Il palazzo Scotti da Fombio, noto anche come collegio Morigi, è un palazzo situato nel comune italiano di Piacenza, capoluogo dell'omonima provincia.

Situato in Via Taverna ed edificato nella seconda parte del XV secolo, costituisce una delle più grandi dimore signorili cittadine.

Storia Il contesto in cui fu costruito il palazzo, verso la fine del XV secolo, vedeva le più importanti famiglie nobiliari piacentine dismettere le attività mercantili e finanziarie su cui si erano focalizzate durante il Medioevo per riconvertirsi verso un'economia terriera, iniziando a costruire residenze nobiliari in città.

Il palazzo fu commissionato e fatto edificare da parte dai conti Ercole e Paride Scotti tra il 1479 e il 1495, anno in cui la proprietà fu suddivisa tra due rami della casata Scotti. In quel periodo

A causa della sua preminenza tra le residenze nobiliari piacentine, il palazzo ospitò nel 1513 il duca di Milano Massimiliano Sforza, nel 1515 il re di Francia Francesco I di Francia e nel 1521 il marchese di Mantova Federico II Gonzaga.

Nel 1864 la famiglia Scotti vendette metà dell'edificio agli esecutori testamentari del chirurgo piacentino Giacomo Morigi, già direttore del locale ospedale, che in mancanza di eredi, aveva lasciato parte dei suoi beni ad una fondazione finalizzata a promuovere l’accesso all'istruzione e alll’educazione per i giovani uomini, mentre l'altra metà dell'edificio divenne di proprietà del comune di Piacenza.

Nel gennaio 1869 fu quindi avviato l'esercizio del collegio convitto, ospitando fino al 1933 anche delle scuole interne.

Durante la prima guerra mondiale, tra il luglio 1915 e l’ottobre 1919, l'attività di collegio fu sospesa in favore dell'istituzione di un ospedale militare; ripresa dopo il termine del conflitto, l'operatività fu poi nuovamente interrotta nel periodo compreso tra il luglio 1940 e il settembre 1950, quando il complesso fu utilizzato come centro di assistenza post-bellica.

Con l'eccezione di queste sospensioni, fino agli anni 90 del XX secolo, l'edificio ospitò studenti delle scuole superiori piacentine, in particolar modo provenienti dalle zone più lontane dalla città, come la montagna; con il graduale spopolamento delle aree montano-collinari limitrofe a Piacenza, questa funzione è stata gradualmente sostituita dall'ospitalità universitaria, a favore delle sedi piacentine dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e del Politecnico di Milano.

Tra il 1991 e il 2007 l'edificio ospitò il museo di Storia Naturale di Piacenza, successivamente trasferito nell'ex macello cittadino.

Descrizione

Il palazzo, realizzato contemporaneamente a un altro palazzo piacentino, palazzo Landi, presenta uno stile rinascimentale in cui però sono presenti anche elementi tardogotici.

La facciata verso via Taverna, realizzata in cotto, conserva l'aspetto orignale tardoquattrocentesco e presenta sotto le finestre del primo piano, lungo tutto il perimetro dell'edificio, un fregio divisorio in pietra decorato con ippocampi, sirene, medaglioni e busti.

Sull'angolo dell'edificio posto sull'incrocio con via San Bartolomeo si trovano due statue rappresentanti figure umane che sorreggono lo stemma della famiglia Scotti. In posizione angolare si trova una torre che domina l'edificio e che presenta bifore in arenaria, questo elemento spiccatamente medievale aveva in origine anche una funzione difensiva, permettendo alla famiglia Scotti di rifugiarvisi in caso di attacchi provenienti dalle fazioni avversarie.

Il portale di accesso all'interno, realizzato in marmo di Candoglia da parte di Gregorio Prini, risale al 1497; da qui si accede al cortile interno, dotato di portico in cotto sostenuto da colonne e capitelli realizzati in pietra.

L'assetto dell'interno, che presenta varie decorazioni, risale al XVIII secolo, mentre la realizzazione dello scalone d'onore è datata 1825; alla sua sommità si trova un avello che contiene le spoglie di Giacomo Morigi, che è ricordato anche da un busto, una lapide e un ritratto.

Note

Voci correlate Famiglia Scotti

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