Il Rose-Noëlle è stato un trimarano da crociera di famoso per essere stato protagonista di un'eccezionale vicenda di sopravvivenza marittima nel 1989. Dopo essersi capovolto nell'Oceano Pacifico meridionale a causa di un'onda anomala, l'imbarcazione rimase alla deriva per fungendo da rifugio per i quattro membri dell'equipaggio (il proprietario John Glennie, Rick Hellriegel, Phil Hoffman e James Nalepka), che riuscirono a sopravvivere fino a raggiungere le coste della Nuova Zelanda.

Il viaggio e il ribaltamento Il trimarano Rose-Noëlle salpò dal porto di Picton, in Nuova Zelanda, con destinazione Tonga. A bordo si trovavano lo skipper e costruttore dell'imbarcazione John Glennie e altri tre uomini: Rick Hellriegel, Jim Nalepka e Phil Hoffman.

Nelle prime ore del 4 giugno 1989, mentre navigava al largo della costa neozelandese, la barca fu investita da un'onda anomala scatenata da una violenta tempesta. Il trimarano si capovolse istantaneamente. La struttura in multistrato di legno e resina epossidica consentì allo scafo sottosopra di non affondare, poiché le sacche d'aria rimaste intrappolate all'interno garantirono la galleggiabilità.

La sopravvivenza alla deriva I quattro naufraghi trovarono riparo all'interno del relitto capovolto, condividendo uno spazio ristretto e costantemente allagato. Per quattro mesi svilupparono un sistema di sussistenza improvvisato: Raccoglievano l'acqua piovana incanalandola dalla carena emersa tramite tubi di fortuna e teli di plastica. Si cibavano di pesci (principalmente molve e pesci volanti) attratti dal relitto, molluschi cresciuti sullo scafo e occasionalmente uccelli marini. Modificarono un piccolo fornello da campo a gas per cucinare all'interno della sezione emersa e assemblarono brande sospese per isolarsi dall'acqua di mare gelida.

Nonostante il freddo dell'inverno australe e le scarse dotazioni di bordo, la coesione del gruppo evitò conflitti fatali e consentì a tutti di mantenere buone condizioni fisiologiche.

Lo spiaggiamento e le polemiche Il 30 settembre 1989, dopo e oltre di deriva incondizionata, il Rose-Noëlle andò a incagliarsi sulle rocce di Great Barrier Island (Aotea), a nord-est di Auckland. Tutti e quattro gli uomini riuscirono a raggiungere la costa sani e salvi.

L'opinione pubblica e la polizia neozelandese accolsero inizialmente la vicenda con forte scetticismo: l'aspetto pulito e le buone condizioni di salute dei naufraghi sollecitarono il sospetto che la deriva fosse stata una messinscena legata al traffico di stupefacenti o a una truffa assicurativa. Un'indagine ufficiale condotta dalle autorità marittime confermò tuttavia il racconto dell'equipaggio, analizzando le incrostazioni marine sulla carena e il grado di deterioramento del trimarano.

Nella cultura di massa La vicenda del Rose-Noëlle è considerata una delle più celebri storie di sopravvivenza in mare della navigazione moderna.

Opera letteraria John Glennie, The spirit of Rose-Noelle: 119 days adrift a survival story, ISBN 9780449220825.

Adattamento cinematografico 119 giorni alla deriva (Abandoned, 2015), film per la televisione diretto da John Laing, con Dominic Purcell nel ruolo di James Nalepka.

Bibliografia

Voci correlate Sopravvivenza Onda anomala

Categoria:Multiscafi Categoria:Naufragi e incidenti marittimi nell'Oceano Pacifico Categoria:Storia della Nuova Zelanda