Davide con la testa di Golia è un affresco su intonaco (132,72 × 65,72 cm) eseguito da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1618 e conservato nel Museo Nelson-Atkins di Kansas City del Missouri. Tecnica

Storia Il dipinto appartenne al giudice irlandese James A. Murnaghan (1881-1973), che lo acquistò a Dublino come opera di Tiziano. L’opera era certamente presente nella sua collezione entro il 1925. Negli anni Cinquanta fu esaminata da Sir Denis Mahon, che la attribuì al giovane Guercino, anche sulla base di alcuni disegni preparatori già noti allo studioso.

Nel 1967 il dipinto fu acquistato da Thomas Agnew and Sons di Londra e registrato con il numero di magazzino 6285. Tra il 12 marzo e il 10 aprile 1968 fu esposto presso la stessa galleria nella mostra Old Masters: Recent Acquisitions, con il numero 2 del catalogo. Nello stesso anno fu presentato anche alla mostra Il Guercino, allestita nel Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna dal 1º settembre al 18 novembre, con il numero 24.

Il 20 settembre 1968 l’opera fu acquistata dai fiduciari del David Jennings Discretionary Trust di Londra. Dal febbraio 1969 al luglio 1972 fu concessa in prestito alla Ferens Art Gallery di Hull, senza figurare in catalogo. Il 12 luglio 1972 fu nuovamente acquistata da Thomas Agnew and Sons, che la registrò con il numero di magazzino J.7662. Nel 1973 fu esposta nella mostra England and the Seicento: A Loan Exhibition of Bolognese Paintings from British Collections, tenuta presso Agnew a Londra dal 6 novembre al 7 dicembre, con il numero 32.

Il 3 novembre 1975 il dipinto fu acquistato dal Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City. Nel 1983 fu incluso nella mostra Scenes from the Hebrew Scriptures, organizzata dallo stesso museo dal 2 agosto al 18 settembre, con il numero 44. Descrizione La scena raffigura Davide inginocchiato sul corpo di Golia, del quale stringe con la mano sinistra i capelli della testa recisa, posta a terra in una pozza di sangue. Il giovane, vestito con una corta tunica bruna e un berretto rosso piumato, impugna con la destra una lunga spada e appoggia il ginocchio destro sul torso corazzato del gigante. Sullo sfondo, sotto un cielo chiaro percorso da rade nuvole, compaiono sulla destra due alberi frondosi. Stile Secondo Mahon, la scioltezza della posa di Davide e le caratteristiche stilistiche dell’opera consentono di datarla intorno al 1618. Tale cronologia trova conferma anche nei disegni preparatori collegati al dipinto. La datazione si colloca nel periodo in cui il giovane Guercino, ancora poco esperto nella tecnica dell’affresco, avrebbe ricevuto indicazioni dal quadraturista bolognese Girolamo Curti, detto il Dentone. Malvasia riferisce infatti che Curti lo assistette durante l’esecuzione dell’Ercole e l’Idra sulla facciata di Palazzo Tanari, opera oggi perduta, «insegnando, anzi componendo le mestiche al Guercino ancora giovanotto, del fresco non pratico».

Il dipinto risente fortemente dell’ammirazione del pittore per Tiziano e, più in generale, per la pittura veneta. L’intera concezione della figura di Davide appare infatti più vicina alla tradizione veneziana che a quella caravaggesca; il colore e l’atmosfera dell’opera suggeriscono inoltre una conoscenza diretta degli affreschi di Tiziano, che Guercino potrebbe aver osservato a Padova o a Venezia. Non è tuttavia possibile stabilire con certezza se il dipinto sia stato eseguito prima o dopo il viaggio del pittore a Venezia. Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nel Museo Nelson-Atkins Categoria:Dipinti su David