NGC 1193 è un ammasso aperto situato nella costellazione di Perseo. Si trova a una distanza stimata di circa anni luce dal sistema solare, all'interno della Via Lattea.

Caratteristiche NGC 1193 si configura come un vecchio e relativamente compatto ammasso stellare aperto. Secondo il sistema di classificazione di Robert Trumpler, l'oggetto è catalogato con la sigla II 3 m, indicando un ammasso staccato con una forte concentrazione centrale e composto da un numero medio di stelle (tra 50 e 100 componenti). L'ammasso si distingue in particolare per la sua eccezionale longevità: con un'età stimata in circa 4,6 miliardi di anni, si colloca stabilmente tra gli ammassi aperti più antichi conosciuti all'interno della nostra galassia.

Le misurazioni tridimensionali derivate dai dati della missione spaziale Gaia indicano una distanza dal nostro sistema solare pari a circa 5562 parsec (18142 anni luce). L'ammasso presenta inoltre una velocità radiale media di circa -82 km/s, a riprova del suo moto di avvicinamento al sistema solare. Gli studi fotometrici confermano una bassa metallicità stellare pari a [Fe/H] = -0,30 dex, un valore tipico delle popolazioni stellari formatesi nelle prime epoche del disco galattico.

Osservazione Con una magnitudine apparente integrata di circa 12,6 nella banda V, l'ammasso possiede una luminosità superficiale modesta. Di conseguenza, risulta invisibile a piccoli strumenti e richiede l'ausilio di telescopi amatoriali avanzati di diametro medio-grande (almeno 250 mm) o l'utilizzo di tecniche di astrofotografia a lunga esposizione per poter essere chiaramente separato dal fondo cielo e risolto nelle sue componenti stellari principali.

La sua coordinata di declinazione settentrionale (+44° 22' 59") lo posiziona saldamente nel cielo boreale. È pertanto agevolmente visibile per gran parte dell'anno da latitudini medie como quelle dell'Europa e dell'Italia, raggiungendo il culmine e le migliori condizioni di visibilità durante i mesi autunnali e invernali.

Scoperta L'ammasso è stato scoperto dall'astronomo britannico William Herschel il 24 ottobre 1786. Herschel lo registrò originariamente descrivendolo come un oggetto debole, considerevolmente grande ed estremamente granuloso, ma non risolto in singole stelle. Successivamente, l'astronomo John Dreyer ne raccolse i dati storici includendolo nel New General Catalogue con l'attuale numerazione progressiva.

Note

Voci correlate Oggetti non stellari nella costellazione di Perseo Catalogo NGC completo - 1000-1999

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