La chiesa di San Sebastiano Martire è la parrocchiale di Marzio, in provincia di Varese e diocesi di Como; fa parte del vicariato di Marchirolo.

Storia La vecchia chiesa di San Sebastiano fu costruita nel Cinquecento; dalla relazione della visita del 1599 del vescovo Filippo Archinti si apprende che questo luogo di culto era filiale della parrocchiale di Lavena, a sua volta dipendente dalla pieve di Agno.

Nel 1633 la chiesa passò alle dipendenze della neocostituita pieve di Marchirolo e il 23 marzo 1647 fu elevata a parrocchiale dal vescovo Lazzaro Carafino, affrancandosi così dalla matrice di Lavena.

La costruzione della nuova parrocchiale prese avvio nel 1736; l'opera fu portata a compimento nel 1739 e nel medesimo anno si tenne la cerimonia di inaugurazione, mentre poi la consacrazione venne celebrata 9 giugno 1779 dal vescovo Giambattista Muggiasca.

La chiesa fu aggregata al vicariato di Lavena verosimilmente ai primi dell'Ottocento, dato che la sua appartenenza ad esso è attestata per la prima volta nel 1816.

Nel 1893, secondo quanto riportato dal vescovo Andrea Carlo Ferrari in occasione della sua visita, i fedeli ammontavano a 208; inoltre, nella chiesa di San Sebastiano, da cui dipendeva anche un oratorio sussidiario posto presso il camposanto, aveva sede la confraternita del Santissimo Sacramento.

Il vicariato di Lavena fu soppresso nel marzo del 1963 e le parrocchie che lo costituivano confluirono in quello di Marchirolo.

Il 10 aprile 1984, con la riorganizzazione territoriale della diocesi attuata dal vescovo Teresio Ferraroni, la parrocchia passò dal vicariato di Marchirolo a quello delle Valli Varesine; nel 2011, in seguito a una nuova riforma della suddivisione interna della diocesi promossa dal vescovo Diego Coletti, la chiesa fu nuovamente inserita nel vicariato di Marchirolo.

Descrizione Esterno La facciata della chiesa, rivolta a sudest, è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi scanditi da lesene d'ordine ionico: quello inferiore, più largo, presenta centralmente il portale d'ingresso, mentre quello superiore, affiancato da due archi di raccordo con volute, è caratterizzato da una finestra e coronato dal timpano di forma triangolare.

Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto ed è coronata dalla cupola a cipolla poggiante sul tamburo.

Interno L'interno dell'edificio, la cui pianta è a croce latina, si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano i bracci del transetto, introdotti da ampi archi a tutto sesto, e le cui pareti sono scandite da lesene sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante, al di sopra della quale si elevano i pennacchi della cupola; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, delimitato da balaustre e chiuso dall'abside di forma semicircolare, coperta dal catino.

Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali i due affreschi raffiguranti la Resurrezione di san Lazzaro e San Pietro tra i poveri, realizzati da Francesco Tomea nel 1945, la tavola avente come soggetto San Sebastiano e le pale ritraenti la Comunione dei Santi e Sant'Antonio con le Sante Apollonia, Agata e Lucia.

Note

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