La Tartaria cinese ( oppure ) è un termine geografico arcaico con il quale venivano indicate le regioni della Manciuria, della Mongolia, dello Xinjiang (indicato anche come Turkestan cinese) e del Tibet sottoposte al dominio della dinastia Qing cinese. L'estensione geografica della Tartaria cinese corrispondeva in larga misura a quella delle cosiddette «regioni feudatarie» (), secondo la terminologia della corte Qing. Il termine tartaro veniva utilizzato dagli europei per designare diverse popolazioni delle regioni settentrionali, nord-orientali e occidentali della Cina, tra cui Mongoli, Manciù, Tibetani e varie popolazioni dell'Asia centrale. Nella storiografia moderna, queste regioni sono più comunemente comprese nel concetto di Asia interna.
Storia del termine I primi autori europei utilizzavano il termine tartaro in maniera indiscriminata per indicare numerosi popoli dell'Eurasia settentrionale, definendo complessivamente le loro terre come Tartaria. A partire dal XVII secolo, tuttavia, soprattutto per l'influenza degli scritti dei missionari cattolici, il termine tartaro cominciò a essere impiegato più specificamente per indicare i Manciù, mentre i territori da essi governati vennero descritti come Tartaria. Questa denominazione comprendeva la Manciuria e le regioni adiacenti dell'Asia interna soggette alla dinastia Qing. L'espressione Tartaria cinese risulta attestata almeno dal 1734 in una carta realizzata dal geografo e cartografo francese Jean-Baptiste Bourguignon d'Anville (1697–1782), successivamente pubblicata nel Nouvel atlas de la Chine, de la Tartarie Chinoise et du Thibet («Nuovo atlante della Cina, della Tartaria cinese e del Tibet») del 1738.
La carta di d'Anville era basata su lavori cartografici commissionati dall'imperatore Qing e realizzati da studiosi cinesi sotto la supervisione dei gesuiti. Sempre nel 1738 fu pubblicata l'opera di Jean-Baptiste Du Halde A Description of the Empire of China and Chinese-Tartary together with the Kingdoms of Korea, and Tibet.A Description of the Empire of China and Chinese-Tartary together with the Kingdoms of Korea, and Tibet di Jean-Baptiste Du Halde, vol. 2 (1738). Nel 1741 Du Halde pubblicò inoltre The General History of China Containing a Geographical, Historical, Chronological, Political and Physical Description of the Empire of China, Chinese-Tartary, Corea and Thibet.The General History of China: Containing a Geographical, Historical, Chronological, Political and Physical Description of the Empire of China, Chinese-Tartary, Corea and Thibet di Jean-Baptiste Du Halde, vol. 2 (1736).
Regioni comprese Le aree considerate parte della Tartaria cinese nelle opere dell'epoca comprendevano:
Xinjiang (Turkestan cinese); Mongolia (Mongolia Interna e Mongolia Esterna); Manciuria (Cina nord-orientale e Manciuria Esterna); Qinghai.
Nel 1832 i confini geografici della Tartaria cinese furono descritti nell'A Geographical Dictionary or Universal Gazetteer.
Nel 1867 la Tartaria cinese veniva descritta come costituita da tre vaste regioni: la Manciuria, la Mongolia e l'Ili, quest'ultima corrispondente grosso modo allo Xinjiang.Notes on Chinese Tartary di Sherard Osborne, Proceedings of the Royal Geographical Society of London, vol. 11, n. 4 (1866–1867), pp. 162–166.
Voci correlate Tartaria Impero cinese Dinastia Qing in Asia interna Cina propriamente detta
Note
Bibliografia
Categoria:Regioni storiche della Cina Categoria:Geografia dell'Asia