Skinner contro Oklahoma, 316 U.S. 535 (1942) fu una sentenza di grande importanza dalla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America relativa ai diritti umani.
Contesto e precedenti Negli anni '20 il dibattito sull'eugenetica era molto sentito nella comunità scientifica e a livello sociale. Alcuni Stati avevano inserito nel loro ordinamento legale leggi che permettevano la sterilizzazione forzata di persone disabili. Tali leggi furono portate all'attenzione della corte suprema che nel 1927 nel caso Buck contro Bell stabilì la costituzionalità di tale pratica. La sentenza, estremamente controversa, redatta dal giudice Oliver Wendell Holmes (e condivisa da tutti i suoi colleghi tranne Pierce Butler) stabiliva che nell'interesse della salute dello Stato e della società tale pratica era consentita.
In seguito a questa sentenza le leggi sull'eugenetica proliferarono e diversi stati le implementarono nel loro ordinamento giuridico, alcuni di essi andarono oltre estendendo queste pratiche anche ai criminali recidivi, tra questi stati c'era l'Oklahoma che nel 1935 aveva introdotto lHabitual Criminal Sterilization Act che prevedeva la sterilizzazione forzata dei criminali recidivi con tre precedenti penali.
Quindici anni dopo la sentenza Buck la situazione sociale negli USA era molto cambiata. Il paese era entrato nella seconda guerra mondiale contro le potenze dell'asse e la pratiche eugenetiche del regime nazista proprio in quel periodo erano state portate all'attenzione del popolo americano dalla classe politica, in parte proprio per giustificare l'intervento militare e la strategia del Germany first propugnata dal presidente Franklin Roosevelt. Tale strategia politica aveva sortito grande effetto e le pratiche eugenetiche naziste avevano iniziato a creare indignazione nella popolazione americana.
Nel frattempo la composizione della Corte Suprema era cambiata. Durante la sua lunghissima presidenza Roosevelt, per sostenere il suo progetto di New Deal aveva usato il suo potere di nomina dei giudici per conferire il mandato a giuristi di mentalità più progressista plasmando una corte di ispirazione decisamente più liberal. Tra le nomine di Roosevelt c'erano anche i progressisti Hugo Black e William O. Douglas. Fu proprio Douglas che scrisse la sentenza del caso.
Il fatto Jack Skinner era un uomo dalla vita turbolenta che a partire dal 1926 aveva commesso diversi reati. Dopo una prima condanna per un furto di pollame, venne processato e condannato due volte per rapina a mano armata e in seguito a questa terza condanna venne decisa per lui la sterilizzazione tramite vasectomia. Skinner, tramite i suoi legali, fece appello alla decisione presso la Corte Suprema dell'Oklahoma che diede ragione allo Stato con un verdetto a maggioranza minima (5 a 4). A quel punto Skinner si rivolse direttamente alla Corte Suprema degli Stati Uniti.
La sentenza La sentenza venne scritta dal celebre giudice progressista William O. Douglas e fu condivisa da tutti i suoi colleghi. Nella sentenza Douglas mette subito in evidenza che lo stato dell'Oklahoma riserva la sterlizzazione solo ad alcuni tipi di reati mentre altri non ricadevano nella fattispecie prevista dalla legge, nonostante ricevessero pene pecuniarie e detentive simili. In particolare nella legge erano esclusi praticamente tutti i crimini tipicamente commessi dai cosiddetti colletti bianchi.
Douglas evidenziava inoltre il paradosso di questa discriminazione:
Dopo aver trattato la questione nel merito Douglas prosegue analizzando la questione in un quadro più generale. Non potendo abrogare formalmente la sentenza Buck per motivi tecnici (Buck trattava di disabili, Skinner di pregiudicati) Douglas la svuota di ogni contenuto facendone a pezzi la logica di base e ridefinendo il rapporto tra lo Stato e il corpo dell'essere umano. Se prima l'interesse superiore tutelato era quello dello Stato, cui era attribuito il potere di agire sul corpo umano violando la sua integrità fisica per il supremo interesse della salute pubblica ora nasce una nuova visione che mette al centro l'essere umano e il suo diritto fondamentale all'integrità fisica, includendo in esso il diritto alla riproduzione. Douglas va oltre e avverte la deriva che potrebbe prendere la società in presenza di uno Stato autoritario che si attribuisca il diritto di violare i corpi dei cittadini. Nella sentenza mette per iscritto:
La sentenza non dice in senso assoluto che lo Stato non può mai intervenire sull'integrità fisica dei suoi cittadini, ma che tale intervento dovrebbe essere limitato alle sole circostanze gravi ed eccezionali e comunque sempre sottoposto al principio dello Strict Scrutiny, ovvero deve essere lo Stato a dimostrare inequivocabilmente che tale legge è indispensabile, pena invalidità del testo normativo.
Il giudice capo Harlan F. Stone e il giudice associato Robert H. Jackson oltre a condividere la sentenza di Douglas scrissero delle motivazioni supplementari (Concurrence opinion).
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