Lanemone di Mertens (Stichodactyla mertensii ) è un'anemone di mare della famiglia Stichodactylidae.
Distribuzione e habitat È presente nelle barriere coralline tropicali del Mar Rosso e dell'area Indo-Pacifica, dalle coste dell'Africa orientale fino alla Micronesia e alla Melanesia.
Descrizione
Arriva fino a 100 cm di diametro. Presenta una colonna, molto corta, ricoperta da piccole protuberanze, simili a delle verruche; sulla parte terminale della colonna si allarga un ampio disco periorale, carnoso, dal bordo ondulato e sinuoso; la parte inferiore del disco periorale è costellata da altre verruche adesive che mantengono il disco ancorato al substrato; la parte superiore del disco periorale è coperta da corti tentacoli e presenta al centro un grosso spazio libero, di forma ellittica, quasi completamente occupato da un grosso stoma, leggermente rientrante rispetto al disco circostante, che mette in comunicazione con una cavità gastrovascolare interna, che assolve alla duplice funzione di digestione ed assimilazione delle sostanze organiche, per il nutrimento, e di scambio gassoso, per la respirazione. Il disco periorale è molto ricettivo alla luce ed agli stimoli sensoriali, ed è continuamente in movimento, allargandosi enormemente e restringendosi fin quasi a scomparire; a differenza degli altri appartenenti alla famiglia il disco periorale non presenta tentacoli lungo il margine. I tentacoli, lunghi generalmente 20 mm, hanno una forma a barile e sono ricoperti quasi esclusivamente da cellule, dette cnidociti, contenenti organi urticanti, detti nematocisti, motivo per cui sono urticanti ma poco appiccicosi; traslucidi ed opalescenti, sono intensamente colonizzati dalle microalghe zooxantelle endosimbionti. La colonna è di un color grigio tendente al verde mentre le verruche sono di un color marrone chiaro, magenta o arancione; la parte superiore del disco periorale è di svariati colori quali il rosa carico, il verde, l'ocra, il giallo, in relazione alla quantità ed alla specie di alghe zooxantelle presenti in simbiosi nei tessuti; la parte inferiore è, invece, caratterizzata dalla presenza di piccole macchie colorate, disposte radialmente.
Ecologia
Come molte altre specie di anemoni di mare tropicali, ospita numerosi organismi simbionti.
Dentro i propri tessuti ospita piccole microalghe dinoflagellate unicellulari endosimbionti, le zooxantelle. La presenza di questi organismi autotrofi endosimbionti vincola la presenza dell'anemone di Mertens in acque poco profonde e ben illuminate per consentire la fotosintesi all'ospite vegetale. Le zooxantelle, come tutti gli organismi vegetali, assorbono l'anidride carbonica ed i sali minerali e, grazie alla luce solare, li trasformano in numerose sostanze nutritive che vengono successivamente cedute all'organismo che le ospita; in questo modo l'anemone riceve una parte del nutrimento che gli occorre dalla simbiosi con le zooxantelle.
Come molte altre specie di anemoni di mare delle barriere coralline tropicali, l'anemone di Mertens vive in simbiosi mutualistica con diverse specie di pesci pagliaccio: Amphiprion akallopisos, Amphiprion akindynos, Amphiprion allardi, Amphiprion bicinctus, Amphiprion chagosensis, Amphiprion chrysogaster, Amphiprion chrysopterus, Amphiprion clarkii, Amphiprion ephippium, Amphiprion fuscocaudatus, Amphiprion latifasciatus, Amphiprion leucokranos, Amphiprion ocellaris, Amphiprion percula, Amphiprion polymnus, Amphiprion sandaracinos, Amphiprion thiellei, Amphiprion tricinctus, che vivono al riparo dai predatori tra i tentacoli dell'anemone, al cui veleno sono immuni grazie al muco che ricopre la loro pelle. L'anemone di mare in cambio ha un valido alleato contro i suoi predatori: i pesci pagliaccio infatti, dall'indole fortemente aggressiva e territoriale, aggrediscono qualsiasi pesce si avvicini all'attinia.
Può avere inoltre rapporti di commensalismo con il pesce pomacentride Dascyllus trimaculatus, il granchio porcellana Neopetrolisthes maculatus e i gamberetti del genere Periclimenes.
Note
Altri progetti
Categoria:Actiniaria Categoria:Taxa classificati da Johann Friedrich von Brandt