La Tavoletta di Iklaina è un frammento di tavoletta, rinvenuto in uno scarico contenente ceramica databile fra il Tardo Elladico IIB e il Tardo Elladico IIIA2 iniziale (circa 1430-1350 a.C.), scritto in lineare B trovato a Iklaina (Messenia), la più antica polis da noi conosciuta.

Storia I lavori di scavo ad Iklaina, iniziati nel 2006 da una missione archeologica dell'University of Missouri St. Louis, hanno raccolto le prove sull'esistenza di un antico palazzo miceneo, di imponenti mura terrazzate, di dipinti murali e di un sistema drenaggio avanzato.

La scoperta più impattante è stata però quella della tavoletta trovata nell'estate del 2010, la quale non si sarebbe dovuta trovare nel luogo dove è stata rinvenuta perché non si riteneva che le tavolette micenee fossero state create in un'epoca così remota e perché fino a quel momento le tavolette erano state ritrovate solamente in pochi tra i palazzi più importanti come la tavoletta ritenuta la più antica fino ad allora che era stata rinvenuta nelle rovine di un palazzo nel sito dell'antica Micene.

La tavoletta è stata rinvenuta in uno scarico contenente ceramica databile tra il Tardo Elladico IIB e il Tardo Elladico IIIA2 iniziale (circa 1430-1350 a.C.).

Agli inizi della civiltà micenea a Iklania vi era un palazzo, ma quando fu creata la tavoletta l'insediamento era diventato uno dei nove capoluoghi di distretto della cosiddetta Provincia Citeriore della città di Pilo, regno del re Nestore.

Descrizione Le incisioni sul frammento della tavoletta, largo e alto , sono una serie di nomi e di annotazioni su dei fabbricati ed è un documento amministrativo destinato a vita breve, dato che documenti del genere venivano conservati solitamente per un anno fiscale e che ne è stato ritrovato un solo frammento in una fossa insieme a della immondizia che venne successivamente bruciata. Il manufatto dimostra quindi la presenza di una forma di burocrazia avanzata. Il frammento è un esempio di Lineare B. Le incisioni sul fronte formerebbero quindi un verbo collegato alla produzione di manufatti, mentre sul retro compare una lista di nomi accanto a dei numeri, probabilmente una lista di proprietà.

Quel tipo di tavoletta non veniva cotto nei forni ma lasciato essiccare al sole era quindi fragile e facilmente deperibile. Fu proprio grazie al suo essere stata gettata in un pozzo ed essere stata bruciata che il fuoco indurendo la pietra l'ha preservata.

Note

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