L'inchiesta Bonfadini fu un'indagine parlamentare sulle condizioni della Sicilia, condotta nel 1875–1876 da una giunta presieduta da Borsani. Prende il nome dal deputato Romualdo Bonfadini, che ne redasse la relazione. L'inchiesta affrontò i problemi dell'ordine pubblico e dell'amministrazione dell'isola nel quadro del dibattito politico successivo all'Unità d'Italia.
Antefatti Uno degli antecedenti del dibattito fu il contrasto tra il procuratore generale di Palermo Diego Tajani e il questore Giuseppe Albanese. Nel 1871 Tajani aveva promosso un procedimento contro Albanese, accusandolo di responsabilità in omicidi. Il procedimento si concluse con un non luogo a procedere, Tajani pubblicò la propria requisitoria nell'ottobre 1871 e lasciò la magistratura nel giugno dell'anno successivo.
Divenuto deputato, Tajani tornò sulla vicenda negli interventi parlamentari dell'11 e 12 giugno 1875. Le sue denunce riguardavano i metodi di governo della sicurezza e i rapporti fra autorità e criminalità, si accompagnarono alla richiesta di un'inchiesta. Nella discussione intervennero, su posizioni diverse, Francesco Crispi, Giovanni Lanza e Paolo Onorato Vigliani. L'inchiesta amministrativa svolta da Tommaso Calenda di Tavani sulla vicenda Albanese entrò fra i materiali trasmessi alla giunta.
L'indagine parlamentare si collocò inoltre in una stagione di studi sulle condizioni del Mezzogiorno. Leopoldo Franchetti aveva compiuto viaggi nelle province meridionali nel 1873–1874 e pubblicato nel 1875 uno studio sulle condizioni economiche e amministrative di quelle regioni. L'osservazione dei rapporti sociali e dell'esercizio locale del potere costituì il presupposto delle sue successive ricerche siciliane.
Svolgimento e relazione La giunta operò dal 4 novembre 1875 al 22 febbraio 1876. Raccolse deposizioni e informazioni da prefetti, sindaci, magistrati e altri rappresentanti delle istituzioni. La relazione di Bonfadini fu pubblicata a Roma nel 1876, ove, vi furono esaminate le disfunzioni amministrative e le condizioni dell'ordine pubblico, senza ricondurle all'esistenza di una distinta questione politica e sociale siciliana.
La relazione privilegiava il funzionamento degli apparati pubblici. Su un diverso piano si collocò l'indagine privata di Franchetti e Sonnino, rivolta all'organizzazione del potere e ai rapporti economici e sociali. I due lavori furono condotti da soggetti distinti e produssero conclusioni differenti.
L'inchiesta privata di Franchetti e Sonnino Fra marzo e maggio 1876 Sidney Sonnino percorse la Sicilia insieme a Franchetti e a Enea Cavalieri. L'indagine fu condotta attraverso visite, colloqui e raccolta di informazioni e non costituì una continuazione istituzionale dei lavori della giunta Borsani. Nel 1877 ne uscirono i due volumi raccolti sotto il titolo La Sicilia nel 1876: Condizioni politiche e amministrative della Sicilia, di Franchetti, e I contadini in Sicilia, di Sonnino.
La distribuzione dei temi fra i due volumi rifletteva la diversità degli oggetti studiati. Franchetti esaminava l'organizzazione del potere e le condizioni dell'amministrazione, mentre Sonnino concentrava la propria analisi sui contadini e sui rapporti agrari. Il confronto con la relazione parlamentare appartiene pertanto alla storia delle interpretazioni della questione siciliana, oltre che alla storia delle inchieste promosse dopo l'unificazione.
Note
Voci correlate Diego Tajani Romualdo Bonfadini Leopoldo Franchetti Sidney Sonnino Questione meridionale
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