Schizothorax biddulphi è un pesce osseo d'acqua dolce appartenente alla famiglia dei Cyprinidae, endemico del bacino del Tarim, nello Xinjiang sud-occidentale, in Cina.
Specie caratteristica delle acque fredde del sistema del Tarim, in passato era molto più diffusa e costituiva una risorsa ittica importante anche nel lago Bosten. Dalla seconda metà del XX secolo le sue popolazioni sono diminuite drasticamente in seguito alla regolazione dei fiumi, alla costruzione di dighe e opere di derivazione, alla perdita e frammentazione degli habitat, alla pesca e all'introduzione di specie ittiche alloctone.
La Lista rossa IUCN la classifica come in pericolo critico (CR). In Cina le popolazioni selvatiche sono inoltre comprese dal 2021 tra gli animali sottoposti a protezione nazionale di secondo grado.
Tassonomia La specie fu descritta nel 1876 dallo zoologo tedesco-britannico Albert Günther sulla base di esemplari provenienti dai fiumi di Yarkand e Kashgar. Gli esemplari sintipo sono conservati nel Natural History Museum di Londra. Nel corso dei decenni successivi varie popolazioni del bacino del Tarim furono descritte come specie distinte. Tra i nomi successivamente ricondotti a S. biddulphi figurano Schizothorax lacustris, S. tarimi e S. microlepidotus, descritti da Karl Kessler nel 1879, e S. altior e S. dayi, descritti da Solomon Herzenstein. La specie è stata inoltre assegnata in alcune classificazioni al genere Racoma, come Racoma biddulphi, ma le principali banche dati ittiologiche contemporanee riconoscono come valido il nome Schizothorax biddulphi. L'epiteto specifico biddulphi commemora l'ufficiale, diplomatico e naturalista britannico John Biddulph (1840-1921), che raccolse materiale zoologico durante i suoi soggiorni nell'Asia centrale.
Descrizione Schizothorax biddulphi possiede corpo allungato e leggermente compresso lateralmente, testa conica e muso appuntito. La bocca è inferiore, generalmente a forma di ferro di cavallo o di arco; la mascella superiore è più lunga della mandibola e sono presenti due paia di barbigli. Le squame corporee sono piccole, mentre quelle lungo la linea laterale risultano leggermente più grandi; la linea laterale è completa. La regione pettorale può essere nuda o parzialmente ricoperta di squame. L'ultimo raggio indiviso della pinna dorsale è robusto e presenta lungo il margine posteriore una serie di dentellature. La formula dei denti faringei è 2·3·5-5·3·2. Il peritoneo è nero. La lunghezza totale massima riportata è di circa 50,6 cm. Sono tuttavia noti individui di massa considerevole: nel 1977 nel lago Bosten ne fu catturato uno del peso di 3,335 kg, mentre nel 2005 nel bacino di Kizil, collegato al sistema dell'Aksu, ne venne registrato uno di circa 2,5 kg. Un campionamento effettuato nel fiume Muzat tra il 2021 e il 2022 ha invece trovato come individuo più grande un esemplare di poco superiore a un chilogrammo; gli autori hanno interpretato la riduzione delle dimensioni massime osservate insieme ad altri dati come un ulteriore segnale del deterioramento delle popolazioni selvatiche.
Distribuzione e habitat Distribuzione La specie è endemica del sistema del Tarim nello Xinjiang. Storicamente aveva una distribuzione molto più ampia e veniva segnalata nel corso principale del Tarim e nei sistemi di Kashgar, Yarkand, Kaidu, Aksu e altri tributari, oltre che nel lago Bosten e nelle acque connesse al sistema terminale del Lop Nur. Nel lago Bosten era un tempo una delle specie ittiche dominanti. Prima delle grandi introduzioni di pesci alloctoni degli anni sessanta, S. biddulphi e il ciprinide endemico Aspiorhynchus laticeps costituivano gran parte delle catture commerciali del lago. Alla fine del XX secolo S. biddulphi vi era divenuto estremamente raro o era localmente scomparso. Le popolazioni naturali contemporanee risultano molto più frammentate e sono segnalate soprattutto nei sistemi dei fiumi Aksu, Weigan, Yarkand e Hotan. Tra i corsi in cui la presenza recente è documentata figura il Muzat, tributario del Weigan e quindi del sistema del Tarim, dove nel 2021-2022 sono stati raccolti gli esemplari utilizzati per uno dei più completi studi recenti sulla morfologia e sull'età della specie.
Habitat È un pesce strettamente d'acqua dolce e prevalentemente bentopelagico. Vive in ambienti relativamente freddi del bacino del Tarim e mostra una preferenza per tratti fluviali a corrente lenta, pozze, bacini e laghi. La sua distribuzione comprende tuttavia sistemi idrologici molto variabili, dai corsi montani alimentati dallo scioglimento di neve e ghiacciai alle acque più lente delle oasi e dei bacini intermontani. In alcune sezioni dei fiumi Hotan e Karakash la specie è stata segnalata approssimativamente tra 1.400 e 2.700 m di altitudine. I giovani tollerano un intervallo termico relativamente ampio. In condizioni sperimentali, esemplari giovanili mantenuti fra 5 e 25 °C presentarono una sopravvivenza superiore all'85%; le migliori prestazioni di alimentazione e crescita fra le temperature direttamente confrontate furono osservate intorno a 20 °C. La tolleranza alla salinità è invece relativamente limitata: nello stesso studio la concentrazione considerata sicura per i giovani fu stimata in circa 0,89 g/l di NaCl, coerentemente con la natura essenzialmente dulciacquicola della specie.
Biologia Alimentazione Schizothorax biddulphi è un pesce onnivoro che si alimenta soprattutto in prossimità del fondale. La bocca inferiore e la presenza dei barbigli facilitano la ricerca del cibo sul substrato. La dieta comprende alghe, piccoli organismi bentonici, insetti acquatici, altri invertebrati e materiale vegetale; sono stati riportati anche frammenti di macrofite. I denti faringei hanno punte ricurve e superfici adatte sia alla lavorazione di materiale vegetale sia alla frantumazione di piccoli invertebrati. Le numerose branchiospine permettono inoltre di trattenere particelle alimentari e piccoli organismi sospesi nell'acqua. Come molti ciprinidi, la specie è priva di un vero stomaco. L'intestino è lungo e fortemente convoluto; in uno studio anatomico la sua lunghezza risultava pari a circa 2,16 volte quella del corpo, caratteristica coerente con una dieta onnivora con una componente vegetale importante.
Crescita e riproduzione La specie presenta una crescita relativamente lenta e raggiunge la maturità sessuale piuttosto tardi, caratteristiche che ne limitano la capacità di recuperare rapidamente dopo una riduzione della popolazione. Gli studi disponibili indicano una maturità minima intorno ai quattro anni nei maschi e ai cinque anni nelle femmine. Nel campione di 21 individui raccolto nel Muzat nel 2021-2022 erano rappresentate classi di età comprese fra uno e circa quindici anni, anche se la determinazione dell'età degli individui più vecchi variava a seconda che fossero utilizzati otoliti, vertebre, opercoli o squame. La riproduzione naturale è strettamente legata alla disponibilità di tratti fluviali idonei. Dighe e opere idrauliche possono quindi produrre effetti particolarmente importanti impedendo gli spostamenti verso le zone di deposizione delle uova. La riproduzione artificiale della specie è stata ottenuta con successo e costituisce oggi uno degli strumenti utilizzati per il mantenimento delle popolazioni.
Genetica e ibridazione La conservazione della specie è complicata dalla presenza nel bacino del Tarim di altri schizotoracini strettamente associati. Uno studio genetico pubblicato nel 2022 ha dimostrato un'estesa ibridazione bidirezionale e introgressione tra S. biddulphi e Aspiorhynchus laticeps, altro ciprinide endemico e fortemente minacciato del bacino. Le analisi del DNA mitocondriale e della regione nucleare ITS2 hanno inoltre mostrato che gli individui tradizionalmente identificati come Schizothorax esocinus rappresentano ibridi fra le due specie. Tracce genetiche di introgressione sono state individuate anche in esemplari che, sulla base della sola morfologia, sarebbero stati classificati come S. biddulphi puro. Gli autori hanno sottolineato che l'ibridazione può costituire un ulteriore rischio per popolazioni già molto ridotte, attraverso la perdita dell'integrità genetica e l'assorbimento delle popolazioni parentali; hanno quindi proposto di includere il monitoraggio genetico nei programmi di conservazione.
Conservazione La Lista rossa IUCN valuta Schizothorax biddulphi come in pericolo critico (CR). La specie era ancora abbondante durante la prima metà del XX secolo. Negli anni cinquanta e sessanta rappresentava una componente importante della pesca nel bacino del Tarim e nel lago Bosten. Il declino divenne particolarmente marcato a partire dagli anni settanta. Le principali cause sono:
la costruzione di dighe, sbarramenti e canali, che frammentano i corsi d'acqua e ostacolano gli spostamenti riproduttivi; l'elevato prelievo d'acqua per l'irrigazione, che riduce la portata e la continuità degli habitat; la degradazione e il prosciugamento di tratti fluviali; la pesca eccessiva avvenuta soprattutto nel passato; l'introduzione di numerose specie ittiche estranee al bacino; alterazioni della qualità dell'acqua, compreso l'aumento della salinità in alcuni sistemi lacustri; l'ibridazione e l'introgressione con altri schizotoracini.
Particolarmente evidente fu il cambiamento della comunità ittica del lago Bosten. Negli anni 1962-1965 vi furono introdotti numerosi ciprinidi provenienti da altri bacini e successivamente altre specie, tra cui il persico reale (Perca fluviatilis). Alla fine del XX secolo S. biddulphi, un tempo abbondante, era divenuto raro nel lago. La costruzione di opere idrauliche nel bacino ha inoltre separato popolazioni precedentemente collegate, riducendo la disponibilità delle aree di riproduzione e favorendo una crescente frammentazione genetica.
Protezione in Cina Dal 2021 le popolazioni selvatiche di S. biddulphi figurano nella lista cinese degli animali selvatici sottoposti a protezione nazionale di secondo grado. Le misure di conservazione comprendono divieti o limitazioni della pesca, riproduzione in cattività, allevamento di riproduttori, rilascio di giovani esemplari e realizzazione di strutture destinate a mantenere la connettività fluviale. Centri specializzati nello Xinjiang hanno sviluppato tecniche di riproduzione artificiale della specie e forniscono individui destinati ai programmi di ripopolamento. Nel sistema dello Yarkand, per esempio, il complesso idraulico di Altash dispone di un centro di riproduzione e di strutture per il trasferimento dei pesci oltre lo sbarramento, utilizzate anche per S. biddulphi. La conservazione ex situ e il ripopolamento non eliminano tuttavia la necessità di preservare i corsi d'acqua naturali. La lenta crescita, la maturità tardiva e la frammentazione delle popolazioni rendono particolarmente importante il mantenimento delle zone di riproduzione e della connettività tra i diversi tratti del bacino.
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Cyprinidae Categoria:Fauna endemica della Cina Categoria:Taxa classificati da Albert Günther Categoria:Taxa descritti nel 1876