Santa Francesca Romana e l’angelo è un dipinto a olio su tela (294 × 177 cm), realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1656 e conservato nella Galleria Sabauda di Torino. Storia Carlo Cesare Malvasia, nella Felsina pittrice, opera dedicata alle vite dei pittori bolognesi, riferisce che nel 1656 il Guercino «fece una Santa Francesca Romana con l’angelo per mandare in Savoia».
Di questo dipinto risulta registrato nel Libro dei conti, il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e successivamente proseguito dai familiari fino al 1666, soltanto il versamento della caparra, pari a 56 scudi e 1 lira, effettuato il 12 gennaio 1656.
Il prezzo pattuito era di 150 ducatoni, somma corrispondente alla tariffa abituale per una figura intera accompagnata da una seconda figura di dimensioni minori. La caparra era stata versata dal padre olivetano Buonavoglia, del monastero di San Michele in Bosco, mentre il saldo finale non fu annotato per una svista del Guercino.
Il dipinto fu donato a Madama reale (Cristina di Borbone-Francia) nel 1657 da Pietro Marcellino Orafi, padre olivetano, come risulta da una lettera conservata nell'archivio reale. Descrizione e stile La santa è raffigurata in piedi su un gradino di pietra, accanto alla base modanata di una grande colonna dal fusto in marmo scuro. Indossa l’abito delle oblate di Tor de’ Specchi, costituito da una veste nera e da un ampio manto chiaro che le ricopre il capo e scende fino ai piedi. Accennando un lieve movimento verso destra, solleva lo sguardo al cielo e mostra un libro aperto sul quale è riportato il versetto: «Tenuisti manum dexteram meam et in voluntate tua deduxisti me et cum gloria suscepisti me. Psalmus LXXII».
Alla sua destra compare un angelo, vestito con una dalmatica blu ornata da bordure dorate, con le mani incrociate sul petto. La figura allude all’angelo che, secondo la tradizione, accompagnò il figlio Evangelista dopo la sua morte e rimase poi accanto alla santa. La dalmatica, propria dei diaconi, richiama inoltre l’attività caritativa svolta da Francesca Romana in favore dei poveri.
In primo piano è collocata una cesta colma di pani, resa con particolare evidenza materica e anch’essa riferita all’opera assistenziale della santa. Nella parte superiore della tela, entro una zona rischiarata, appaiono alcune figure angeliche appena emergenti dall’oscurità. Alla base della colonna è visibile uno stemma oggi poco leggibile, nel quale si distinguono tre monti sormontati da una croce, emblema dell’ordine olivetano.
Il dipinto appartiene alla fase tarda dell’attività del Guercino, caratterizzata da un linguaggio più composto e classicista, da una maggiore monumentalità delle figure e da una gestualità più misurata. Anche i colori tendono ad essere più attenuati. Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti su santa Francesca Romana Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella Galleria Sabauda