Santa Margherita da Cortona è un dipinto (255 x 170 cm) a olio su tela di Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino databile al 1648 conservato nella Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano. Storia La prima attestazione a stampa dell'opera si trova nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia, pubblicata nel 1678, dove il dipinto è ricordato sotto l'anno 1648. La notizia fu ripresa anche nell'edizione ottocentesca dell'opera curata da Giampietro Zanotti.
La documentazione relativa alla commissione è invece conservata nel Libro dei conti Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. dove alla data del 23 novembre 1646 vi è registrata la caparra versata da Alessandro Martinelli di Cesena per il «Quadro della Beata Margherita da Cortona»; la somma pattuita, pari complessivamente a 125 ducatoni, ossia 33 scudi e mezzo, comprendeva anche le spese per la tela, il telaio e il prezioso blu oltremare. Il saldo del compenso, pari a 162 scudi e lire 2, è registrato il 17 giugno 1648.
Il dipinto era stato destinato alla chiesa del monastero benedettino dello Spirito Santo di Cesena, appartenente alla comunità delle cosiddette Santine e allora situato in contrada Talamello. In seguito l'opera passò nella collezione della famiglia Ghini. La sua presenza in casa Ghini è attestata nel 1841 da Gaetano Giordani, il quale, in una nota alla Felsina pittrice, ricordava che il quadro «che era nella Chiesa delle Monache dello Spirito Santo: passò alla nobilissima Casa Ghini».
La commissione dell'opera è riconducibile al cardinale Francesco Albizzi, per conto del quale agì come intermediario Alessandro Martinelli, suo parente. In seguito il dipinto entrò nella collezione della famiglia Ghini attraverso Violante Albizzi, che lo portò in dote. Rimase presso la famiglia fino al 1863, quando fu venduto a un sensale romano; successivamente passò nella collezione di Pio IX. Descrizione e stile Il dipinto rappresenta Margherita da Cortona, raffigurata inginocchiata, con le mani giunte in preghiera e lo sguardo rivolto verso l'alto, dove compaiono due cherubini. La santa indossa l'abito francescano, con il velo sul capo e il cordone stretto alla vita. La scena è ambientata entro uno spazio architettonico essenziale, definito da una colonna sulla sinistra e da una parete sulla destra; tra i due elementi si apre uno scorcio di paesaggio, mentre sul margine destro della composizione affiora lo spigolo di un altare.
L'opera presenta caratteri propri della fase tarda del Guercino, tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio del decennio successivo: la stesura pittorica si fa più sottile, la tavolozza più chiara e l'insieme acquista una maggiore misura formale. Particolarmente raffinati risultano i due cherubini e lo scorcio paesistico, nel quale il pittore impiega il prezioso blu oltremare, raggiungendo un equilibrio di gusto ormai pienamente classico. Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella Pinacoteca Vaticana Categoria:Dipinti su santa Margherita da Cortona