È stato esponente del tardo barocco siciliano e della scuola di stuccatori sorta a Palermo su impulso della famiglia Serpotta.
Biografia Fu allievo del padre Giuseppe che da Palermo si stabilì in Val di Noto ricevendo vari incarichi che svolse con la collaborazione dei figli Giovanni e Gioacchino, tanto che non sempre è possibile distinguere i diversi apporti.
Di Giovanni è documentata l'attività autonoma da metà secolo quando, residente a Modica, era attivo nel realizzare stucchi nelle chiese di Scicli.
Era registrato come "architetto" e "scultore"Paolo Nifosì, Mastri e maestri nell'architettura iblea, 1985, p.10 e operò soprattutto in tutta l'area iblea da Modica a Scicli e nella Calabria meridionale.
La sua opera si inserisce nel solco della tradizione plastica siciliana influenzata dalla scuola di Giacomo Serpotta, caratterizzata da complessi apparati figurativi in stucco arricchiti dall'uso della doratura e da ornamenti geometrici.
Opere rilievo in stucco dell'Assunzione di Maria nel catino absidale della chiesa di San Giuseppe di Chiaramonte Gulfi (1770 circac); cappella del Cristo Risorto e cappella di Cristo con la croce, nel transetto della Basilica della Santissima Annunziata di Ispica; ambienti decorati con colonne, allegorie e timpani con la figura di Dio Padre Onnipotente e Maria Vergine attorniati da angeli e putti in stucco policromo (1773), mentre al padre furono affidati i rilievi della navata.M. Monaca, Gli stucchi di Gianfoma nella basilica della SS. Annunziata di Ispica, 2017 apparato decorativo in stucco presente nelle volte della chiesa di San Giovanni Evangelista di Scicli (compiuto nel 1776); apparato decorativo in stucchi monocromi, nella chiesa della Madonna del Carmine di Scicli; cappella dell'Assunta, ambiente decorato con colonne tortili riproducente lo stile della Cappella del Santissimo Cristo, opera presente nella basilica di Santa Maria Maggiore di Ispica(1794)Melchiorre Trigilia, Storia e guida di Ispica, 1992. apparati plastici decorativi in stucco e dei putti che adornano gli interni e le cappelle della chiesa di Sant'Agrippina a Mineo; decorazione plastica della volta e dell'area presbiteriale della Chiesa dello Spirito Santo (Scilla): eseguita tra il 1775 e il 1799; decorazione plastico-pittorica e la doratura della navata e del cappellone della Chiesa di Santa Maria del Soccorso di Bagnara Calabra (attribuzione).G. Romeo Baldari, Bagnara: storia, arte, tradizioni, Napoli, 1989<div style="text-align:center">
Note
Bibliografia
Salvatore Boscarino, Sicilia barocca: architettura e città 1693-1738, Roma, Officina Edizioni, 1986.
Voci correlate Giuseppe Gianforma Barocco siciliano Giacomo Serpotta
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