Il Newtonianismo per le dame è un dialogo in sei parti sull'ottica scritto da Francesco Algarotti.

Storia editoriale L'opera fu stampata a Milano nel 1737 con falsa indicazione di Napoli. Fu ristampata due anni dopo e finì nell'Indice dei libri proibiti. Seguirono tre nuove edizioni: quella del 1746 e le due berlinesi del 1750 e 1752, in cui si passò dal titolo Dialoghi sopra la luce, i colori e l'attrazione a quello di Dialoghi sopra l'ottica neutoniana.D. Mangione, Retoriche della scienza divulgata nella saggistica di Francesco Algarotti, 2011, p. 108.

Ispirato ai Colloqui sulla pluralità dei mondi di Bernard le Bovier de Fontenelle – quest'ultimo è anche il dedicatario a cui Algarotti si rivolge nella prefazione – Il Newtonianismo'' fu tradotto in inglese, francese, tedesco, olandese, svedese e portoghese, a riprova di un ampio successo di pubblico.E. Battifoglia, La nascita dell'informazione scientifica in Italia, in La meraviglia e la passione. Un secolo di scienze della natura nel Mezzogiorno, a cura di M. R. Ghiara, Roma, CNR Edizioni, 2015, p. 54.

Contenuto

Personaggi L'Autore: è l'interlocutore che si fa carico di spiegare alla Marchesa le principali novità nel campo dell'ottica. Nel rivolgersi alla donna, il suo tono è ora galante ora ironico. La Marchesa: è la destinataria degli insegnamenti dell'Autore. Ella appare come un coacervo di stereotipi femminili (si mostra un po' vanesia e impulsiva, ha un bisogno costante di essere guidata) e in lei vengono proiettati gli atteggiamenti tipici degli intellettuali ancora legati a una mentalità aristotelico-tolemaica (l'incredulità nei confronti del nuovo, le deduzioni talora corrive e banalizzanti).D. D'Ascenzi, Due prose didascaliche di Algarotti e P. Verri, in Id., Ricerche sulle prose di Torquato Accetto e altri studi, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2016, pp. 78-86.

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