Fu City Architect di Aberdeen dal 1852 fino alla morte e realizzò numerosi edifici pubblici e privati nel nord-est della Scozia. Tra le sue opere più importanti figura il Castello di Balmoral, residenza privata della famiglia reale britannica, progettato per la regina Vittoria e il principe Alberto.

Biografia William Smith nacque ad Aberdeen il 16 settembre 1817, quarto degli otto figli dell'architetto John Smith e di Margaret Grant. Apparteneva a una famiglia di architetti che per quattro generazioni contribuì allo sviluppo urbano di Aberdeen. Frequentò l'Aberdeen Grammar School e il Marischal College, dove conseguì il titolo di Master of Arts; durante gli studi seguì inoltre lezioni di disegno e acquerello con il pittore James Giles.

Terminati gli studi, svolse il praticantato nello studio del padre, lavorando accanto a Robert Kerr, destinato in seguito a diventare professore di architettura al King's College di Londra. Si trasferì quindi a Londra, dove per circa diciotto mesi lavorò come assistente di Thomas Leverton Donaldson. Nello studio di Donaldson ebbe accesso alla sua vasta biblioteca e alla raccolta di antichità classiche e potrebbe averne seguito anche le lezioni all'University College. Il 25 luglio 1842 fu ammesso come Associate del Royal Institute of British Architects (ARIBA), presentato dallo stesso Donaldson, Samuel Angell e George Bailey. Poco dopo intraprese un viaggio di studio in Italia e Grecia, protrattosi per quasi due anni.

Rientrato ad Aberdeen, tornò nello studio paterno come senior assistant e ne divenne socio nel 1845. L'anno seguente ricevette uno dei suoi primi incarichi di rilievo, la progettazione del Trinity Hall di Union Street. Con il progressivo peggioramento della salute del padre assunse una parte crescente delle sue responsabilità e nel 1852 gli succedette ufficialmente nell'incarico di Superintendent of the Town's Works di Aberdeen, funzione generalmente assimilata a quella di City Architect. Mantenne l'incarico fino alla morte, affiancandolo all'attività privata dello studio e progettando numerosi edifici civili, religiosi e residenziali nel nord-est della Scozia.

Il 2 luglio 1846 sposò Mary Blaikie, nata il 27 settembre 1826, figlia del medico navale Patrick Blaikie e appartenente a una nota famiglia di industriali siderurgici di Aberdeen. Dopo il matrimonio la coppia si stabilì al numero 142 di King Street, dove Smith visse fino alla morte. Ebbero sedici figli, otto dei quali raggiunsero l'età adulta e frequentarono l'Università di Aberdeen; soltanto il maggiore, John, nato il 5 luglio 1847, intraprese la professione di architetto e in seguito entrò nello studio paterno.

Negli ultimi anni Smith continuò a esercitare sia come architetto sia come funzionario municipale. Dopo la morte del figlio John nel 1887, lo studio fu associato a quello dell'ex allievo William Kelly con la denominazione W & J Smith and Kelly. William Smith morì nella propria abitazione di King Street ad Aberdeen il 22 dicembre 1891, all'età di settantaquattro anni.

Progetto di Balmoral

Nel 1852, poco dopo l'acquisto della tenuta di Balmoral da parte della regina Vittoria e del principe Alberto, William Smith fu incaricato di progettare una nuova residenza destinata a sostituire il precedente castello. L'incarico giunse in un momento di transizione: i primi studi per l'ampliamento dell'edificio erano stati elaborati con il padre John Smith, ma la sua morte, avvenuta nello stesso anno, lasciò a William la responsabilità del progetto.

Il progetto definitivo fu sviluppato in stretta collaborazione con il principe Alberto, che seguì personalmente numerosi aspetti della realizzazione pur lasciando all'architetto la definizione tecnica e costruttiva dell'edificio. La corrispondenza conservata nei Royal Archives documenta i frequenti contatti tra Smith e il colonnello Charles Beaumont Phipps, segretario privato del principe, attraverso il quale venivano trasmesse osservazioni e indicazioni progettuali.

Smith adottò il linguaggio dello stile baronale scozzese, concependo un edificio in granito caratterizzato da una pianta regolare, da una dominante torre dell'orologio e da un insieme di torrette, frontoni e coronamenti ispirati all'architettura castellana della Scozia. Il nuovo castello fu costruito circa 90 metri a nord-ovest della residenza preesistente, permettendo alla famiglia reale di continuare ad abitare il vecchio edificio durante l'intera durata dei lavori.

La prima pietra fu posta il 28 settembre 1853 e il castello venne completato nel 1856. Una volta ultimati i lavori, il precedente edificio fu demolito. Un'iscrizione collocata sul nuovo castello ricorda il ruolo di Smith quale architetto dell'opera.

Altre opere Oltre al Castello di Balmoral, William Smith svolse un'intensa attività professionale contribuendo in maniera significativa allo sviluppo architettonico di Aberdeen e dell’Aberdeenshire nella seconda metà del XIX secolo. Nel suo ruolo di architetto municipale di Aberdeen progettò edifici pubblici, ospedalieri e infrastrutturali, affiancando a tali incarichi una vasta attività privata che comprendeva residenze, chiese, edifici scolastici e opere di servizio.

Tra i suoi primi lavori di rilievo figurò il Trinity Hall di Union Street, realizzato tra il 1844 e il 1846 insieme al padre John Smith, considerato una delle opere che contribuirono ad affermarne la reputazione professionale. Negli anni successivi progettò l'Anderson Institute di Lerwick, il Fairview Engine House per l'acquedotto municipale di Aberdeen, il Boys' and Girls' Hospital e il City Hospital, contribuendo inoltre alla ricostruzione della Kirk of St Nicholas, uno degli edifici religiosi più importanti della città.

L'attività di Smith interessò anche l'architettura residenziale e quella ecclesiastica. Tra le opere più rappresentative si annoverano Garthdee House, realizzata nel 1872 per l'imprenditore John Moir Clark, la Rosemount Parish Church e numerosi interventi presso residenze private dell'Aberdeenshire, fra cui Haddo House. Dopo il completamento di Balmoral continuò inoltre a collaborare con la tenuta reale, progettando le nuove scuderie e altri edifici di servizio.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni William Smith II, Dictionary of Scottish Architects, scheda dedicata a William Smith.