Il vino opimiano (in latino vinum Opimianum ) fu il vino ricavato da una particolare annata vinicola dell'antica Roma.

Storia Come riportato da Plinio il Vecchio nella Naturalis historia, il vino "opimiano" fu quello ricavato dall'annata del 121 a.C., prendendo il nome appunto da uno dei due consoli di quell'anno, ossia Lucio Opimio.Plinio il Vecchio, Naturalis historia XIV, 3. Traduzione inglese disponibile su Secondo Plinio, il vino di quell'annata restò famoso per la sua qualità, tanto che ancora ai suoi tempi, ossia quasi duecento anni dopo, se ne trovava ancora, benché ormai ridotto alla consistenza del miele, imbevibile da solo e usato per tagliare altri vini. Ricorda anche che fu servito durante un banchetto offerto dal poeta Pomponio Secondo all'imperatore Caligola (r. 37-41 d.C.), a 160 anni di distanza dalla vinificazione. Plinio cita il vino opimiano in un altro passo del medesimo libro,Plinio il Vecchio, Naturalis historia XIV, 16. Traduzione inglese disponibile su ove il fatto che l'opimiano risalisse al 121 a.C. dimostra che all'epoca a Roma già esistessero le apothecae per invecchiarvi il vino.

Un "Falerno opimiano di cent'anni" è anche uno dei vini offerti da Trimalcione ai suoi ospiti nella Cena Trimalchionis, episodio del Satyricon di Petronio Arbitro.Petronio Arbitro, Satyricon, 34. Traduzione inglese disponibile su Infine, il vino opimiano è citato anche in tre degli Epigrammi di Marziale.Marziale, Epigrammi III, 82; IX, 87; X, 49.

Note

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