Il viale Antonio Gramsci è una strada di Napoli, nel quartiere di Chiaia. Corre parallelo a via Francesco Caracciolo, fra piazza della Repubblica e la zona di Mergellina, ed è uno dei pochi esempi napoletani di grande boulevard ottocentesco. Prima dell'intitolazione ad Antonio Gramsci la strada portò i nomi di corso Umberto I e di viale Regina Elena, quest'ultimo tuttora diffuso nell'uso comune.
Storia Il viale non esisteva prima dell'Unità d'Italia: il suo sedime fu ricavato interamente dal mare. Nei decenni successivi al 1861 il Comune affidò ai baroni Du Mesnil, imprenditori di origine belga, la colmata del tratto di costa fra Mergellina e il Borgo Santa Lucia: in cambio dell'opera essi ottennero la concessione a edificare sui terreni di nuova formazione, e a Oscar Du Mesnil si deve il progetto di buona parte dei fabbricati che oggi si affacciano sul viale, su via Caracciolo e su via Partenope.
Il tracciato stradale, compreso fra piazza Vittoria e Mergellina, risultava concluso nel 1873, mentre la pianta della città pubblicata dall'Ufficio topografico nel 1870 mostrava l'arteria già parzialmente costruita. I nuovi suoli furono acquistati soprattutto dall'aristocrazia napoletana e meridionale, che vi collocò le proprie residenze estive affacciate sul golfo: di quella stagione restano gli stemmi gentilizi collocati sopra quasi tutti i portali.
Descrizione
Con una larghezza superiore ai quaranta metri, il viale fu concepito sul modello dei boulevards parigini, di cui riprende anche le contre-allées, le carreggiate minori laterali destinate in origine al galoppatoio e comunque alla circolazione locale. Molti degli edifici sul lato a mare hanno un doppio accesso, l'uno sul viale e l'altro su via Caracciolo.
Caratteristica della strada è la presenza di pini di grandi dimensioni: nel febbraio 2019 l'abbattimento di cinque esemplari secolari, disposto per ragioni di sicurezza, suscitò la protesta dei residenti.
Architetture Il primo edificio di rilievo sorto nell'ambito della colmata fu la villa Sanfelice di Monteforte, commissionata nel 1869 dal principe Tommaso di Savoia-Genova all'architetto svizzero Augusto Guidini e passata nel 1873 ai nobili Sanfelice.
Fra le fabbriche più notevoli figura il Palazzo Berlingieri, voluto dai marchesi calabresi Berlingieri e ultimato, secondo la data incisa sul fermaportone, nel 1885: un corpo neorinascimentale di cinque piani, con lo stemma di famiglia ripetuto sui due ingressi.
Altri tre edifici degni di menzione sono: il Palazzo Bencini (che prende il nome dall'omonima ditta che lo costruì)https://www.palazzidinapoli.it/quartieri/chiaia/viale-gramsci/viale-gramsci-15/, quello al civico 17B (in stile neo-barocco e dal cortile ricco di statue e fontane)https://www.palazzidinapoli.it/quartieri/chiaia/viale-gramsci/viale-gramsci-17-b/ e quello al civico n.22, risalente all'ultimo quarto dell'Ottocento e che si caratterizza per la facciata neobarocca in cui coppie di telamoni reggono le balconate.
All'estremità orientale del viale, su piazza della Repubblica, ha sede il Consolato Generale degli Stati Uniti d'America a Napoli; altre rappresentanze consolari si trovano lungo la strada.
Note
Voci correlate Via Francesco Caracciolo Palazzo Berlingieri Strade di Napoli
Collegamenti esterni
Gramsci Categoria:Chiaia