Segretario del Partito Repubblicano Italiano per quasi un decennio, nel 1981 il presidente Sandro Pertini lo nomina presidente del Consiglio dei ministri. Guida una coalizione di cinque partiti dominati dalla Democrazia Cristiana (DC), diventando il primo capo di governo laico non democristiano nella storia della Repubblica Italiana, uno dei pochi a diventarlo da senatore, nonché l'unico a provenire dal PRI.
Dimessosi poco meno di due anni dopo, nel 1983 gli viene affidato il Ministero della Difesa, mentre nel 1987 viene eletto presidente del Senato della Repubblica. Nominato senatore a vita da Francesco Cossiga nel 1991, diventa presidente supplente della Repubblica Italiana dopo le dimissioni di quest'ultimo e fino al giuramento di Oscar Luigi Scalfaro nel 1992. Due anni dopo, pochi mesi prima di morire, perse la presidenza del Senato contro Carlo Scognamiglio.
Biografia Giovinezza ed istruzione
Nacque in una famiglia borghese: la madre era Lionella Batisti, mentre il padre Guido Spadolini era un pittore macchiaiolo, proprietario di una grande biblioteca nella quale il giovane Giovanni studiò e iniziò a formare la sua cultura ispirata ai valori laici, liberaldemocratici e repubblicani. Fu un assiduo studente, brillante in tutte le materieFirenze, le pagelle (ritrovate) di Fallaci, Terzani e altri big, Corriere Fiorentino-Cronaca, inserto del Corsera, 16 maggio 2016, al Liceo classico statale Galileo. Pubblicò il suo primo articolo nel 1944 su Italia e Civiltà, un periodico fascista critico degli eccessi del regimeSimonetta Bartolini (a cura di), Barna Occhini-Giovanni Papini: Carteggio: 1932-1956, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2002 a cui collaborava anche il filosofo idealista Giovanni Gentile.
Attività giornalistica Nel secondo dopoguerra Spadolini divenne giornalista, collaborando dal 1947 al quotidiano romano Il Messaggero, diretto da Mario Missiroli. Fu notato da Mario Pannunzio che lo invitò a scrivere sul suo nuovo settimanale, Il Mondo fondato nel 1949Giovanni Spadolini, "Com'erano i giornali nel 1948“ne Il mondo in bloc-notes. 1986-1988, Longanesi & C., 1988, pp. 261-263.. Dal 1950 collaborò anche al Borghese di Leo Longanesi (che, in quell'anno, gli pubblicò il saggio d'esordio Il Papato socialista). Spadolini scrisse per un certo periodo di tempo sia sul Mondo sia sul Borghese, poi scelse di continuare a collaborare solo col primo dicendo a Longanesi che il suo impegno con Il Mondo era precedente e che Pannunzio insisteva perché si separasse dal Borghese.. Poco dopo iniziò comunque a scrivere come notista politico su un nuovo settimanale, Epoca, diretto da Alberto Mondadori, il figlio di Arnoldo.Alberto Mazzuca, Penne al vetriolo, op.cit. pp.124-125. Nel 1953 venne chiamato al Corriere della Sera come editorialista da Missiroli, che era passato nel frattempo alla guida del quotidiano milanese.
Dopo soli due anni divenne direttore di un quotidiano, salendo alla guida de Il Resto del Carlino, ad appena 29 anniLa corrispondenza diplomatica statunitense evidenzia che «con la direzione di Giovanni Spadolini, Il Resto del Carlino, il giornale più importante dell'area tra Milano e Roma, è diventato più filoamericano e antineutralista»: Ennio Caretto, L'offensiva sugli intellettuali caldeggiata dall'ambasciatrice Luce. Una diplomatica anticomunista. Troppa Cgil per Tolstoj, Corriere della Sera, 17 aprile 2005.. Nel 1961 fu in predicato per la direzione del Corriere della Sera, essendo ritenuto il pupillo del direttore uscente Missiroli, ma l'opposizione manifestata dagli elementi più autorevoli della redazione e una frattura insorta in seno alla famiglia Crespi mandò a monte il progetto e, al posto di Spadolini, fu designato Alfio Russo.Paolo Granzotto, Montanelli, Ti ricordi Indro?, Società Europea di Edizioni S.p.A., Milano, p. 135. ISBN 9 778118 178454 Mantenne la direzione del Carlino per tredici anni, un periodo insolitamente lungo per il quotidiano bolognese, fino al 1968, quando, succedendo a Russo, divenne direttore del Corriere.
Spadolini avvicinò nettamente la linea politica del giornale al centrosinistra. La sua esperienza al giornale fu più breve della media (di solito i contratti dei direttori del Corriere duravano cinque anni) poiché si concluse con il licenziamento anticipato, nel marzo 1972. Nel maggio di quell'anno dovevano tenersi le elezioni politiche anticipate e Indro Montanelli suggerì a Ugo La Malfa, che gli aveva offerto un collegio senatoriale sicuro, di candidare Spadolini al suo postoIndro Montanelli: I conti con me stesso (2009). In Corone e maschere - ritratti d'Oriente e Occidente, (2001), Enzo Bettiza sostiene invece che Spadolini avrebbe domandato a Giovanni Malagodi, segretario del PLI, il collegio senatoriale di Milano centro e, vistoselo rifiutare, avrebbe fatto la stessa richiesta a La Malfa. Secondo Franco Di Bella, Corriere segreto (1983), pag. 131, a Spadolini sarebbero pervenute tre offerte di candidatura: da parte del PLI, del PSDI e del PRI. Spadolini andò a pranzo con Ugo La Malfa e Indro Montanelli e accettò la proposta del presidente del PRI.. Spadolini fu eletto nelle liste del PRI come indipendente, iniziando una brillante carriera politica.
Attività accademica Fu chiamato dalla Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Firenze, il cui preside, Giuseppe Maranini, era stato colpito dai suoi scritti. L'ateneo fiorentino istituì appositamente per lui una cattedra in Storia contemporanea alla "Cesare Alfieri". Fu autore di numerosi saggi sulla storia italiana tra Otto e Novecento, incentrati sui movimenti cattolici, radicali e repubblicani. Nel 1967 fondò a Firenze, insieme al celebre costituzionalista Silvano Tosi e a Paolo Barile, il Seminario di Studi e Ricerche Parlamentari, originariamente avente sede in piazza dell'Indipendenza.
Anche in seguito, pur nel fervore dell'attività politica, mai trascurò l'impegno intellettuale e culturale: fu dal 1956 (formalmente dal 1972) alla morte del direttore del periodico Nuova AntologiaEssendo direttore del Resto del Carlino dal 1955, non poteva assumere ufficialmente la carica di direttore: fu quindi adottata la formula del Comitato direttivo, di cui Spadolini faceva parte. Assunse la direzione formale del periodico appunto nel 1972, dopo aver lasciato il Corriere della Sera. e per 18 anni (dal 1976 alla scomparsa) presidente del consiglio di amministrazione dell'Università Bocconi di Milano; nel 1980 creò la "Fondazione Nuova Antologia" e nel 1990 fu nominato presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici, fondato da Benedetto Croce.
Durante gli anni della sua attività politica sospese quella accademica, mettendosi in aspettativa.
Attività politica Primi incarichi Eletto senatore come indipendente nel PRI alle elezioni politiche del 1972, nel 1974 fu uno dei principali promotori della nascita del Ministero per i beni culturali e ambientali, divenendo il primo dei nuovi ministri dotato di portafoglio (le competenze del nuovo ministero spettavano precedentemente al Ministero della pubblica istruzione e al Ministero dell'Interno o ad un Ministro senza portafoglio) nel governo "bicolore" DC-PRI presieduto da Aldo Moro (il cosiddetto governo "Moro-La Malfa"). Con pochi fondi a disposizione (inizialmente provenienti unicamente dai tagli al Ministero della pubblica istruzione) il nuovo ministero, programmaticamente definito "per" i beni culturali a rimarcare la volontà di creare un organo prevalentemente tecnico come desiderava Spadolini, raccolse, in buona parte, le competenze e le funzioni in materia che erano prima del Ministero della pubblica istruzione, quali le antichità e le belle arti, le accademie e le biblioteche. A queste competenze e funzioni se ne aggiunsero alcune del Ministero dell'interno, come gli archivi di Stato e della presidenza del Consiglio dei ministri, come la discoteca di Stato, l'editoria libraria e diffusione della cultura.
In questa particolare veste promosse nuove norme contro il traffico illegale di beni culturali (legge n. 873 del 30 ottobre 1975 per la ratifica e l'adozione della Convenzione internazionale precedentemente firmata a Parigi il 14 novembre 1970), una nuova legge a favore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (legge n. 190 del 27 maggio 1975) e nuove norme contro il furto ed il danneggiamento delle opere d'arte (legge n. 176 del 27 maggio 1975).
Nel 1979 fu per pochi mesi Ministro della pubblica istruzione e fu eletto Segretario nazionale del Partito Repubblicano Italiano.
Presidente del Consiglio
Nel 1981 fu nominato presidente del Consiglio dei ministri, il primo non democristiano nella storia dell'Italia repubblicana, e incaricato di formare un nuovo esecutivo dal presidente della Repubblica Pertini.
Uno dei provvedimenti più famosi di questo governo fu il varo, a seguito dello scandalo della loggia massonica deviata P2 e della costituzione della Commissione parlamentare P2, della cosiddetta "legge Spadolini-Anselmi" (legge n. 17 del 25 gennaio 1982) sulla soppressione delle società segrete.
Sotto il suo governo venne scelta Comiso (RG) come sede per l'installazione di una base per 112 missili a testata nucleare Cruise. Contro questa decisione ci furono diverse manifestazioni di protesta delle organizzazioni pacifiste, spesso guidate dall'onorevole Pio La Torre, ucciso nel 1982 dalla mafia.
Il governo Spadolini, su richiesta dalla DC, l'8 gennaio 1982, varò nuove misure repressive, cosiddette "anti terrorismo", fra le quali la difesa delle carceri di massima sicurezza da parte di unità dell'esercito.
Sotto il suo governo fu liberato a Padova il 28 gennaio 1982, il generale americano James Lee Dozier, sottocapo delle forze terrestri della Nato nel Sud Europa, sequestrato dalle Brigate Rosse. La liberazione avvenne al culmine delle indagini guidate da Umberto Improta, con un'incursione dei NOCS dopo 42 giorni nell'appartamento di via Pindemonte; fu lo stesso presidente statunitense Ronald Reagan a congratularsi via telefono per la sua liberazione. La fine del sequestro Dozier è considerato l'episodio di grande riscossa nazionale che segna l'inizio del declino delle Brigate Rosse in Italia dopo gli eventi degli anni di piombo. Nello stesso anno, il 29 maggio, venne inoltre emanata una legge che favoriva la dissociazione dei brigatisti.
Altro risultato ottenuto dallo statista fiorentino fu il taglio dell'inflazione passata in un anno da 22 a 16 punti percentuali grazie ad un accordo ottenuto dal governo con i sindacati.
In campo internazionale il governo presieduto da Spadolini dovette far fronte alle situazioni di tensioni derivanti dal primo scontro aereo del golfo della Sirte, dall'assassinio del Presidente egiziano Anwar al-Sadat, dallo scontro in atto in Polonia tra il generale Wojciech Jaruzelski e Solidarność e dello scoppio della guerra delle Falkland.