Il suo lavoro esplora il rapporto tra architettura, arte contemporanea e geopolitica attraverso mostre, progetti istituzionali e ricerche interdisciplinari.Il Giornale dell'Arte, "Rabolli Pansera porta l'arte a Bangkok" È direttore fondatore della Bangkok Kunsthalle e della Khao Yai Art Forest in Thailandia, nonché fondatore e direttore artistico dello St. Moritz Art Film Festival.Art Basel, "Can a kunsthalle turn Bangkok into Southeast Asia's premier art hub?"Šutej, Lucija (7 marzo 2025). "Stefano Rabolli Pansera", Sursuma Magazine Nel 2013, insieme all'architetta Paula Nascimento, ha curato il Padiglione dell'Angola, Luanda, Encyclopedic City, alla 55ª Biennale di Venezia, che ha ricevuto il Leone d'Oro per la Migliore Partecipazione Nazionale.BBC News, "Africa triumphs at the Venice Biennale" (6 giugno 2013) Biografia
Formazione Nato a Brescia, Rabolli Pansera si è laureato con lode presso l'Architectural Association School of Architecture (AA) di Londra nel 2005.Curator Guide, intervista (settembre 2025) Durante gli studi ha sviluppato una ricerca sull'architettura come pratica cinematografica sotto la guida di Pascal Schöning e del suo corso di "Architettura cinematografica".Collivasone, Sara (30 luglio 2026). "Prendersi cura dell'arte e dell'architettura: intervista a Stefano Rabolli Pansera", c plus c Nel 2005 la sua tesi è stata selezionata per le RIBA President's Medals (Part 2), con il progetto Without Here or There, the Dawn over Gibraltar.President's Medals, "Without Here or There, the Dawn over Gibraltar" (2005)
I primi anni di attività professionale Dopo la laurea, Rabolli Pansera è entrato a far parte dello studio di architettura svizzero Herzog & de Meuron a Basilea, dove ha lavorato dal 2005 al 2007. Durante questo periodo ha contribuito a numerosi progetti internazionali, tra cui il masterplan di Monteponi per un'ex area mineraria in Sardegna, il concorso per il Museo Betile in Sardegna e il Burgos Boulevard in Spagna.Herzog & de Meuron, "286 Compendio Minerario di Monteponi", Iglesias, Sardegna (2005–2008)Herzog & de Meuron, "Betile Museum"Herzog & de Meuron, "Burgos Bulevar"
Nel 2007 è tornato all'Architectural Association in qualità di Unit Master, carica che ha ricoperto fino al 2011. La sua attività didattica ha esplorato l'architettura al di là della scala del singolo edificio, concentrandosi invece sulla trasformazione territoriale, sulle infrastrutture energetiche e sulle dimensioni politiche dello sviluppo urbano.Architectural Association, AA Prospectus 2010–2011
Beyond Entropy Nel 2009, mentre insegnava all'Architectural Association, Rabolli Pansera ha fondato Beyond Entropy, una piattaforma di ricerca interdisciplinare che indaga il rapporto tra architettura, energia e geopolitica. Concepita come una rete collaborativa piuttosto che come uno studio di architettura convenzionale, Beyond Entropy ha riunito architetti, artisti, filosofi, scienziati, economisti e teorici politici per esaminare in che modo i sistemi di produzione energetica influenzano l'organizzazione spaziale e le forme contemporanee di urbanizzazione.Rabolli Pansera, Stefano (2012). "Beyond Entropy: From Angola and Sardinia", Parkett, vol. 91, pp. 229–235 La ricerca è nata da una serie di incontri tra architetti, scienziati e artisti, tra cui Massimo Bartolini, baukuh, Peter Coles, Shin Egashira, Alberto Garutti, Andrew Jaffe ed Eyal Weizman, che hanno portato alla realizzazione di otto prototipi dedicati alle nuove forme di energia. Questi prototipi sono stati esposti nella mostra Beyond Entropy: When Energy Becomes Form presso la Fondazione Giorgio Cini, evento collaterale della XII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (26 agosto-19 settembre 2010), accompagnata da un simposio pubblico che ha riunito oltre 30 figure di spicco del mondo della scienza, delle arti e dell'architettura.Fondazione Giorgio Cini, "Beyond Entropy" (26 agosto-19 settembre 2010) Una presentazione correlata si è tenuta alla Triennale di Milano nel 2011.
L'iniziativa ha portato alla pubblicazione di due volumi curati da Beyond Press: Beyond Entropy: When Energy Becomes Form (2011) e Beyond Entropy: When Prototypes Become Space (2012), quest'ultimo con contributi di teorici e artisti tra cui Antonio Negri, Judith Revel, Elizabeth Grosz, Marco Baravalle e Céline Condorelli.Waterstones, "Beyond Entropy: When Prototypes Become Space"Ibraaz, intervista "When Energy Becomes Form"
Beyond Entropy si è successivamente trasformata in un'organizzazione senza scopo di lucro con sede a Londra, che opera attraverso piattaforme regionali quali Beyond Entropy Europe, Beyond Entropy Mediterranean e Beyond Entropy Africa.Nascimento, Paula; Rabolli Pansera, Stefano. "Beyond Entropy", South as a State of Mind Rabolli Pansera ha tenuto conferenze in università quali quelle di Cagliari, Cambridge, Napoli, Wuhan, Seul e Madrid.Anguelova, Katia; D'Alonzo, Claudia (24 settembre 2013). "Chagas photographs reveal the metamorphic nature of objects and spaces in Luanda", Contemporary And
Nello stesso periodo Beyond Entropy ha esteso le proprie attività all'Africa attraverso una collaborazione a lungo termine con l'architetta angolana Paula Nascimento, indagando il rapporto tra architettura, urbanizzazione e sviluppo postcoloniale nei paesi africani di lingua portoghese.
Biennale di Venezia Tra il 2012 e il 2015 Rabolli Pansera ha curato una serie di progetti per la Biennale di Venezia che hanno definito il suo profilo internazionale e consolidato la ricerca sviluppata attraverso Beyond Entropy.
Rabolli Pansera e Paula Nascimento si incontrarono per la prima volta a Venezia nel settembre 2010, durante un workshop organizzato dall'Architectural Association, poco dopo la chiusura della mostra Beyond Entropy, When Energy Becomes Form alla Fondazione Giorgio Cini.Moreira, Paulo (12 agosto 2013). "Changing Nothing So That Everything Is Different: Conversation with Beyond Entropy", ArteCapital In quell'occasione i due architetti decisero di portare avanti la prima partecipazione dell'Angola alla Biennale di Venezia. Dopo una prima fase di raccolta fondi e negoziazione, i due curatori si recarono a Luanda nel novembre 2011 e, con l'assistenza dell'ambasciatore italiano Giuseppe Mistretta, incontrarono il Ministero della Cultura angolano per ottenere il sostegno al progetto. Il Ministero impiegò circa sei mesi per concedere l'approvazione.
Il primo di questi progetti è stato Beyond Entropy Angola, presentato alla 13ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia nel 2012.Domus, "Beyond Entropy Angola" (2012) Il progetto ha esaminato la rapida trasformazione urbana di Luanda attraverso il rapporto tra architettura, energia e sviluppo postcoloniale. Come parte della ricerca, Rabolli Pansera e Nascimento condussero un workshop con studenti del quarto e quinto anno dell'Universidade Metodista de Angola nel quartiere di Cazenga a Luanda, documentando nel dettaglio gli edifici esistenti e le condizioni di vita. La proposta risultante si concentrava sull'Arundo Donax, una pianta le cui radici filtrano naturalmente l'acqua contaminata e i cui steli possono essere trasformati in biomassa, immaginata come una forma di infrastruttura capace di funzionare anche da spazio pubblico. Lo stesso anno, Rabolli Pansera e Nascimento hanno curato Luanda de Baixo P'ra Cima, una mostra presso iperforma a Porto che ha ulteriormente sviluppato questa ricerca attraverso la pratica artistica contemporanea.Zeitz MOCAA, profilo biografico In seguito alla buona accoglienza del progetto per la Biennale di Architettura, la curatrice Bice Curiger invitò i due a scrivere di questa ricerca per la rivista Parkett.
Nel 2013 la collaborazione è culminata nel Padiglione dell'Angola alla 55ª Mostra Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, allestito a Palazzo Cini, sull'Isola di San Giorgio Maggiore. Intitolata Luanda, Encyclopedic City, la mostra presentava fotografie di Edson Chagas, le cui immagini documentavano oggetti di uso quotidiano abbandonati, raccolti in tutta Luanda e reinstallati all'interno dello spazio espositivo. L'allestimento, realizzato con lo studio di grafica e direzione artistica Tankboys, era composto da ventitré pile di manifesti distribuite nelle sale storiche del palazzo senza alterarne la disposizione né i dipinti esistenti, una strategia che i curatori descrissero con il motto "cambiare nulla affinché tutto sia diverso". Il padiglione ha ricevuto il Leone d'Oro per la Migliore Partecipazione Nazionale, segnando la prima volta in cui l'Angola ha partecipato alla Biennale di Venezia con un padiglione nazionale. Il premio generò qualche controversia, incluso un articolo su una rivista tedesca che metteva in dubbio la legittimità dell'Angola e suggeriva che Rabolli Pansera avesse fatto pressioni per ottenere il risultato, un'accusa che i curatori scelsero di non commentare pubblicamente.
Nel 2014 Rabolli Pansera ha proseguito la sua attività alla Biennale di Venezia in qualità di co-curatore, insieme a Jonida Turani, del Padiglione albanese alla 14ª Mostra Internazionale di Architettura. Intitolata Potential Monuments of Unrealised Futures, la mostra ha riunito opere di Edi Hila e Adrian Paci che analizzavano i processi incompleti di modernizzazione dell'Albania a seguito del crollo del regime comunista.ATP Diary, "Potential Monuments of Unrealised Futures"Architectural Association, "Potential Monuments of Unrealised Futures"
Più tardi nello stesso anno, Beyond Entropy Africa ha organizzato Ilha de São Jorge, un progetto di ricerca, esposizione ed editoria sviluppato sull'isola di São Jorge, nelle Azzorre, da Paula Nascimento e Stefano Rabolli Pansera, sulla scia di precedenti ricerche avviate attraverso Beyond Entropy Angola e Luanda, Encyclopedic City.HANGAR, "Ilha de São Jorge / Island of São Jorge" L'iniziativa ha portato alla pubblicazione del volume curato a quattro mani Ilha de São Jorge, con Ana Vaz Milheiro e Stefano Serventi.
Nel 2015, Rabolli Pansera ha curato, insieme a Paula Nascimento e Aladino Jasse, la mostra From Hands to Mind nell'ambito di Experimenta Design a Lisbona. Il progetto di ricerca ed espositivo ha analizzato le pratiche di design emergenti nei paesi africani di lingua portoghese, esaminando il modo in cui i designer e i collettivi locali si appropriano di materiali di scarto per ridefinire le metodologie tradizionali di progettazione.Paula Nascimento, "From Hands to Mind" Il progetto includeva un film di Diego Marcon, Rabolli Pansera e Nascimento, ed è stato successivamente esposto alla XXI Triennale di Milano nel 2016.
Nel 2015 Rabolli Pansera ha curato Il Quarto Stato, la mostra inaugurale della Kunsthalle Brixiae, tenutasi a Palazzo Martinengo Colleoni a Brescia. Nata dalla ricerca di Beyond Entropy sull'urbanizzazione dispersiva nel Nord Italia, la mostra ha riunito opere di Yuri Ancarani, Madoka Furuhashi e Michael Sailstorfer, esplorando il rapporto tra lavoro, produzione industriale e forme contemporanee di manifattura.Artribune, "Kunsthalle Brixiae. A Brescia con Ancarani, Furuhashi e Sailstorfer" (2015)
Più tardi nello stesso anno è tornato alla Biennale di Venezia come curatore del Padiglione islandese, presentando un progetto dell'artista svizzero Christoph Büchel.
Mangiabarche