Membro delle Schutzstaffel con il grado di SS-Obergruppenführer, ricoprì la carica di Höherer SS- und Polizeiführer per la Russia centrale e, dal settembre 1943, quella di Generalkommissar della Bielorussia occupata. Durante la seconda guerra mondiale esercitò i più alti poteri civili e di polizia in tale giurisdizione, ordinando personalmente numerosi crimini di guerra e comandando unità responsabili di gravissime atrocità contro la popolazione civile nei territori occupati.

Biografia Gottberg nacque nella Prussia Orientale da un'antica famiglia aristocratica della Pomerania Anteriore. Dopo aver completato la propria formazione in gestione agricola, si arruolò come volontario allo scoppio della prima guerra mondiale, entrando in servizio il 2 agosto 1914. Prestò servizio per quasi tutta la durata del conflitto, riportando diverse ferite da proiettile e da schegge di granata, e fu decorato con la Croce di Ferro di I e II classe. Conclusa la guerra, si unì insieme ad altri ufficiali smobilitati alla Marine-Brigade Ehrhardt, uno dei principali Freikorps dell'epoca. Nel 1924 fece ritorno nella Prussia Orientale, dove terminò gli studi agricoli e, fino alla fine degli anni venti, lavorò come amministratore di alcune tenute private nei pressi di Königsberg.

Seguendo un percorso comune a molti ex membri dei Freikorps, nel 1931 Gottberg aderì alle SA e nel febbraio 1932 al Partito nazista. Nel settembre dello stesso anno entrò a far parte delle Schutzstaffel (SS).

Alla fine del 1933, con il grado di SS-Sturmbannführer, fu posto al comando del III battaglione del 1° reggimento della SS-Verfügungstruppe a Ellwangen. Il desiderio di strutturare una forza armata permanente (che avrebbe in seguito costituito il nucleo delle Waffen-SS) spinse infatti i vertici delle SS ad avvalersi di personale con esperienza militare maturato durante la prima guerra mondiale.

Nel 1936 Gottberg assunse il comando della 49ª SS-Standarte a Braunschweig. Nel gennaio 1936 rimase gravemente coinvolto in un incidente stradale, a seguito del quale subì l'amputazione della gamba sinistra al di sotto del ginocchio. Heinrich Himmler intervenne personalmente in suo favore, disponendo che le spese per le cure mediche e il risarcimento per il veicolo danneggiato (non di proprietà di Gottberg) venissero coperti dal bilancio dell'organizzazione.

Nel luglio 1937 Himmler intervenne nuovamente per far nominare Gottberg alla guida dell'Ufficio Centrale per la Razza e le Colonie (RuSHA). Tuttavia, Gottberg si dimostrò inadeguato agli incarichi amministrativi assegnatigli; nell'estate del 1939 fu inoltre nominato commissario ad interim per la gestione fondiaria del territorio di Praga. La sua cattiva gestione finanziaria in tali ruoli (caratterizzata da transazioni dubbie, donazioni irregolari, concessione di prestiti a privati, mancanza di controllo sui subordinati e perdite per milioni di Reichsmark) provocò un grave scandalo all'interno dell'amministrazione delle SS. Nel novembre 1939 il suo superiore al RuSHA, Günther Pancke, ne pretese le dimissioni, minacciando di farlo internare in un campo di concentramento.

Grazie a protezioni ai vertici, la sospensione dal servizio e gli arresti domiciliari durarono fino al novembre 1940. Il procedimento disciplinare dinanzi al tribunale interno delle SS, a lungo procrastinato, si celebrò nell'aprile 1942 e si concluse con la sua riabilitazione: la corte stabilì che «errori di valutazione» lo avevano indotto a prendere decisioni «inappropriate», riconoscendogli tuttavia di aver agito con «notevole tenacia, intelligenza e dedizione personale».

Con effetto dal 21 luglio 1942, Gottberg fu nominato SS- und Polizeiführer per la regione della "Weissruthenien" (comprendente il territorio della Bielorussia), carica che mantenne fino al 22 settembre 1943 quando, a seguito dell'assassinio di Wilhelm Kube, assunse l'incarico di Generalkommissar del Generalbezirk Weissruthenien. Inoltre, il 5 luglio 1943 fu designato quale sostituto permanente e capo superiore ad interim delle SS e della Polizia (HSSPF) per la regione Russland-Mitte und Weissruthenien, subentrando a Erich von dem Bach-Zelewski mentre quest'ultimo era impegnato nel coordinamento delle operazioni antipartigiane..

Gottberg sviluppò una nuova strategia per la lotta antipartigiana nei territori occupati dell'Unione Sovietica, promuovendo operazioni estremamente aggressive contro le presunte "basi partigiane", che coincidevano per lo più con centri abitati civili. La sua condotta si tradusse principalmente nell'impiego del terrore sistematico contro la popolazione civile. Intere aree vennero classificate come "zone di bande" (): gli abitanti venivano massacrati o deportati e le abitazioni rase al suolo. In una direttiva operativa, Gottberg stabilì che «nelle zone evacuate tutte le persone sono d'ora in poi da considerarsi bersagli legittimi». Un successivo ordine del 7 dicembre 1942 recitava: «Ogni bandito, ebreo o zigano deve essere considerato un nemico». Al termine della sua prima operazione, il 5 dicembre 1942, Gottberg riferì: «Nemici uccisi: 799 banditi, oltre 300 sospetti banditi e oltre ebrei [...]. Le nostre perdite: 2 morti e 10 feriti. Bisogna avere fortuna».

Di conseguenza, il Kampfgruppe von Gottberg, operando al fianco della SS-Sturmbrigade Dirlewanger e delle brigate Kaminski sotto il coordinamento di Bach-Zelewski, si rese responsabile dello sterminio di massa di centinaia di migliaia di civili bielorussi. Il 21 giugno 1944, pochi giorni prima del crollo del fronte orientale, Gottberg fu nominato HSSPF permanente per la Russia centrale in sostituzione di Bach-Zelewski; il 30 giugno successivo, fu promosso al grado di SS-Obergruppenführer e generale delle Waffen-SS e della Polizia, venendo inoltre insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.

Nel corso dell'operazione Bagration, il Kampfgruppe guidato da Gottberg venne schierato in prima linea per contrastare le manovre offensive dell'Armata Rossa che travolsero il Gruppo d'armate Centro nelle aree di Minsk, Vilnius e Białystok. Incaricate di difendere la città di Minsk e successivamente il settore di Lida, le sue unità abbandonarono le posizioni ripiegando di fronte all'avanzata sovietica, in aperta violazione degli ordini impartiti dal comando della Wehrmacht.

Tra l'agosto e l'ottobre del 1944 Gottberg mantenne il comando del XII SS-Armeekorps. Nel settembre dello stesso anno fu designato responsabile delle operazioni antipartigiane nella Francia occupata ma, a causa del rapido ritiro delle forze tedesche, non entrò mai nell'effettivo esercizio della funzione. Dal dicembre 1944 e fino alla conclusione delle ostilità ricoprì l'incarico di vicecomandante dell'Ersatzheer, l'esercito di riserva coordinato direttamente da Himmler. Nel marzo 1945 gli fu affidato il compito di pattugliare la rete ferroviaria del Reich per rintracciare ed arrestare i militari sbandati o disertori, ricevendo direttive operative anche da Joseph Goebbels nel tentativo disperato di riorganizzare i reparti al fronte.

Catturato dalle forze alleate al termine del conflitto, Gottberg si tolse la vita il 31 maggio 1945 mentre si trovava in stato di prigionia sotto la custodia britannica a Flensburg.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Voci correlate Erich von dem Bach-Zelewski 36. Waffen-Grenadier-Division der SS Operazione Bagration

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