Putnam ha elaborato l'influente teoria del gioco a due livelli, secondo la quale gli accordi internazionali possono essere negoziati con successo solo se producono anche benefici interni. La sua opera più celebre, Bowling Alone (2000), sostiene che dagli anni sessanta gli Stati Uniti hanno conosciuto un declino senza precedenti della vita civica, sociale, associativa e politica, cioè del capitale sociale, con gravi conseguenze negative. Secondo l'Open Syllabus Project, Putnam è il quarto autore più citato nei programmi dei corsi universitari di scienza politica. Al suo pensiero e alle sue opere è ispirato il documentario Join or Die (2023), distribuito su Netflix.
Biografia Nato a Rochester, nello Stato di New York, il 9 gennaio 1941, Putnam crebbe a Port Clinton, in Ohio, dove da adolescente partecipò a un campionato di bowling. Si laureò allo Swarthmore College nel 1963, vinse una borsa Fulbright per studiare al Balliol College di Oxford e conseguì il master e il dottorato all'Università Yale nel 1970.
Insegnò all'Università del Michigan fino al 1979, quando passò a Harvard, dove ha ricoperto vari incarichi, tra cui quello di preside della Kennedy School. Cresciuto in una famiglia metodista praticante, nel 1963 sposò Rosemary, insegnante di sostegno e suonatrice di corno; all'epoca del matrimonio si convertì all'ebraismo, religione della moglie.
Making Democracy Work Il suo primo lavoro nel campo del capitale sociale è Making Democracy Work: Civic Traditions in Modern Italy (1993, tradotto in italiano come La tradizione civica nelle regioni italiane), studio comparato dei governi regionali italiani che attirò grande attenzione negli ambienti accademici per la tesi secondo cui il successo delle democrazie dipende in larga misura dai legami orizzontali che costituiscono il capitale sociale. Putnam vi sostiene che la tradizione di comunità, corporazioni, associazioni e società corali dell'Italia settentrionale ha prodotto un impegno civico e una prosperità economica maggiori, mentre la società agraria del Mezzogiorno risulta meno prospera, economicamente e democraticamente, per la minore dotazione di capitale sociale. Il capitale sociale, che Putnam definisce come «reti e norme di impegno civico», permette ai membri di una comunità di fidarsi gli uni degli altri, e dalla fiducia reciproca traggono vantaggio commercio, credito e democrazia.
La tesi di Putnam sugli effetti pro-democratici del capitale sociale è stata contestata da una consistente letteratura, secondo la quale l'associazionismo civico è stato storicamente legato anche all'ascesa di movimenti antidemocratici.
Bowling Alone Nel 1995 Putnam pubblicò sul Journal of Democracy l'articolo Bowling Alone: America's Declining Social Capital. Il saggio ebbe vasta eco e procurò all'autore, tra l'altro, un invito dell'allora presidente Bill Clinton e un ritratto sulla rivista People.
Nel 2000 uscì Bowling Alone: The Collapse and Revival of American Community (tradotto in italiano come Capitale sociale e individualismo), sviluppo in forma di libro dell'argomentazione originaria, arricchito di nuove prove e di risposte ai critici. Pur misurando il declino del capitale sociale con dati di varia natura, l'osservazione più incisiva di Putnam è che molte organizzazioni civiche, sociali e di mutuo soccorso tradizionali, di cui i campionati di bowling sono l'emblema, hanno subito un crollo degli iscritti proprio mentre il numero dei giocatori di bowling cresceva sensibilmente: gli americani, appunto, «giocano a bowling da soli».
Putnam distingue due tipi di capitale sociale: quello che «lega» (bonding) e quello che «getta ponti» (bridging). Il primo si sviluppa tra persone simili per età, etnia, religione e così via; il secondo riguarda le stesse attività svolte tra persone diverse. A suo giudizio le società multietniche pacifiche hanno bisogno di entrambi, e i due tipi si rafforzano a vicenda: al declino del capitale che lega segue perciò inevitabilmente quello del capitale che getta ponti, con l'aumento delle tensioni etniche. In un'intervista del 2016 Putnam ha spiegato di essere partito dall'idea che gli Stati Uniti abbiano potuto permettersi una società meno statalista e più orientata al libero mercato proprio perché dotata di solidi livelli di capitale sociale e di fiducia reciproca, e di essersi chiesto se il sistema potesse continuare a funzionare con il declinare di quelle risorse.
Critici come il sociologo Claude Fischer obiettano che Putnam si concentra su determinate forme di organizzazione sociale trascurando le reti private e le forme emergenti di associazione, dentro e fuori Internet; che si affida a dati contraddittori non pienamente spiegati; e che sottovaluta l'impatto dell'ingresso delle donne nel mondo del lavoro. Fischer propone di riconcettualizzare il capitale sociale e di cercare altre spiegazioni del declino della partecipazione civica.
Dopo la pubblicazione di Bowling Alone, Putnam si è impegnato in iniziative per rivitalizzare il capitale sociale americano, in particolare con il Saguaro Seminar, una serie di incontri tra accademici, esponenti della società civile, commentatori e politici sulle strategie per riconnettere gli americani alle loro comunità, da cui sono nati nel 2003 il libro e il sito Better Together, una raccolta di casi di studio su forme nuove e vitali di costruzione di capitale sociale negli Stati Uniti.
Capitale sociale Putnam individua nel capitale sociale, nozione che fa risalire all'analisi della società americana di Alexis de Tocqueville, il fattore unificante che consente alla democrazia di prosperare grazie alla coesione della società. Egli osserva una tendenza al declino del capitale sociale a partire dagli anni sessanta, a cui attribuisce l'aumento dell'infelicità e dell'apatia politica. A un basso capitale sociale, e al senso di alienazione che l'accompagna, si assocerebbero tra l'altro una minore fiducia nelle istituzioni locali e nei media, una minore fiducia nella propria capacità di incidere politicamente, una minore propensione a registrarsi per votare, a collaborare a progetti comunitari, a donare in beneficenza o a fare volontariato, minori aspettative di cooperazione altrui nei dilemmi dell'azione collettiva, un numero più ridotto di amicizie strette, una minore felicità percepita e più tempo trascorso davanti alla televisione.
Diversità e fiducia nelle comunità Negli anni duemila Putnam ha condotto un ampio studio sul rapporto tra la fiducia all'interno delle comunità e la loro diversità etnica. La sua conclusione, basata su oltre 40 casi e 30 000 intervistati negli Stati Uniti, è che nel breve periodo, a parità di altre condizioni, una maggiore diversità in una comunità si associa a una minore fiducia sia tra i gruppi etnici sia al loro interno. Al crescere della diversità, le persone di ogni etnia, sesso, condizione socioeconomica ed età tenderebbero a «rintanarsi» (hunkering down), evitando l'impegno nella comunità locale. Putnam ha rilevato che la correlazione tra maggiore diversità e minore fiducia comunitaria persiste anche controllando la disuguaglianza di reddito e i tassi di criminalità, e che una bassa fiducia comunitaria si accompagna alle stesse conseguenze di un basso capitale sociale. Egli precisa tuttavia che «nel lungo periodo l'immigrazione e la diversità avranno probabilmente importanti benefici culturali, economici, fiscali e di sviluppo».
Putnam rese pubblici i dati dello studio nel 2001, ma pubblicò l'articolo completo solo nel 2007, e per questo ritardo fu criticato. Nel 2006 il Financial Times riferì che Putnam aveva rinviato la pubblicazione finché non fosse riuscito a «elaborare proposte per compensare gli effetti negativi della diversità». Nel 2007, sul City Journal, John Leo si chiese se tale comportamento fosse eticamente corretto per uno studioso, osservando che «gli accademici non dovrebbero trattenere dati negativi finché non possono suggerire antidoti alle proprie scoperte». Putnam ha respinto le accuse di essersi schierato contro la diversità nella società e ha sostenuto che il suo articolo era stato «distorto» per costruire un argomento contro le ammissioni universitarie su base etnica, affermando che le sue ricerche confermano «i benefici sostanziali della diversità, compresa quella razziale ed etnica, per la nostra società».
Riconoscimenti Membro di numerose istituzioni accademiche, tra cui la National Academy of Sciences (dal 2001), l'American Philosophical Society (dal 2005), l'American Academy of Arts and Sciences (dal 1980) e, come corresponding fellow, la British Academy (dal 2001), Putnam è stato presidente dell'American Political Science Association nel 2001-2002.
Nel 2004 il Presidente della Repubblica Italiana lo ha nominato commendatore dell'Ordine della Stella della solidarietà italiana. Nel 2006 ha ricevuto il Premio Johan Skytte di scienza politica e nel 2013 la National Humanities Medal, consegnatagli dal presidente Barack Obama per aver «approfondito la nostra comprensione della comunità in America». Nel 2015 l'Università di Bologna gli ha conferito la ISA Medal for Science. Ha ricevuto lauree honoris causa, tra le altre, dalle università di Stoccolma (1993), Ohio State (2000), Anversa (2000), Edimburgo (2003), dalla LUISS di Roma (2011), da Oxford (2018), dallo University College London (2019) e dalla sua alma mater Yale (2026).
Opere principali The Beliefs of Politicians: Ideology, Conflict, and Democracy in Britain and Italy, New Haven, Yale University Press, 1973. The Comparative Study of Political Elites, Englewood Cliffs, Prentice-Hall, 1976. (con Joel D. Aberbach e Bert A. Rockman) Bureaucrats and Politicians in Western Democracies, Cambridge (MA), Harvard University Press, 1981. (con Nicholas Bayne) Hanging Together: Cooperation and Conflict in the Seven-Power Summits, 1984. (con Robert Leonardi e Raffaella Nanetti) Making Democracy Work: Civic Traditions in Modern Italy, Princeton, Princeton University Press, 1993. Trad. it.: La tradizione civica nelle regioni italiane, Milano, Mondadori, 1993. Bowling Alone: The Collapse and Revival of American Community, New York, Simon & Schuster, 2000, ISBN 978-0-7432-0304-3. Trad. it.: Capitale sociale e individualismo. Crisi e rinascita della cultura civica in America, Bologna, Il Mulino, 2004. (a cura di) Democracies in Flux: The Evolution of Social Capital in Contemporary Society, Oxford, Oxford University Press, 2002. (con Lewis M. Feldstein) Better Together: Restoring the American Community, New York, Simon & Schuster, 2003, ISBN 978-1-4391-0688-4. (con David E. Campbell) American Grace: How Religion Divides and Unites Us, New York, Simon & Schuster, 2010, ISBN 978-1416566731. Our Kids: The American Dream in Crisis, New York, Simon & Schuster, 2015, ISBN 978-1476769899. (con Shaylyn Romney Garrett) The Upswing: How America Came Together a Century Ago and How We Can Do It Again, New York, Simon & Schuster, 2020, ISBN 978-1-9821-2914-9.
Tra gli articoli, particolarmente influente è Diplomacy and Domestic Politics: The Logic of Two-Level Games, in International Organization, 42, 1988, pp. 427-460, in cui è formulata la teoria del gioco a due livelli.
Note
Voci correlate Capitale sociale (sociologia) Comunitarismo Politica comparata
Collegamenti esterni
Categoria:Professori dell'Università di Harvard Categoria:Professori dell'Università del Michigan Categoria:Studenti dell'Università Yale Categoria:Studenti dell'Università di Oxford