Considerato una delle figure più influenti dell'enologia italiana della seconda metà del XX secolo, è noto in particolare per aver ideato e realizzato l'azienda Banfi a Montalcino, e per il ruolo avuto nella diffusione internazionale del Brunello di Montalcino.

Biografia Nato nel 1933 in provincia di Asti, a Castagnole Lanze, in una famiglia di piccoli produttori vinicoli della zona tra Langhe e Monferrato, si formò alla Scuola Superiore di Viticoltura ed Enologia di Alba. Dopo il servizio militare come ufficiale di complemento negli Alpini, nel marzo 1957 iniziò la propria attività professionale presso la Cantina Sociale di Marino, a Ciampino, occupandosi della stabilizzazione dei vini bianchi dei Castelli Romani, allora affetti da un endemico fenomeno di instabilità microbiologica noto come "casse ossidasica". Per risolvere il problema installò il primo impianto italiano di imbottigliamento a caldo in assenza di ossigeno, elaborando un sistema di "flash pasteurization" che permise di stabilizzare i vini per la spedizione in tutto il mondo; queste tecniche innovative di inattivazione termica dei lieviti gli valsero fama internazionale come tecnico ed innovatore già negli anni sessanta.

Fondò nel 1961 la società di consulenza enologica Enoconsult, tra le prime del settore in Italia, con un'équipe che comprendeva enologi, architetti, ingegneri e tecnici di cantina, e che nel corso degli anni progettò centinaia di cantine in Italia, attiva presso numerose cantine sociali del Lazio, dell'Abruzzo, della Sicilia e delle Marche. Lo Studio Clementi, fondato nel 1999 da Andrea Clementi assieme alla figlia di Rivella, Virna, ha in seguito raccolto l'eredità di Enoconsult, continuando la specializzazione tecnica nella progettazione di cantine e stabilimenti enologici.

Il vino tipo Lambrusco per il mercato statunitense Un altro risultato di grande rilievo commerciale fu l'elaborazione, con la collaborazione delle Cantine Riunite di Reggio Emilia, di un vino frizzante in stile Lambrusco destinato al mercato statunitense, su richiesta dell'importatore John Mariani, futuro fondatore di Banfi. Il prodotto, lanciato nel 1968 e commercializzato anche con capsula a vite, ebbe un successo commerciale enorme: già alla fine del 1970 aveva venduto un milione di casse di bottiglie, salite a 13 milioni nel 1985, anno in cui la produzione subì un brusco calo a causa degli scandali del dietilenglicole e del metanolo che colpirono il settore vinicolo italiano. Nel 1981, in occasione dell'esposizione mondiale di Bordeaux, il professor Émile Peynaud invitò Rivella a tenere una conferenza su questo fenomeno commerciale davanti ai produttori francesi.

Rivella curò anche la progettazione industriale del "Nano", un vino monodose in bottigliette da 100 cc lanciato dalla San Pellegrino, la cui pubblicità (1979-1981) ebbe come testimonial Amanda Lear; il prodotto ebbe un successo tale da rendere temporaneamente insufficiente la capacità produttiva dell'azienda, per poi essere in seguito rilevato dalla cantina trentina Cavit, che lo produce ancora oggi.

Il progetto Banfi a Montalcino Chiamato negli anni settanta dalla famiglia italoamericana Mariani, che investì circa 200 milioni di dollari nel progetto, Rivella progettò e realizzò l'azienda Banfi a Montalcino. Prima di avviare il progetto fece un viaggio intorno al mondo per studiare le esperienze produttive più avanzate dell'epoca in California, Cile, Sudafrica e Australia. All'epoca Montalcino era un territorio in gran parte abbandonato, "tutto sassi e rovi", con terreni disponibili in quantità a prezzi irrisori: tra il 1978 e il 1983 furono acquisiti circa 2.830 ettari di terreno in un unico corpo, di cui circa un terzo destinato a vigneto specializzato, dotati di un'imponente infrastruttura idrica per l'irrigazione e di una cantina di produzione tecnologicamente avanzata. Il progetto contribuì in modo determinante alla crescita produttiva e alla diffusione commerciale internazionale del Brunello di Montalcino, il cui volume complessivo passò in pochi anni da circa 100.000 a diversi milioni di bottiglie l'anno, trasformando un territorio prima tra i più poveri della Toscana in una delle aree vitivinicole più ricche della regione. Ancora oggi Banfi produce annualmente circa 10-11 milioni di bottiglie, distribuite in un centinaio di paesi nel mondo.

Rivella raccontò questa esperienza nel libro autobiografico Io e Brunello. Come portai Montalcino nel mondo (Baldini, Castoldi, Dalai Editore, 2008).

Rapporti con i produttori storici di Montalcino Il progetto Banfi si inserì in un territorio già segnato dalla presenza di produttori storici del Brunello, come Franco Biondi Santi e Francesca Colombini Cinelli della Fattoria dei Barbi, con i quali Rivella intrattenne un rapporto di confronto e stima reciproca nel corso dei decenni. Nel 2017, in occasione delle celebrazioni per i 50 anni del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Rivella e Colombini Cinelli furono chiamati insieme sul palco come protagonisti storici a raccontare la nascita e lo sviluppo della denominazione. Un noto confronto pubblico tra i due, tenutosi al Teatro degli Astrusi di Montalcino, è stato documentato in un video diffuso nel 2018.

Incarichi istituzionali Nel corso della sua carriera Rivella ricoprì numerosi incarichi di rilievo nazionale e internazionale: Presidente dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani (Assoenologi) dal 1975 al 1986; Presidente per nove anni dell'Union Internationale des Œnologues, primo italiano a ricoprire tale carica; Delegato ufficiale italiano e successivamente vicepresidente dell'Office International de la Vigne et du Vin (OIV) dal 1998; Presidente del Comitato Nazionale delle Denominazioni di Origine dei Vini, nominato nel 1993 dal Ministro dell'Agricoltura Alfredo Diana, nel periodo di applicazione della legge 164 sulle DOC; Presidente dell'Unione Italiana Vini dal 2001 al 2004; Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino dal 2010 al 2012.

Onorificenze e riconoscimenti Il 2 giugno 1985 fu nominato dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, su proposta del Ministro dell'Agricoltura Filippo Maria Pandolfi, Cavaliere del Lavoro.

Fu membro dell'Accademia della Vite e del Vino, dell'Académie Internationale du Vin e dell'Académie Amorim.

Nel 2019 ricevette il premio "Personaggio dell'Anno" da Assoenologi, in occasione del congresso nazionale tenutosi a Matera.

Rapporti internazionali e attività di ricerca Nel corso della sua carriera Rivella mantenne rapporti costanti con i principali studiosi e ricercatori del settore enologico, sia italiani (tra cui Giovanni Dalmasso, Clemente Tarantola, Italo Eynard, Tullio De Rosa, Attilio Scienza e Giulio Margheri) sia stranieri, tra cui il ricercatore francese Émile Peynaud, l'enologo Michel Rolland e il professor Pascal Ribéreau-Gayon, già direttore della Facoltà di Enologia di Bordeaux, che periodicamente si recava a Montalcino per degustazioni e confronti tecnici.

Nel 1998 fu nominato vicepresidente dell'OIV - Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, nel cui ambito coordinò per anni il gruppo di esperti internazionali sugli aspetti sociali del consumo di vino, contribuendo a sviluppare il concetto secondo cui un consumo moderato e regolare di vino può favorire uno stile di vita più sano.

Fu inoltre tra i primi a introdurre la comunicazione come funzione aziendale strutturata, avvalendosi di professionisti come Alfredo Ferruzza, Franco Piccinelli, Stefano Milioni e Alessandro Regoli (quest'ultimo oggi direttore di WineNews), oltre a una stretta collaborazione con Pino Khail, fondatore della rivista Civiltà del Bere.

Morte Ezio Rivella morì a Castel Gandolfo il 17 gennaio 2024, nella sua residenza di campagna. La sua scomparsa fu commentata, tra gli altri, dal presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella e dal presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci, che lo ricordarono come una delle figure che più contribuirono al successo internazionale del Brunello di Montalcino.

Opere Note di Enologia Pratica. Dalla vinificazione all'enoteca privata, Edizioni Scialpi, 1974, nato dall'omonima rubrica curata da Rivella sulla rivista Vini d'Italia; il volume, un compendio delle conoscenze tecnologiche aggiornate per l'enologo e per i produttori di vino, conobbe due edizioni nei primi anni settanta. Io e Brunello. Come portai Montalcino nel mondo, Baldini, Castoldi, Dalai Editore, 2008. ISBN da verificare. Enologo a tutto tondo, memoria autobiografica inedita scritta da Rivella e affidata a WineNews poco prima della morte, pubblicata postuma nel gennaio 2024.

Note

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