Il drenaggio urbano sostenibile indica un approccio alla gestione delle acque piovane che cerca di raccogliere e controllare l’acqua che scorre sulle superfici vicino al luogo in cui si forma il deflusso, riproducendo per quanto possibile i processi del ciclo idrologico naturale. I sistemi che lo attuano sono spesso indicati con la sigla SuDS, dall'inglese sustainable drainage systems. Possono combinare opere vegetate, superfici permeabili e manufatti di accumulo e regolazione.
L'approccio considera insieme la quantità d'acqua scaricata, la qualità del deflusso, la fruibilità degli spazi e la biodiversità. Questi obiettivi sono spesso chiamati i «quattro pilastri» dei SuDS. Il drenaggio sostenibile può quindi svolgere funzioni più ampie del solo convogliamento delle acque in una rete di tubazioni.
Principi di funzionamento L'impermeabilizzazione del suolo riduce l'infiltrazione e accelera il deflusso delle precipitazioni. Nella progettazione dei SuDS si cerca anzitutto di limitare la formazione del deflusso, poi di trattenerlo, infiltrarlo, riutilizzarlo o rilasciarlo gradualmente. La scelta dipende dalle caratteristiche del sito e dalla destinazione finale delle acque; l'infiltrazione non è sempre possibile o appropriata. L'acqua non infiltrata o riutilizzata può essere scaricata, con una portata regolata, verso un corpo idrico o una rete di drenaggio.
Più componenti possono essere disposti in sequenza, formando una successione di interventi detta management train. Si parte dal luogo in cui cade la pioggia, per esempio un tetto o una pavimentazione, e si prosegue con opere che raccolgono le acque di un’area più ampia. In questo modo portata e qualità dell'acqua possono essere modificate in più stadi. Non è tuttavia necessario che il deflusso attraversi ogni stadio in ogni progetto.
Tecniche Gli interventi possono riguardare non solo i singoli edifici, ma anche strade, piazze, aree verdi e la riqualificazione di piccoli corsi d'acqua urbani. p. 58.
Controllo presso il luogo di formazione del deflusso Le tecniche di controllo alla sorgente comprendono coperture verdi, raccolta dell'acqua piovana e pavimentazioni permeabili. Le coperture verdi intercettano parte delle precipitazioni e possono ridurre il volume e il picco del deflusso; le pavimentazioni permeabili consentono all'acqua di raggiungere uno strato sottostante di accumulo, dal quale può infiltrarsi oppure essere scaricata in modo regolato.
Filtrazione e infiltrazione Le aree di bioritenzione raccolgono temporaneamente l'acqua in depressioni vegetate e la filtrano attraverso substrati appositamente progettati. I giardini di pioggia sono depressioni vegetate che possono infiltrare il deflusso proveniente da superfici poco contaminate; secondo la classificazione di CIRIA, a differenza delle aree di bioritenzione non prevedono necessariamente strati di terreno appositamente progettati e offrono un trattamento meno intenso. Canali vegetati, trincee drenanti e altri dispositivi possono rallentare o trattare il deflusso lungo il percorso. Le prestazioni dipendono dalla configurazione e dalle condizioni del terreno.
I pozzi perdenti e le trincee di infiltrazione offrono un accumulo sotterraneo dal quale l’acqua passa nel terreno attraverso il fondo e le pareti. Richiedono un suolo sufficientemente permeabile e acque compatibili con la tutela della falda., sezione «Infiltrazione delle acque meteoriche».
Accumulo e rilascio graduale A valle possono essere impiegati bacini di laminazione, che accumulano temporaneamente l'acqua e la rilasciano con portata limitata, oppure bacini con acqua permanente. Anche vasche interrate e strutture geocellulari, composte da moduli cavi collegati fra loro, forniscono spazio per accumulare acqua. Un invaso sotterraneo, usato isolatamente, può contribuire alla laminazione delle portate ma non offre necessariamente gli stessi benefici per qualità dell'acqua, paesaggio e biodiversità di un sistema composto da più elementi.
Progettazione e manutenzione La progettazione considera la permeabilità e l'eventuale contaminazione del suolo, la posizione della falda acquifera, le precipitazioni di progetto, i percorsi dell'acqua negli eventi intensi e le caratteristiche del corpo ricettore. L'infiltrazione richiede una valutazione del rischio di contaminazione delle acque sotterranee. I dispositivi devono inoltre essere accessibili per la rimozione dei sedimenti e la manutenzione di vegetazione, ingressi e organi di scarico: la disponibilità di volume e la continuità delle prestazioni dipendono anche da queste attività.
Rapporto con l'invarianza idraulica L'invarianza idraulica mira a contenere la portata massima scaricata dopo una trasformazione del territorio; l'invarianza idrologica considera anche il volume scaricato. I SuDS possono contribuire a tali obiettivi mediante accumulo, regolazione, infiltrazione, evapotraspirazione e riuso, ma comprendono anche obiettivi relativi alla qualità delle acque e agli spazi urbani.
In Italia, la disciplina delle acque meteoriche e dell'invarianza varia in base al territorio. In Lombardia, l'articolo 58 bis della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12, richiama espressamente il drenaggio urbano sostenibile accanto ai principi di invarianza idraulica e idrologica; i criteri applicativi per questi ultimi sono stabiliti dal regolamento regionale 23 novembre 2017, n. 7, e successive modificazioni. Art. 7, che introduce l'art. 58 bis nella l.r. 12/2005.
Note
Voci correlate Invarianza idraulica Giardino di pioggia Vasca di laminazione Pozzo perdente Trincea drenante Fognatura Nature-based solutions
Categoria:Ingegneria idraulica Categoria:Urbanistica