Santi Agostino, Giovanni Battista e Paolo eremita è un dipinto a olio su tela di Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino databile al 1637-38 collocata nella Basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio a Roma in Campo Marzio. Storia La pala è ricordata da Carlo Cesare Malvasia nella Felsina pittrice sotto l'anno 1638, dove viene descritta come «Una tavola d'Altare con S. Agostino, S. Gio. Battista, S. Paolo primo Eremita al Padre Generale Agostiniano, per la Chiesa di S. Agostino di Roma».
La commissione è inoltre documentata nel Libro dei contiIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666., nel quale sono registrati due pagamenti. Il 2 gennaio 1637 il padre agostiniano Ippolito Gaudenzio versò una caparra di 100 scudi, mentre il saldo, pari a 200 scudi, fu corrisposto il 7 maggio 1638. Il dipinto risultava ampiamente ridipinto, e per questo motivo non fu incluso nella grande mostra del 1968 a Bologna. Descrizione La composizione è costruita secondo uno schema piramidale di ascendenza rinascimentale, con sant'Agostino seduto al centro in posizione dominante e san Giovanni Battista e san Paolo eremita disposti più in basso ai lati. Sant'Agostino non indossa le consuete insegne episcopali, come la mitra e il pastorale, ma il semplice abito nero degli eremitani. Tiene aperto sulle ginocchia un libro, verosimilmente la Bibbia, mentre con la mano destra solleva l'indice verso l'alto. Il gesto sembra indirizzato a san Paolo eremita, raffigurato sulla destra con i suoi attributi tradizionali: il rosario, il bastone, il mantello di stuoia e la palma del deserto. Il santo si volge verso l'alto, seguendo l'indicazione di Agostino, in direzione di un filatterio sorretto da due putti alati. Sulla sinistra, san Giovanni Battista è rappresentato in atteggiamento estatico, con una mano poggiata sul petto. Anche la sua figura è accompagnata da un cartiglio, mentre uno dei due putti rivolge lo sguardo verso lo spettatore. Stile e interpretazione Pur adottando un impianto compositivo tradizionale, Guercino costruisce tra le tre figure una complessa relazione di gesti e sguardi. Il gesto di sant'Agostino, rivolto verso san Paolo eremita, e l'atteggiamento raccolto del Battista suggeriscono un dialogo silenzioso incentrato sul tema della vita eremitica e contemplativa.
Il filatterio sorretto dai putti richiama gli «eremi cultores», cioè coloro che praticano la solitudine ascetica, appellativo riferibile ai tre santi e, più in generale, all'ordine eremitano che officiava la chiesa. Secondo Michele Di Monte, tuttavia, la scena non si limita a presentare in forma didascalica tre modelli di vita ascetica, ma sembra riflettere sulle diverse modalità della vocazione eremitica: la penitenza e il distacco dal mondo, rappresentati da Paolo, si affiancano allo studio, all'interpretazione delle Scritture e alla predicazione, richiamati dalla figura di Agostino.
Anche la disposizione dei testi scritti all'interno della composizione partecipa a questa costruzione di significato, distribuendosi lungo un asse che collega il filatterio angelico, il libro di sant'Agostino e il cartiglio del Battista. Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti a Roma Categoria:Dipinti su san Giovanni Battista Categoria:Dipinti su sant'Agostino Categoria:Dipinti su Paolo di Tebe