Il nuovo regno (The New Kingdom) è un romanzo scritto da Wilbur Smith in collaborazione con Mark Chadbourn, e rappresenta il primo capitolo del secondo ciclo egizio. È stato pubblicato nel 2021 sia in lingua originale che in italiano ad opera della HarperCollins.

Trama Il giovane Hui si trova nel deserto fuori dalla città di Lahun, accompagnato da due suoi coetanei, Kyky, suo amico d'infanzia, e Qen, suo fratellastro; nonostante le proteste dell'amico, Hui intende intrufolarsi in un accampamento delle Averle, pericolosi briganti che terrorizzano tutto l'Egitto, allo scopo di rubare la Pietra di Ka, un oggetto dal valore inestimabile che si ritiene sia caduta dal cielo e racchiuda l'essenza degli dei. I tre prendono la pietra, ma vengono scoperti e accerchiati dalle Averle; il loro capo, Basti il Crudele, esige che la pietra gli sia riconsegnata, e al rifiuto di Hui sgozza il loro amico Kyky davanti a loro. Hui e Qen fuggono e riescono a seminare le Averle tramite uno stratagemma, usando un coccodrillo per attaccare i banditi. Tornati a casa, Khawy, dopo aver redarguito il figlio Hui, vede la pietra e decide di farla vedere al faraone Mamose, perché Lahun venga riconosciuta come benedetta dagli dei; a tale scopo, egli invita un nobile di nome Bakari perché la pietra venga portata a Tebe e quindi Elefantina. Ma durante la visita di Bakara, Khawy viene avvelenato, e avendo Hui servito il calice che conteneva il vino contaminato, viene accusato di omicidio e patricidio. Al processo, nonostante Ipwet, la sorellastra di Hui, prenda le sue difese, Qen afferma falsamente che la madre di Hui era una hyksos che aveva abbindolato Khawy per sposarlo. Hui viene così condannato a morte, ma quella stessa notte, la sua sorellastra Ipwet lo libera e lo aiuta a fuggire lontano da Lahun, mossa sia dalla compassione verso il fratellastro, sia dal fatto che sa che suo fratello è innocente. Isetnofret, la madre di Qen e Ipwet, è una sacerdotessa di Seth che però molti accusano di stregoneria, e ha ammaliato il figlio Qen per designarlo come suo erede al potere.

Ormai un fuggitivo, Hui si fa assumere sotto mentite spoglie come bracciante da un traghettatore senza scrupoli di nome Adom, il quale però alla fine lo imbroglia facendogli percorrere a piedi il percorso verso Helwan; dopo aver percorso un difficile viaggio durante il quale è costretto a vivere di stenti, alla fine si unisce a una carovana diretta verso il Sinai, comandata da un nomade di nome Fareed. La carovana viene però attaccata dagli Hyksos, al che Hui riesce a scampare al massacro; scesa la notte, decide di dirigerso verso l'accampamento dei barbari per unirsi a loro e salvarsi la vita. Il comandante dei predoni, Khyan, decide di prenderlo sotto le sue file come stalliere. Hui impara tra le altre cose come combattono gli hyksos e stringe un legame con un cavallo di nome Luna, e riesce anche a farsi valere tra le file hyksos e a diventare auriga. Inoltre, scopre anche come gli hyksos intendano unificare l'Egitto, approfittando della sua divisione tra nord e sud. Ben presto, però, rivede il carovaniere Fareed, anche lui riuscito a scampare all'attacco dei nomadi, e insieme tentano di scappare dall'accampamento, anche se ciò significa tradire coloro che l'hanno ospitato. I due vengono però presi prigionieri dalle Averle di Basti, e Hui è costretto a servirlo e a convincerlo a risparmiare Fareed. Il giovane è così obbligato a farsi valere prendendo parte alla razzia di un villaggio; vittorioso, viene ricompensato con una donna di nome Ahura, chiamata la Regina degli Artigli. Ben presto, però, Basti riceve la notizia che tutte le tribù delle Averle devono riunirsi a nord di Gallala, nel territorio del suo rivale shufti, per affrontare gli hyksos con i quali sono in guerra. Shufti rivela di essere stato sfregiato da un gruppo di assiri, e guida una spedizione punitiva per annientarli. L'attacco contro l'altare dove sono asserragliati gli assiri si rivela però essere una trappola e Shufti e i suoi uomini vengono massacrati. A guidare la difesa vittoriosa sono Taita e Tanus, quest'ultimo mandato dal faraone Mamose per sgominare le Averle. Hui, nascostosi durante la battaglia, si offre volontario sotto di loro per salvare il suo amico Fareed e redimersi dei suoi errori. Immediatamente, Hui guida Tanus e Taita attraverso un sentiero montano che porta alla roccaforte di Basti, e gli egizi, dopo aver liberato tutti i prigionieri, attaccano e sconfiggono le forze delle Averle e catturano il loro comandante.

Tempo dopo, Taita torna a Tebe, e Tanus incarica Hui di recapitargli un messaggio, e questi ne approfitta per prendere un'imbarcazione, rubandola tra l'altro dal traghettatore Adom per vendicarsi di lui. Dopo una sosta che lo vede sfuggire da Khyan recuperando il suo destriero Luna, Hui raggiunge infine Lahun, ove rivede la sorellastra e la convince a seguirlo a Tebe. Giunto alla capitale dell'Alto Egitto e consegnato il messaggio a Taita, Hui chiede risposte sul suo futuro: prima che lui riuscisse a fuggire da Lahun, la matrigna Isetnofret, in un impeto di delirio, gli aveva rinfacciato di aver avvelenato lui khawy, perché nessuno potesse ostacolare la sua ascesa al potere, e in precedenza Hui l'aveva anche vista sacrificare un animale e perfino consumare un amplesso col figlio Qen in onore a Set, dio delle tempeste. Nella speranza di rincuorare Hui e scoprire come si risolverà la guerra che dissangua l'Egitto, Taita usa il suo potere di percorrere i Labirinti di Amon-Ra, una via magica ed esoterica atta a prevedere il futuro usata tuttavia raramente a causa dell'estremo sforzo richiesto; tramite i Labirinti, Taita afferma che una marea scarlatta si dirigerà verso Tebe, ove cammina uno spetto dall'aspetto di una donna senza volto, che subito Hui identifica come Isetnofret. Andato a investigare col favore della notte, Hui viene però messo fuori gioco e catturato da Bakari, ben deciso a condannarlo a morte. La sentenza è già stata emessa all'alba, ma Hui viene salvato all'ultimo dall'intervento di Tanus e Ipwet, che aveva avvertito il comandante dopo essersi accorta dell'assenza del fratello. Bakari viene così convinto a liberare e scagionare Hui affinché questi aiuti i Tebani nella loro guerra contro il Pretendente Rosso, che occupa il Basso Egitto, nel Delta del Nilo.

Tanus e il suo esercito, a cui si unisce Hui insieme al fido Fareed e a un giovane che Hui ha chiamato Tau, si dirige verso nord per difendere Asyut, sotto attacco da parte del Pretendente Rosso; Hui riesce a farsi valere in una terribile battaglia navale, mentre l'esercito terrestre scaccia l'invasore salvando la città. Ricompensato come titolo di Comandante del Vascello dopo la morte del capitano precedente, Hui guida la sua flotta verso Lahun per liberarla, ma trova la sua città natale ormai completamente allo sbando e decimata per mano degli hyksos, i quali già prima hanno conquistato il Delta del Nilo, mentre il Pretendente Rosso è morto in battaglia contro di loro. In precedenza, prima che andasse a recuperare Ipwet e portarla lontana dalla città, Hui aveva notato che Qen aveva cospirato con alcuni uomini per allearsi contro gli Hyksos, sotto l'influenza di Isetnofret che sperava di modellarli a suo piacimento. Vedendo come il suo potere e l'alleanza con gli Hyksos andavano sfaldandosi, la strega aveva usato una pozione per tentare di piegare i barbari, ma ciò ha soltanto provocato la morte di tre luogotenenti di Khyan, il quale furibondo ha ordinato di vendicarsi sugli abitanti di Lahun. Isetnofret è fuggita verso Tebe, confermando le visioni profetiche di Taita, mentre Qen è stato tratto prigioniero e costretto a servire Khyan. Con l'aiuto di Fareed, che lo ha seguito come un'ombra, Hui riesce a portare in salvo quanti più abitanti possibili di Lahun verso Tebe.

Tanus inizia i suoi preparativi per la guerra contro gli Hyksos, ma questi ultimi giocano d'anticipo e battono sonoramente gli egizi, costringendoli a ritirarsi verso Tebe, prossimo bersaglio degli invasori. Volendo salvare Ipwet e Ahura dalla furia dei barbari, Hui si dirige in città per portarle al sicuro, e riesce a entrarvi appena prima che il carro di Khyan e Qen lo raggiunga. Gli Hyksos assaltano però Tebe sfruttando un passaggio sotterraneo, e si riversano in città decimando civili e soldati. Nel caos che segue, Hui, Ipwet e Ahura si dirigono verso l'altare dove si trova la Pietra di Ka nella speranza di salvare almeno quella, ma Isetnofret, che già si trovava nell'altare che contiene l'artefatto, attira a sé Qen, che si dirige verso di loro. I tre riescono a disarmare la donna malvagia e riescono a entrare nel tempio, ove Qen li raggiunge; i due fratelli ingaggiano uno scontro mortale, e alla fine Hui riesce a sfruttare il potere della pietra per distrarre Qen e gli infligge il colpo fatale, mentre la Pietra di Ka va in pezzi. Dopo aver pianto il fratellastro che pure era roso dall'invidia nei confronti di Hui fin dall'infanzia, i tre continuano la loro fuga, ma stavolta a sbarrare loro la strada è Khyan, deciso a punire Hui per il tradimento nei suoi confronti. Favorito dall'addestramento compiuto sotto gli Hyksos, Hui riesce ad avere infine la meglio anche sul capo degli hyksos; decide tuttavia di risparmiagli la vita, e l'altro consente loro di fuggire, accontentandosi di saccheggiare Tebe.

I tre raggiungono Taita alla necropoli non lontano dalla città, e vengono a sapere che Isetnofret, ancora viva, ha in mente di assassinare Tanus per distruggere ogni speranza degli egizi di risollevarsi. I protagonisti usano quindi un impostore di Tanus per tentare di stanarla, ma ben presto si rendono conto che la strega ha adottato un'altra strategia. Ipwet e Ahura scoprono che Isetnofret si trova nel palazzo della regina Lostris, e si spaccia per lei allo scopo di abbindolare e rendere vulnerabile il suo sposo. Quando Hui raggiunge il palazzo di Lostris, Isetnofret lo attacca con ferocia e utilizza la sua magia per disorientarlo e rendelo vulnerabile; alla fine, però, la vittoria arride una volta ancora a Hui che riesce infine a superare le magie della matrigna e a infliggerle il colpo mortale.

Gli egizi sono tuttavia ormai costretti a un esodo gigantesco: Lostris, Tanus e Taita, accompagnati da Hui, Ipwet, Tau, Ahura e Fareed, guidano ciò che restano del popolo, dell'esercito e della nobiltà, lasciando tutto l'Egitto agli Hyksos. Riconoscente per aver salvato l'amico Tanus, Taita ricompensa Hui nominandolo maestro dei cavalli, un titolo utile per ricostruire l'esercito che guiderà la riscossa degli egizi contro gli Hyksos, usando i loro stessi segreti.

Personaggi Hui: uno dei protagonisti del libro e figlio del governatore di Lahun, nonostante sembri un bambino dal suo aspetto, desidera dimostrarsi intraprendente e coraggioso, salvo poi rivelarsi una testa calda che si caccia in gravi situazioni a causa della sua testardaggine. Orfano di sua madre Kiya, morta nel darlo alla luce, vive col padre, la matrigna e i due fratellastri. Kyky: amico d'infanzia di Hui, è soprannominato Scimmietta grazie alle braccia magre e al viso minuto. Muore nelle prime pagine del libro per mano di Basti il Crudele. Khawy: padre di Hui e governatore di Lahun. Ha avuto due mogli: Isetnofret, madre di Qen e Ipwet, e la defunta Kiya, madre di Hui e figlia di uno scriba. Il suo buon cuore lo porterà a credere ingenuamente che Isetnofret sia una buona donna, e non una strega disposta a tutto pur di prendere il potere, persino a uccidere suo marito.