi della guerra di successione austriaca del 1746-47 il palazzo subì gravi danni. Nel 1752 l'edificio venne descritto come composto da «muraglie di palazzo incendiato nell'ultima guerra». Giuseppe Maria Imperiale Lercari chiese allora di poter alienare una porzione della proprietà, sostenendo l'impossibilità di affrontare le spese necessarie per il restauro. Le autorità, dopo una stima affidata ad Andrea Orsolino e Tomaso de Felli, autorizzarono la vendita.Tassara, 2022, p. 307.

Nel 1753 Giacomo Filippo II Durazzo e il figlio Marcello acquistarono la villa dai governatori del moltiplico lasciato da Franco Lercari q. Nicolò e da Giuseppe Imperiale Lercari q. Franco, che ne possedevano metà ciascuno. Contestualmente acquistarono anche una proprietà confinante appartenente alla famiglia Spinola. I Durazzo demolirono i resti del palazzo preesistente e fecero costruire al suo posto una grande dimora di gusto francese.

Note

Bibliografia Filippo Tassara, Le ville di Cornigliano tra Quattro e Settecento, Genova, 2022. Ferdinando Bonora, Il palazzo Durazzo Bombrini in Cornigliano. Un'architettura francese a Genova, Genova, 1991. Micaela Antola, Filippo Tassara, Cornigliano. L’età delle ville. Storia e frammenti di palazzi e giardini, Genova, 2026.

Voci correlate Cornigliano Ville di Genova Durazzo (famiglia) Spinola Gentile (famiglia)

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