Il libro di tutti i libri è un saggio di analisi letteraria e culturale scritto da Roberto Calasso e pubblicato da Adelphi nel 2019. Al suo interno l'autore prende in considerazione alcuni temi ricorrenti nella Bibbia, e li usa come guida per mettere in evidenza i punti di contatto tra i diversi libri e la loro importanza per l'ebraismo.

Struttura e contenuti L'autore ha precisato che ciò che vuole proporre è una lettura non laica ma nemmeno confessionale dei testi sacriIl libro di tutti i libri | Átopon, per approcciare il testo nella sua dimensione narrativa ma anche sociale, etnografica e mistica. Per questo, oltre alla Bibbia, Calasso fa ricorso alla tradizioni della cabala e del talmudismo. La trattazione non segue un criterio lineare, spostandosi all'interno della storia biblica secondo gli argomenti che intende trattare. Il volume si articola in dodici capitoli, raggruppabili per macro argomenti e per fonti utilizzate. Il capitolo 1. La Torah in cielo, che funge da introduzione, si concentra sulla natura ordinatrice, sovrannaturale e generatrice della Sapienza che si incarna nella Torah. I capitoli 2. Saul, 3. David e 4. Salomone, sono basati su Samuele I e II, Cronache I e II e Re I e II. Il tema centrale qui è quello dell'istituzione della regalità come potere politico ma, anche, come inestricabilmente legato all'unzione sacerdotale, e dunque al rapporto intimo tra Dio e il governo umano all'interno del popolo di Israele. Il capitolo 5. Empie alture, che trae spunto da Re I e II, tratta della coesistenza tra idolatria e monoteismo, e dalla resistenza del primo rispetto all'instaurarsi del secondo. Il capitolo 6. Quelli che andarono via, compie un'analessi e analizza le storie di Abramo, Isacco e Giacobbe in Genesi, per focalizzarsi sul tema dell'elezione e della grazia intesa come selezione ma anche come processo difficoltoso, che richiede un costo, un sacrificio. Il capitolo 7. Mosè parte da Esodo, Numeri, Levitico e Deuteronomio per analizzare le vicende del profeta biblico alla luce dell'instaurarsi di una legge divina ben codificata e strutturata, con altri accenni alla pratica sacrificale. Il capitolo 8. Uno spettro non redento, costituisce un excursus al di fuori del corpo dell'opera, in quanto si sviluppa come discorso delle tesi espresse da Sigmund Freud nel suo saggio L'Uomo Mosè e la religione monoteistica del 1939. In questo volume lo psichiatra viennese strutturava una teoria per cui Mosè fosse in realtà un sacerdote egizio devoto al culto atonista di Akhenaton. Nel capitolo 9. Le prime generazioni, Calasso tratta del mito della creazione, intrecciando la narrazione biblica con quella di altre culture mediorientali, ma concentrandosi sul concetto di colpa e ancora di sacrificio, basandosi su Genesi. Qui vi è particolare insistenza su ritualità e significati simbolici attinenti alla pratica dell'uccisione rituale, dell'olocausto e dell'offerta a Dio. Nel capitolo 10. Ezechiele parla, tratto da Ezechiele ma anche Osea, il tema principale è quello delle profezie e delle responsabilità di Israele di fronte a Dio. I capitolo 11. Intorno al tempio distrutto e 12. Il messia affrontano il processo storico di evoluzione dell'ebraismo, delle pratiche rituali e dell'escatologismo.

Edizioni

Note

Categoria:Saggi di autori italiani