Questa voce raccoglie le informazioni riguardanti la Juventus Football Club nelle competizioni ufficiali della stagione 1994-1995.

Stagione

Dopo oltre un ventennio, la Juventus chiuse l'era manageriale di Boniperti ristrutturandosi con un nuovo assetto dirigenziale: nacque la cosiddetta Triade, formata dal direttore generale Luciano Moggi, dall'amministratore delegato Antonio Giraudo e dal vicepresidente Roberto Bettega, quest'ultimo già bandiera bianconera da giocatore. Per la panchina venne scelto l'emergente Marcello Lippi, che archiviò definitivamente l'epoca di Trapattoni. Il centrocampo della squadra fu rivoluzionato con gli arrivi del portoghese Paulo Sousa e del francese Deschamps, più il promettente Tacchinardi; la difesa venne puntellata con Ferrara, mentre in avanti un giovane Del Piero si ritagliò definitivamente un posto in prima squadra.

La nuova dirigenza si occuperà anche di importanti questioni fuori dal rettangolo di gioco: è infatti in questo periodo che il club, alle prese con il «problema» dello stadio delle Alpi, iniziò a concepire in primis l'idea di un nuovo impianto di proprietà, poi parte di una vera e propria cittadella juventina con museo, sede societaria e centro d'allenamento; entrambi i progetti arriverranno a compimento solo due decenni più tardi. Sempre sul versante immobiliare, la Juventus abbandonò il centro Sisport di Orbassano, sede d'allenamento nel precedente quadriennio, per fare ritorno a Torino, usufruendo delle strutture dell'ormai dismesso stadio Comunale; già nel decennio 1933-1943 l'impianto era stato utilizzato dal club come campo d'allenamento, ma parallelamente alla pratica agonistica.

In campionato – il primo della storia ad attribuire i tre punti per la vittoria. –, la rinnovata Juventus si trovò inizialmente a dover inseguire il lanciato di Nevio Scala, rampante provinciale ormai divenuta solida realtà del calcio anni novanta. Nel mese di novembre la squadra torinese, in costante crescita dopo l'iniziale rodaggio, riuscì a recuperare terreno nei confronti degli emiliani. Sul finire dell'anno solare i bianconeri, pur privati dell'apporto del loro capitano Roberto Baggio, seriamente infortunatosi il 27 novembre 1994 a Padova e destinato a rimanere per cinque mesi lontano dai campi, emersero prepotentemente grazie soprattutto al ventenne Del Piero, esploso in poche settimane ai massimi livelli,. nonché a un Vialli lontano parente dello spento attaccante visto nel recente biennio, completamente rigenerato dalla cura-Lippi; i due furono tra le principali pedine su cui la Juventus puntò per la rincorsa al titolo, assieme alla definitiva affermazione del panzer Ravanelli. e del portiere Peruzzi – di lì a breve punti fermi della nazionale italiana – oltreché alla solidità del duo di centrocampo Sousa-Deschamps..

Il 4 dicembre i torinesi, negli ultimi 20' di gioco, rimontarono da 0-2 a 3-2 la al Delle Alpi grazie a un'invenzione allo scadere proprio di Del Piero – un pallonetto al volo rimasto negli annali – mentre l'11 dello stesso mese, dopo la vittoriosa trasferta contro la (4-3), guadagnarono la vetta solitaria della classifica con, peraltro, una gara in meno (il derby annullato a causa dell'alluvione piemontese di novembre) rispetto alle avversarie. Nonostante il passo falso della settimana seguente con il , per un gol fantasma di Galante nel finale di partita, il 1995 si aprì con il successo sui ducali nello scontro diretto dell'8 gennaio al Tardini (3-1), che spinse lundici bianconero verso il simbolico titolo d'inverno.

Tra febbraio e marzo, sfruttando la nuova regola dei tre punti una spregiudicata Juventus, sempre votata all'attacco, seppe accumulare un considerevole vantaggio; sicché gli uomini di Lippi non risentirono troppo delle inattese sconfitte nelle due stracittadine nonché nella partita interna contro il neopromosso . La Vecchia Signora, nelle domeniche successive, amministrò il vantaggio conquistando matematicamente il tricolore il 21 maggio, con due turni d'anticipo, battendo al Delle Alpi un ormai sfiduciato Parma con un netto 4-0. Per la Juventus fu il ventitreesimo scudetto, un'affermazione che si faceva attendere ormai da nove stagioni: un successo che i calciatori bianconeri dedicarono al loro compagno di squadra Andrea Fortunato, promettente terzino scomparso il 25 aprile, neanche ventiquattrenne, dopo aver lottato per quasi un anno contro la leucemia.

Il dualismo con gli emiliani si estese anche alle finali di coppa, egemonizzando il calcio italiano ed europeo di questa stagione. La Juventus realizzò il secondo double nazionale della sua storia – dopo l'allora unico precedente del 1959-1960 – mettendo in bacheca la nona Coppa Italia, superando i gialloblù sia nell'andata a Torino (1-0) sia nel ritorno a Parma (2-0), mentre dovette cedere ai ducali la finale di Coppa UEFA, punita dall'ex Dino Baggio che andò a segno sia nella sconfitta del Tardini all'andata sia nell'inutile pareggio nel retour match di San Siro: il club bianconero aveva infatti scelto di giocare le gare casalinghe di semifinale e finale di Coppa a Milano – una mossa «senza precedenti nella storia juventina» –, al culmine delle summenzionate frizioni con l'ambiente torinese per la gestione del Delle Alpi e relativi introiti commerciali. Per quanto riguarda le statistiche, nell'andata dei trentaduesimi del torneo, Ravanelli marcò una storica cinquina nel 5-1 casalingo al , tuttora un primato bianconero in campo europeo. Sempre Ravanelli, miglior fromboliere stagionale di Madama con 30 gol, si laureò, in coabitazione con il parmense Branca, capocannoniere della Coppa Italia, quinto bianconero nella storia.

Divise e sponsor

Lo sponsor tecnico per la stagione 1994-1995 fu Kappa, mentre lo sponsor ufficiale fu Danone.

Dopo anni di divise nel solco della tradizione, in quest'annata la maglia casalinga juventina andò incontro a una decisa innovazione, pur mantenendo un approccio stilistico abbastanza classico: per la prima volta in quasi un secolo debuttò sulla casacca lo stemma societario, inserito in piccolo nello scollo del colletto, così come scomparve la «scatolina» che dalla stagione 1982-1983 inglobava le due stelle, ora "libere" tra le strisce bianconere; novità anche per quanto concerne l'inserimento del jersey sponsor, per la prima volta in casa juventina riportato con i suoi colori aziendali..

Simile rivoluzione in trasferta,. con l'annata che portò al debutto quella che divenne un «instant classic» tra le seconde divise dei piemontesi: tornò infatti il completo blu già visto negli anni 1970 e 1980, il quale tuttavia ruppe con il passato grazie a due grandi «stellone» gialle – a richiamare il distintivo sportivo – posizionate sopra le spalle; a differenza della maglia casalinga, inoltre, qui lo stemma juventino venne riportato in normali dimensioni nella canonica posizione sul lato sinistro del petto. Il medesimo template fu utilizzato anche per la misconosciuta terza divisa, un completo spezzato giallonero mai sfoggiato in gare ufficiali, e visto in campo unicamente il 14 giugno 1995 al Menti di Vicenza per un'amichevole celebrativa della promozione in Serie A del .

Ancora il succitato template «stellato» venne utilizzato come calco per le divise dei portieri, le quali peraltro – per la prima volta nella storia del club – divennero parte integrante della fornitura tecnica stagionale: per gli estremi difensori juventini vennero approntate due varianti, la prima in toni di grigio, e la seconda gialloblù, quest'ultima cromaticamente all'opposto della seconda divisa della squadra.

Organigramma societario .

Area direttiva Presidente: Vittorio Chiusano Vicepresidente: Roberto Bettega Amministratore delegato: Antonio Giraudo Direttore generale: Luciano Moggi Area organizzativa Responsabile marketing e relazioni esterne: Romy Gai Responsabile settore giovanile: Sergio Secco Addetto stampa: Daniele Boaglio

Area tecnica Allenatore: Marcello Lippi Allenatore in seconda: Narciso Pezzotti Preparatore atletico: Gian Piero Ventrone Preparatore dei portieri: Ivano Bordon Allenatore Juventus Primavera: Antonello Cuccureddu Responsabile osservatori: Andrea Orlandini Area sanitaria Responsabile settore medico: Riccardo Agricola Massaggiatore: Sergio Giunta

Rosa .

Deceduto il 25 aprile 1995.

Acquistato durante la sessione autunnale di calciomercato.

Ceduto durante la sessione autunnale di calciomercato.

Aggregato dalla squadra Primavera.

Calciomercato Sessione estiva (dall'1/7 al 31/8)

AcquistiR.NomedaModalitàC Paulo Sousa definitivo (10 miliardi ₤)C Didier Deschamps svincolato (2 miliardi ₤)D Ciro Ferrara definitivo (9,4 miliardi ₤)C Alessio Tacchinardi definitivoC Luca Fusi definitivoC Robert Jarni definitivo

CessioniR.NomeaModalitàD Dino Baggio definitivoC Andreas Möller definitivoD Julio Cesar definitivoA Zoran Ban definitivoA Fabrizio Cammarata definitivoD Alessandro Dal Canto definitivoC Loris Del Nevo definitivoC Jonathan Binotto definitivoC Roberto Galia definitivoC Christian Manfredini prestitoD Gianluca Francesconi definitivoD Massimiliano Notari prestitoP Fabio Marchioro definitivo

Sessione autunnale

AcquistiR.NomedaModalitàD Alessandro Orlando definitivo

CessioniR.NomeaModalitàA Paolo Di Canio definitivoD Luigi Sartor definitivo

Risultati Serie A

Girone di andata

Girone di ritorno

Coppa Italia

Turni eliminatori

Fase finale

Coppa UEFA

Statistiche Statistiche di squadra .

Andamento in campionato

Statistiche dei giocatori .

Giovanili

Organigramma Area tecnica Settore giovanile Primavera Allenatore: Antonello Cuccureddu Piazzamenti Primavera: Campionato: semifinale Coppa Italia: vincitrice Torneo di Viareggio: quarti di finale Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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