La sua attività di ricerca riguarda principalmente l'arte e l'archeologia greca e romana, la ceramica attica, la museologia e la tutela del patrimonio archeologico. Ha svolto attività presso il J. Paul Getty Museum ed è stata coinvolta nella vicenda relativa alla restituzione alla Sicilia della cosiddetta Dea di Morgantina. Nel 2002 ha rintracciato l'Arrotino Lanfranchi, scultura rinascimentale ritenuta perduta, proponendone l'attribuzione a Michelangelo Buonarroti o alla sua cerchia.Paolo Moreno, «C'è anche un Ercole con l'orma di Michelangelo. Oltre l'Arrotino: una statua nella Reggia di Caserta ricorda il David al Bargello e il San Paolo del Duomo di Siena», La Stampa, TTL, 1º giugno 2002, p. 11.

Biografia

Formazione e attività accademica Si è formata in archeologia classica all'Università degli Studi di Firenze, dove ha compiuto studi specialistici nel campo dell'arte e dell'archeologia greca e romana.

Ha collaborato con istituzioni archeologiche e museali italiane e ha svolto attività presso il dipartimento di antichità del J. Paul Getty Museum. È professoressa associata di archeologia classica presso l'Università Kore di Enna.

La sua produzione scientifica comprende studi sulla ceramica attica, sull'archeologia della Sicilia, sull'iconografia e sulla museologia. Tra i suoi contributi figura La Sicilia greco-romana, pubblicato nel 2016 nel volume Sicilia dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

Museologia e tutela del patrimonio Zisa è intervenuta pubblicamente sui temi della circolazione delle opere archeologiche, dei prestiti museali, della conservazione dei materiali nei depositi e della tutela dei monumenti.

Nel 2014, in relazione alle richieste di trasferimento di reperti conservati al Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa, propose forme di collaborazione tra istituzioni museali e suggerì di affidare a giovani studiosi attività di ricerca sui materiali conservati nei depositi.Isabella Di Bartolo, La Sicilia, 18 luglio 2014.

Nel 2012 intervenne pubblicamente contro l'ingresso di automobili nel Teatro greco di Siracusa in occasione di una manifestazione automobilistica, contestando l'utilizzo del monumento per eventi ritenuti incompatibili con la sua tutela.«Il Teatro greco di Siracusa trasformato in pista per auto», Il Giornale dell'Arte, 16 ottobre 2012.

L'Arrotino Lanfranchi

Nel 2002 Zisa rintracciò nel collezionismo privato una scultura in pietra arenaria proveniente dalla collezione di Palazzo Lanfranchi a Pisa, nota come Arrotino Lanfranchi, che la letteratura precedente considerava perduta. Ne propose l'attribuzione a Michelangelo Buonarroti o alla sua cerchia.

La ricerca fu oggetto di un dibattito sulle pagine culturali de La Stampa. Salvatore Settis, intervenendo sulla proposta, considerò convincenti gli elementi relativi alla provenienza e alla datazione cinquecentesca dell'opera, mantenendo invece una posizione prudente sull'attribuzione a Michelangelo.Salvatore Settis, «L'Arrotino Medici e la paternità di Michelangelo», La Stampa, TTL, 20 aprile 2002, p. 10. Successivamente Paolo Moreno dedicò alla questione l'articolo C'è anche un Ercole con l'orma di Michelangelo, pubblicato su La Stampa-TTL il 1º giugno 2002. Moreno attribuì alla ricerca di Zisa una «spettacolare svolta» nella questione del cosiddetto Michelangelo perduto e sviluppò autonomamente il confronto tra l'Arrotino e opere riferibili alla produzione michelangiolesca, considerando persuasivi alcuni dei confronti formali proposti dalla studiosa.

L'opera fu successivamente presentata nella mostra And There Was Light: Leonardo, Michelangelo and Raphael, tenutasi a Göteborg nel 2010. La riemersione dell'opera suscitò in quell'occasione una nuova attenzione della stampa italiana e internazionale.«Long-Lost Michelangelo Sculpture Found?», Discovery News, 6 luglio 2010.Maurizia Tazartes, «Dopo 120 anni rispunta una statua attribuita a Michelangelo», il Giornale, 13 luglio 2010.

Il Getty Museum e la Dea di Morgantina

Zisa collaborò con le istituzioni culturali della Regione Siciliana nella vicenda relativa alla cosiddetta Dea di Morgantina, grande statua di età classica acquisita dal Getty Museum e successivamente restituita all'Italia.

Nel gennaio 2007 il Los Angeles Times, ricostruendo le trattative relative alla statua, riferì che i negoziati riservati tra il Getty e le autorità culturali siciliane erano giunti vicino a un accordo prima delle dimissioni di Barry Munitz, attribuendo l'informazione a Zisa, indicata dal quotidiano come emissaria siciliana e consulente del Getty.

Secondo la successiva ricostruzione dei giornalisti Jason Felch e Ralph Frammolino in Chasing Aphrodite, il Getty era stato contattato da Zisa, descritta dagli autori come emissaria delle istituzioni culturali siciliane, già interno e consulente del dipartimento di antichità del museo e, all'epoca, docente di archeologia in Sicilia e consulente delle istituzioni culturali regionali.Jason Felch e Ralph Frammolino, Chasing Aphrodite: The Hunt for Looted Antiquities at the World's Richest Museum, Boston-New York, Houghton Mifflin Harcourt, 2011, p. 267. Felch e Frammolino attribuiscono a Zisa la proposta di utilizzare l'autonomia della Regione Siciliana per aprire un canale diretto di confronto con il Getty riguardo alla statua. La proposta interessò Barry Munitz, allora presidente del J. Paul Getty Trust, che organizzò successivamente un incontro a New York con l'assessore regionale siciliano Alessandro Pagano.

Nel maggio 2007 Zisa partecipò al workshop internazionale organizzato alla Getty Villa per esaminare la provenienza della statua. La documentazione ufficiale del Getty la indicò tra gli invitati, qualificandola come docente di museologia e archeologia presso le università di Catania e Kore di Enna e consulente dell'ufficio dell'assessore siciliano ai Beni culturali e ambientali. La stampa siciliana contemporanea ai fatti documentò inoltre la sua partecipazione al gruppo di studiosi recatosi a Los Angeles per l'esame della statua.Tony Zermo, intervista a Lino Leanza, La Sicilia, 20 maggio 2007, p. 10.

La Dea di Morgantina fu restituita all'Italia nel 2011 e trasferita al Museo archeologico di Aidone.

Riconoscimenti

Nel 2015 il Comune di Aidone le ha conferito la cittadinanza onoraria.Comune di Aidone, determinazione del sindaco del 19 novembre 2015; deliberazione del Consiglio comunale n. 56 del 29 novembre 2015.

Opere principali

Frammenti di anfore panatenaiche arcaiche al J. Paul Getty Museum, in Greek Vases in the J. Paul Getty Museum, vol. 6, 2000. Ceramica ateniese a figure nere dal Museo Archeologico “P. Orsi” di Siracusa, Allemandi, Torino, 2007. L'Arrotino Lanfranchi, in And There Was Light: Leonardo, Michelangelo and Raphael, Göteborg, 2010. La Sicilia greco-romana, in Sicilia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma, 2016, pp. 509–556. Art without Context: The “Morgantina Goddess”, a Classical Cult Statue from Sicily between Old and New Mythology, 2017.

Note