Il Periodo Predinastico (o Egitto predinastico) è la fase della storia dell'Antico Egitto che copre il IV millennio a.C. Generalmente si colloca dopo il periodo dell'Egitto preistorico e termina con il periodo protodinastico, che contiene al suo interno.
In questa fase si passa gradualmente da una struttura sociale composta al più da piccoli gruppi di villaggi all'aggregazione di questi in strutture politiche più grandi fino alla fusione di questi nei due regni dell'Alto Egitto e Basso Egitto.
Visione generale
Alle competenze acquisite nel periodo preistorico antico provenienti in parte dall'area siro-palestinese, se ne aggiunsero, a partire dal 4000 a.C.,. altre di provenienza asiatica.. Benché si continuasse a utilizzare strumenti in selce per la lavorazione del vasellame in pietra, dell'avorio e per la mietitura dei raccolti si sviluppò la lavorazione di utensili e armi in rame. Conseguenza fu la necessità di spedizioni e di commercio nei territori nella Penisola del Sinai e nel deserto arabico per l'approvvigionamento del metallo.
In tale periodo altre innovazioni pervennero in Egitto da genti verosimilmente di provenienza mesopotamica, anatolica o siriana: preparazione dei mattoni rettangolari crudi; nuovi schemi decorativi; uso di sigilli cilindrici per imprimere segni sull'argilla (di tipica derivazione mesopotamica), primi tentativi di scrittura pittografica.. Si aggiungano a tale situazione generale, i primi contatti marittimi, anche con le isole egee, che apportarono innovazioni, perciò, anche nella e dall'area mediterranea,P.M. Warren, Minoan stone vases, Cambridge, 1969P. M. Warren, Minoan Crete and Pharaonic Egypt, in Egypt the Aegean and the Levant, London, 1995, pp. 1-28. tanto che si ritiene. che tali contatti possano aver favorito la quasi simultanea fioritura delle civiltà egizia e cretese nella loro fase iniziale.Poche sono, benché non per questo meno importanti, le testimonianze di rapporti con le isole egee in questo periodo: una zanna d'avorio d'ippopotamo lavorata, corniole e ametiste, sigilli cilindrici in avorio. Vasi in pietra, provenienti dalla necropoli di Mokhlos e Zakhros, appaiono di derivazione egizia, benché quasi sicuramente realizzati localmente; altri provenienti da Cnosso sono invece palesemente di provenienza egizia e risalgono a un periodo compreso tra il predinastico e la VI dinastia egizia.
La scarsità, in Egitto, di legname atto alla costruzione di navigli in grado di affrontare il mare, indica anche la necessità di rapporti con i paesi della costa siro-palestinese che disponevano, oltre che del legname, dei litorali giusti per poter costituire basi di approdo navale.
Archeologia del periodo Predinastico Naqada
Uno dei più grandi studiosi del periodo predinastico, ritenuto peraltro tra i fondatori della moderna egittologia, è da individuarsi in Flinders PetrieFlinders Petrie Ten years' digging in Egypt (1881-1891) , Fleming H. Revell Co., New York & Chicago, 1891. il cui interesse precipuo era teso specialmente all'individuazione della provenienza della cultura egizia.
Dopo scavi nel Fayyum e nel Delta nilotico, nel 1894-1895Flinders Petrie, A history of Egypt, from the earliest times to the XVI th Dinasty, Methuen & Co., London, 1897, pp. 1-15.Flinders Petrie (1909), The arts & crafts of ancient Egypt, T.N. Foulis, Edinburgh & London, p.126.Flinders Petrie, A history of Egypt, Vol. I, Methuen & Co., London, 1897, pp. 13, 17, 81, 126 et al. Petrie indirizzò il suo lavoro nell'area di Naqada, località situata nell'Alto Egitto più a nord della zona di Luxor.
Indipendentemente dall'area di ritrovamento, Petrie aveva infatti rilevato caratteristiche comuni, specie nelle ceramiche, compendiate proprio nei manufatti della cultura di Naqada così verificando e confermando la progressione della cultura da sud verso nord. A Naqada Petrie scoprì tre necropoli che identificò con le lettere N, T, B.
Necropoli NDa New Race (Nuova Razza) poiché, è bene ricordarlo, Petrie effettuava scavi a Naqada specialmente per trovare conferme alla sua duplice teoria della provenienza della razza egizia dall'area mesopotamica o da quella etiopica., che comprendeva oltre 2000 sepolture non riferibili o inquadrabili in un preciso momento storico poiché conseguenti all'andamento storico-demografico del vicino abitato; Necropoli T, che conteneva circa 70 tombe, risalenti al periodo storico identificato come Naqada II. Questa necropoli comprendeva sepolture più ricche riferibili a un periodo di consistente ampliamento del villaggio; Necropoli B, detta "necropoli dei contadini", che comprendeva 144 sepolture.
Circa l'80% delle sepolture era di forma rettangolare, specie quelle delle classi più abbienti, mentre le più antiche, e più povere, erano di forma circolare ed ellissoidale. Si trattava, in genere, di fosse scavate nel deserto, delle dimensioni di circa 100x150 cm, con mummificazioni naturali dovute al clima secco e asciutto. L'orientamento delle sepolture era, generalmente, nord-sud ed erano sormontate da monticelli di terra o di pietre. È possibile vedere in tali tumuli quello che poi si trasformerà nelle mastabe e poi nelle piramidi. Queste strutture erano poste a protezione dei corpi dall'aggressione di animali, ed in seguito anche dei ladri che depredavano le sepolture, e come segnacolo delle sepolture stesse.
I corpi erano deposti sul fianco, in posizione fetale, come di persona addormentata a simboleggiare la possibilità di risveglio o di rinascita; la testa era posizionata a sud e il viso rivolto a est, ovvero verso il sole nascente.
Nell'archeologia delle fasi preistoriche e protostoriche in assenza di documenti scritti riveste molta importanza l'analisi delle forme vascolari (ceramica).
Classi di ceramiche e datazione Dall'esame del vasellame (non ancora lavorato al tornio) presente nei corredi, in misura maggiore o minore a seconda della condizione sociale del defunto, Petrie individuò 700 tipi di ceramiche che raccolse in nove classi contrassegnate con lettere dell'alfabeto: B: a bocca nera (Black topped in inglese); P: a ingobbiatura rossa (Polished red)Si tratta di un procedimento attuato nella produzione di ceramiche consistente nel rivestire con un velo di terra, in questo caso di colore rosso, l'argilla parzialmente essiccata.; F: a ingobbiatura nera (Polished black); C: a ingobbiatura rossa, ma con semplici motivi geometrici dipinti di bianco (White cross); R: ceramica grezza comune (Raw); L: ceramica del periodo tardo (Late); D: raffinata ceramica di colore marrone chiaro e motivi in ocra rossa (Dark); W: ceramica ad anse ondulate (Wavy)Si tratta dell'unica classificazione che, invece della colorazione, prende in considerazione la struttura del manufatto.; N: Nubiana, ceramica di colore marrone scuro con motivi geometrici incisi.
Da questa classificazione fece derivare un sistema di catalogazione e datazione, detto di datazione sequenziale (Sequence dating) contrassegnato dalla sigla SD, delle sepolture non solo di Naqada in senso stretto, prevedendo quattro periodi all'interno dei quali è possibile reperire ceramiche appartenenti alle precedenti 9 classi: SD 30-39 – Naqada I (o Amraziano); SD 40-62 – Naqada II (o Gerzeano); SD 63-72 – Naqada III (o Semainiano); SD 77-88 – protodinastico
Ieracompoli
Pochi anni dopo i lavori di Flinders Petrie, nel 1897, James Edward Quibell e Frederick William Green scoprirono la necropoli di Nekhen (la greca Ieracompoli), un'area cimiteriale in cui fu possibile notare già una netta bipartizione tra un'area destinata al ceto comune e un'altra destinata alla classe aristocratica. Ne derivò l'evidenza di una distinzione in classi della popolazione, segno evidente dell'esistenza di una ben precisa struttura gerarchica e, conseguentemente, della possibile esistenza di una figura assimilabile a un re, condizione ancora non rilevabile, peraltro, nelle sepolture coeve del Basso Egitto.
Le sepolture più povere erano costituite da fosse ovali in cui il corpo veniva posto in posizione fetale (come il corpo di adulto mummificato naturalmente (S.293) del Museo Egizio di Torino) coperto da stuoie o materiale vegetale, con corredo ridotto di vasellame e poche suppellettili. Le tombe più ricche, di converso, erano rettangolari, presentavano fondamenta di pietra o roccia, pareti in mattoni crudi probabilmente dipinte all'interno, ed erano sormontate verosimilmente da costruzioni in legno di cui vennero rinvenute le tracce, le cui analisi col C14 fornirono una datazione tra il 3800 a.C. ed il 3600 a.C.
Al 1897 risale il ritrovamento, nei pressi del tempio dedicato ad Horus, di una testa di mazza cerimoniale rappresentante un personaggio, che indossa la corona bianca dell'Alto Egitto, che impugna quella che è stata interpretata come una zappa o un aratro; un segno geroglifico all'altezza del viso, rappresentante uno scorpione, ha dato il nome a tale personaggio che appare, data la corona, come un re. Nonostante si tratti sostanzialmente di un'arma, il Re Scorpione, seguito da flabelliferi, è rappresentato verosimilmente nell'atto di scavare un solco da irrigazione a voler evidentemente rappresentare l'aspetto politico e paternalistico della sua figura per il benessere del suo popolo. In alto, in un registro superiore, sono invece rappresentati stendardi probabilmente relativi a città sconfitte.
Nel 1898-1899 venne portata alla luce la tomba 100, risultata soggetta a saccheggi durante l'antichità, in cui venne rinvenuto quello che si ritiene il più antico dipinto conosciuto dell'antico Egitto. Attualmente i resti del dipinto sono conservati presso il Museo Egizio del Cairo.Elise Jenny Baumgartel (1892-1975), egittologa tedesca specializzata in storia del Predinastico, in occasione di una sua visita al Museo Egizio del Cairo negli anni '60 del '900 ebbe a dire, a proposito di tale dipinto: i pochi frammenti rimasti sono talmente scuri che è difficile distinguere anche solo la pittura dal resto.
Conosciamo però l'aspetto originale degli affreschi grazie agli acquerelli eseguiti da Frederick W. Green all'atto della scoperta. Si tratta di un dipinto decisamente importante sia per l'età che, soprattutto, per i soggetti rappresentati di cui vengono date interpretazioni diverse. Secondo una di queste si tratterebbe di una processione funebre su barche; secondo un'altra di una scena di caccia, ma un'ulteriore ipotesi vorrebbe il dipinto come rappresentazione di un'invasione di popoli stranieri dal mare.
Storia del periodo Predinastico
Contesto storico
Il periodo predinastico è convenzionalmente preceduto dal periodo dell'Egitto preistorico, che copre tutto il periodo dall'arrivo dei primi uomini nella regione (avvenuta verso la fine del Pleistocene, durante il Paleolitico) fino grossomodo al periodo neolitico, durante il quale si affermarono culture e insediamenti stabili e avanzati dal punto di vista tecnologici. Già dallo studio di questi insediamenti si può osservare la netta differenziazione tra Alto e Basso Egitto, rafforzatasi e poi nullificatasi durante questo periodo.