Biografia Nel 1989 Jóhannesson fonda con il padre Jóhannes Jónsson la prima catena di supermercati discount islandese, Bónus, che nel giro di pochi anni diventa la seconda insegna della grande distribuzione del paese.
Attraverso la holding Baugur Group, Jóhannesson avvia una rapida espansione all'estero, in particolare nel Regno Unito, acquisendo o rilevando quote di numerose catene commerciali britanniche. All'apice della sua attività il gruppo Baugur arriva a un fatturato di circa 5 miliardi di sterline e Jóhannesson diventa una delle figure più note dell'imprenditoria islandese all'estero. Buona parte dell'espansione è finanziata con il credito delle banche islandesi, in particolare la Glitnir, di cui Jóhannesson costruisce nel tempo una partecipazione vicina al 40% attraverso una rete di società.
Ruolo nella crisi finanziaria islandese Le sorti del Baugur Group sono strettamente legate a quelle del sistema bancario islandese: al collasso delle banche nel 2008 il gruppo crolla nel giro di pochi mesi. L'11 marzo 2009 il tribunale distrettuale di Reykjavík dichiara il fallimento del Baugur Group.
Dopo il crollo, la commissione liquidatrice della Glitnir avvia azioni legali contro Jóhannesson. Nel maggio 2010 l'Alta Corte di Giustizia di Londra dispone il congelamento dei suoi beni a livello mondiale, e la banca deposita a New York una richiesta di risarcimento da circa 2 miliardi di dollari, accusandolo di aver ottenuto in modo improprio ingenti prestiti a danno dell'istituto.
Nella cultura di massa Jóhannesson compare nel documentario Inside Job (2010) di Charles Ferguson, premio Oscar per il miglior documentario, come una delle figure emblematiche della bolla finanziaria islandese.
Note