La chiesa di San Nicola di Bari è una chiesa parrocchiale di Napoli, nel quartiere di Chiaiano.

Storia Le origini La testimonianza più antica legata al sito è un cippo di epoca romana, ritrovato nel 1960 durante i lavori di ristrutturazione promossi dall'allora parroco don Angelo Ferrillo. Si tratta dell'epigrafe di Pomponia Saturnina, incisa su marmo salmastro e oggi esposta all'ingresso della scala che sale al campanile. Sulla pietra, ormai consumata, si riesce a leggere a fatica l'iscrizione D M POMPONIAE L F SATVRNINAE ET BLAESIANO F EIVS ET PLOCAMO MARITO LIBERTIS LIBERTABVSQ ET [E]IS QVOS A PLOCAMO MANUMITTI VOLVIT. Il testo è stato interpretato come una manumissio, cioè l'atto con cui nel diritto romano un padrone concedeva la libertà a uno schiavo, ed è considerato una prova dell'antica origine del villaggio di Polvica, della chiesa e del suo campanile.

Alcuni indizi fanno pensare che in passato la chiesa avesse forme gotiche. Archi di questo stile si intravedono ancora nel campanile, in corrispondenza di uno dei finestroni resta la traccia di un'antica bifora e i pilastri che separano la navata centrale da quelle laterali appaiono più massicci del necessario, forse perché racchiudono al loro interno sostegni gotici più antichi. È possibile inoltre che le navate laterali siano state aggiunte in un secondo momento, nel corso di un ampliamento che avrebbe finito per inglobare la parte inferiore del campanile nella struttura della chiesa.

Dal XVI al XIX secolo Tra il 1542 e il 1543 la chiesa ricevette la visita pastorale del cardinale Francesco Carafa, di cui dà conto il Liber visitationis (lett. "libro delle visite") pubblicato a cura di Antonio Illibato. Nella parte alta della facciata un pannello in maiolica con l'immagine di san Nicola porta la data 1870. Secondo notizie non verificate, in quell'anno il prospetto sarebbe stato rifatto dopo essere stato danneggiato da un incendio.

Il Novecento Negli anni settanta l'interno cambiò in modo significativo. Il vecchio pavimento in maioliche settecentesche, ormai consumato, venne sostituito da uno nuovo in marmo, e dell'originale rimane solo il tratto alla base del campanile. Per consentire la celebrazione versus populum introdotta dopo il Concilio Vaticano II, l'altare maggiore barocco, che si trovava più avanti rispetto a oggi, fu spostato contro la parete di fondo dell'abside, lasciando posto a una nuova mensa al centro del presbiterio. Anche la balaustra che separava i fedeli dal presbiterio fu tolta e riutilizzata come parapetto della cantoria, sopra la bussola d'ingresso. Nello stesso decennio fu chiuso con un muro l'ingresso laterale vicino al campanile, da cui si entrava dalla strada direttamente nella navata laterale. Nel 1971 la chiesa ricevette la visita dell'arcivescovo metropolita di Napoli Corrado Ursi.

Nel 1990 furono sistemati un confessionale in legno, nella navata destra vicino all'ingresso, e lo spazio per il coro, collocato secondo le norme conciliari sul lato sinistro del transetto, tra il presbiterio e i fedeli. Tra il 1995 e il 1996 il solaio di un edificio che sorgeva nel cortile della chiesa, e che nascondeva in parte la facciata, fu arretrato per rendere il prospetto completamente visibile. Al termine dei lavori di restauro curati da don Antonio Tarallo, la chiesa fu consacrata il 6 dicembre 1998 dal cardinale Michele Giordano.

Descrizione Esterno La chiesa è preceduta da un piccolo cortile che funge da sagrato, pavimentato in cubetti di porfido e delimitato da un muretto con ringhiera. La costruzione è in muratura, con ogni probabilità di tufo.

La facciata, in prevalenza bianca, segue uno schema classico. Poggia su un basso zoccolo rivestito di pietra lavica ed è articolata in due ordini. In quello inferiore quattro lesene grigie scandiscono il prospetto e le due centrali inquadrano il portone in legno, a cui si arriva salendo cinque gradini di basalto. Il portone è racchiuso in un portale di marmo nero coronato da fregio e cornice. Una fascia marcapiano separa il primo ordine dal secondo, che ripete la stessa partitura e al centro ha un grande finestrone vetrato ad arco a tutto sesto. L'ordine superiore è concluso da un timpano triangolare sormontato da una croce, che racchiude al centro il pannello in maiolica con san Nicola.

Dall'esterno si vede solo la metà superiore del campanile, perché la parte bassa è incorporata nel corpo della chiesa. La torre ha pianta quadrata e la cella campanaria presenta quattro aperture architravate. Nella parte terminale si aprono archetti a sesto acuto e la sommità è chiusa da una cuspide piramidale. Alla base è conservata l'epigrafe romana.

Interno La chiesa ha pianta a croce latina ed è divisa in tre navate. Quella sinistra è interrotta dal campanile, che ne occupa la seconda campata, mentre nella prima si trova la sagrestia. A quest'ultima si accede dal sagrato oppure dall'ultima campata di sinistra, attraversando la base del campanile.

Gli spazi interni sono coperti in gran parte da volte. Sulla navata centrale corre una volta a botte ribassata e lunettata, mentre i due bracci del transetto e le penultime campate delle navate laterali hanno volte a vela. Le prime due campate della navata destra hanno invece un soffitto piano. All'incrocio tra navata e transetto si alza una cupola a scodella con lanternino, impostata su pennacchi sostenuti dai pilastri. All'esterno il tetto della navata centrale è a due falde con manto di tegole, mentre il resto dell'edificio è protetto da una guaina bituminosa.

La cupola e quasi tutte le volte sono affrescate. Fanno eccezione le campate con soffitto piano e le penultime campate delle navate laterali, semplicemente intonacate di bianco. L'affresco al centro della navata raffigura san Nicola. Le pareti sono dipinte color écru e hanno uno zoccolo in lastre di marmo grigio alto 80 cm. Il pavimento, costruito su un terrapieno, è in lastre di marmo bianco e grigio.

Il presbiterio è rialzato di due gradini in marmo. Contro la parete di fondo si trova l'altare maggiore, di gusto barocco, mentre al centro è collocata la mensa, anch'essa in marmo come l'ambone sistemato a sinistra. Sotto la navata centrale, più o meno all'altezza del transetto, si trova una cripta che si estende fino sotto l'altare e a cui si scende da una botola nel pavimento. Un tempo ne esisteva una seconda al centro della navata, poi colmata e con l'accesso rimasto sotto il nuovo pavimento.

Note

Collegamenti esterni

Nicola di Bari Napoli Categoria:Chiese dell'arcidiocesi di Napoli